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Come faccio con mia suocera?

Inviata da SARA il 24 gen 2014 Terapia familiare

Salve, sono una ragazza di 30 anni , mamma di una dolcissima bimba di 2 . Mi sono sposata da 5 anni, ma sto insieme a mio marito da 11 . Prima del matrimonio avevo dei rapporti abbastanza normali con mia suocera...con il passare del tempo , e dopo il matrimonio ho potuto rendermi conto di tante cose a cui prima non davo tanto peso, ho capito troppo tardi che avrei dovuto mettere dei paletti. Lei è molto invadente , piomba a casa nostra a qualsiasi ora del giorno. da spesso e volentieri consigli e pareri ; che nessuno le ha mai chiesto, con l'intento di indurci a fare quello che lei vorrebbe( cosa che le riesce con la figlia, probabilmente solo perché abitando a 2 ore di distnaza la vedono poco ) ma io no, non posso, ci abito a 10 mt di distanza e non posso pensare di trascorrere la mia vita con lei che ci sta addosso. Le cose sono peggiorate con la nascita della bimba, con la quale lei si pone come una madre.....mettendomi spesso e volentieri da parte e incentrando sempre l'attenzione della piccola sul padre (mio marito). Piccolo episodio , dopo 5 mesi dalla nascita della bimba, io sono tornata a lavoro, lasciando la bimba a settimane alterne alle nonne....dopo l'anno la bimba ha iniziato a dire le prime parole, papà mamma, il suo nome ect.....Durante la settimana trascorsa da mia suocera la bimba aveva smesso di dire mamma, il suo nome e tutto quello che sapeva dire....tranne papa' e il nome del papa'.....iniziando a sillabare la parola nonna....questa è stata la conferma ai miei dubbi , ovvero il suo intento di mettermi da parte....da quel momento ho deciso di mandare la bimba al nido, limitando la frequentazione con mia figlia , in mia assenza! Infatti da quel momento non riesco a fidarmi di Lei ,e tantomeno a lasciare la piccola da sola con lei.La posizione di mio marito in questa situazione non mi aiuta, riconosce che la madre sia un po' invadente e che avvolte abbia agito per farmi dei dispetti, ma non intende dirle nulla , non vuole turbare i rapporti familiari,, mi dice che forse sua madre avrà capito che non le lascio volentieri la bimba e che quindi lei si comporti così. Fatto sta che, mi vergogno a dirlo, ma penso di iniziare ad odiarla, appena la penso mi viene l'ansia, mi tremano braccia e gambe, perché ho paura che mi possa allontanare mia figlia. Non accetto neanche che mio marito sia così accondiscendente con lei, non capisce che stiamo mettendo a rischio la nostra famiglia e la tranquillità di nostra figlia. Io un tempo mi sentivo in pace con me stessa, tranquilla con coscienza , adesso mi sento cattiva , e non mi piace! Ho bisogno di qualche consiglio!!!

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Attenzione, se non hai il supporto del marito e` lui il problema non proprio la suocera. Lei fa` il suo mestiere di rompi c........! Quello che non va` e` il rapporto chiaro con il marito. Io sono stato lasciato da mia moglie che era d'accordo in tutto e per tutto con mia suocera la quale non stava bene nulla del rapporto che avevo con i miei figli. Ora io sono solo e loro vivono sereni con i bimbi che hanno subito un trauma dal distacco affettivo. Questo per puro egoismo e mancanza di amore di mia moglie che mi ha usato per fare i figli e poi mi ha lasciato portandoli a casa dei suoi. Il piu` piccolo aveva 1 anno e mezzo e l' altra 3. Buona fortuna. Un padre che non ha piu` uma famiglia.

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Però ti fa comodo lasciare tua figlia da lei! Prendi una baby sitter e va dalla nonna ogni tanto, solo in visita. Se le lasci tua figlia, la autorizzi a sostituirsi a te. Se vuoi i vantaggi non puoi non volere anche gli svantaggi.

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Gentile Sara,
credo che il primo interlocutore a cui debba rivolgersi è suo marito. Si faccia aiutare da lui a mettere la suocera al suo posto. Capisco che non è facile far comprendere questo al suo compagno, dato che lei è sempre sua madre, ma è fondamentale.
In secondo luogo metta dei paletti più rigidi. Non permetta a sua suocera di entrare in casa quando vuole.
Certo ci sarebbe da chiedersi come mai abbia accettato di trasferirsi così vicino a lei.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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Gentile Sara,
partendo dalle sue informazioni ci sono tutti gli ingredienti per sostenere che è presente una suocera invadente che da suggerimenti e consigli non richiesti, arriva senza preavviso a casa sua a qualsiasi ora del giorno, insegna a sua figlia a dire nonna/papà e si comporta come una madre mettendola da parte. Afferma che non può pensare di trascorrere la sua vita con lei che vi sta addosso. Poi ci sono i tentativi di confronto con suo marito che non vanno a buon fine: lui non intende dirle nulla per non turbare i rapporti familiari. Sta cominciando ad odiare sua suocera e per questo a sentirsi cattiva, ad avere ansia e a tremare soltanto a pensarci. Credo Sara che il punto in tutta questa questione è dove si trova lei, nel senso che vedo poca presenza attiva da parte sua nella gestione della situazione, c’è qualcosa che potrebbe fare e non fa. Nonostante abbia mandato la bimba all’asilo per diminuire i contatti, nonostante abbia cercato la mediazione di suo marito sembra che queste soluzioni, per differenti motivi, non siano bastate a sollevarla dal pensiero della suocera invadente. Una probabile via che vedo per lei è quella di rivolgersi a sua suocera e parlare direttamente di quello che le sta a cuore con molta sincerità, non penso che i rapporti familiari si turbano perché anche lei fa sentire, attraverso la sua voce adulta, le sue regole e le sue necessità. Quando fa capire che è troppo tardi per mettere paletti si mette già in una posizione di resa. Provi a riflettere su questa sua posizione arrendevole e cominci a muovere qualche passo per un dialogo diretto e autentico con sua suocera...
Coraggio, la via del confronto aperto non cade mai in prescrizione!

Un caro saluto

Dott.ssa Beatrice Caponi

Dott.ssa Beatrice Caponi Psicologo a Roma

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Gentile Sara,
non è facile per lei e tanto meno (per un professionista) dare consigli a distanza che possano veramente attuarsi in comportamneti vantaggiosi e durevoli. Comunque i consigli sono utili, soprattutto se competenti. Alla fine tuttavia, in base a quanto avrà racolto dai tanti colleghi che risponderanno al suo appello di aiuto concreto, converrà recarsi personalmente da un collega per una consulenza reale interattiva e pratica informando il terapeuta anche di eventuali cambiamenti dopo aver attuato le strategie comportamentali consigliate
paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Gent. sig.ra,
bisognerebbe innanzitutto riflettere su cosa lei considera "cattivo" e come si sente rispetto ad "essere cattiva". Se le è necessario, comprensibilmente, mettere dei paletti, temo dovrà accettare di farlo "sentendosi cattiva". Sul capitolo "marito" non si è molto soffermata. Le proporrei di dialogare con lui non su questioni di principio ma esponendogli serenamente come si SENTE lei rispetto alla situazione, cercando di rivolgersi a suo marito iniziando le sue frasi con "Io mi sento", evitano di scadere in un poco produttivo "tu" accusatorio.
La ringrazio della fiducia. Cordiali saluti.

Monica Torsellini Psicologo a Firenze

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