Come faccio a vincere la paura di restare sola?

Inviata da Marta · 7 giu 2016 Ansia

Mi spiego ...restare da sola (o da sola con mio figlio) mi crea problemi ormai da un po di anni ...cerco di farlo lo stesso, ma non mi piace essere comandata dall'ansia soprattutto se apparentemente immotivata ....ma comunque quando resto sola mi sento agitata ... ho paura di svenire (mai svenuta in vita mia)...è una situazione abbastanza snervante!! Soprattutto perché mi rendo conto che teoricamente infondata (consapevole che una causa c è di certo)..
Prima era limitata alla notte, quando mio marito non c'è per lavoro dormo da mia madre ..ora a volte anche di giorno preferisco che ci sia lui ....;(

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Miglior risposta 8 GIU 2016

Gentile Marta,
con molta probabilità , le paure che lamenta hanno cause psicologiche , ma non escluda la possibilità di sottoporsi a qualche esame clinico che escluda ogni possibile problema organico come ad esempio un ipertiroidismo . Una volta chiarito questo aspetto, potrà prendere in esame la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico che sicuramente la aiuterà a comprendere i motivi delle sue angosce e a contenerne e risolvere i sintomi. Tenga presente che ciò che prova , potrebbe rappresentare uno strascico di quel naturale aumento d'ansia fisiologica che precede e segue il parto poichè l'organismo e la psiche stessa della madre che sta per assumersi la grande responsabilità di accogliere una nuova vita crea un aumento del livello d'allarme a scopo protettivo.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Psicologa -Psicoterapeuta
Psicoanalista Junghiana
Parma

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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10 GIU 2016

Hai ragione, un tempo ,per questa paura, un motivo reale c'è stato.
Chissà...forse mamma parlava di fantasmi o cose del genere.
Qualunque sia l'origine del problema, questa fobia si cura con la psicoterapia cognitivo comportamentale, ed in particolare con una tecnica che si chiama "desensibilizzazione sistematica":
Quindi...cercarti uno psicoterapeuta con tale specializzazione.
Tranquilla, se ne esce, ce l'avevo anche io, un tempo
Coraggio

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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9 GIU 2016

Solo imparando a far entrare il vuoto dentro di noi e lasciare fare a lui, pian piano ci accorgeremo che la solitudine ci chiama, ci cerca. Diventandole amici, smetteremo di riempirla di qualcosa. In questo modo si entrerà in uno spazio dove non ci sono domande da fare e risposte da dare, ma basta stare in silenzio, consapevoli, senza pensieri, senza parole e senza giudizi. Il vero silenzio, guarisce da solo tutti i mali dell’anima, rende capaci di guardarsi dentro e capire chi si è veramente. Solo in questo modo si arriva alla libertà e alla gioia. La vera natura è nascosta nella parte misteriosa e buia di ognuno di noi, e ha spazio quanto meno cerchiamo di sovrastarla con giudizi e parole. la paura che abbiamo di stare da soli è data dalla convinzione che incontreremo chissà quali mostri o nemici interiori e che non ci sia niente da trovare. In realtà è il Nulla l’unico a restituirci la perla, l’anima, che le convinzioni, i pensieri e la ragione invece tendono a farci perdere. Solitamente stare da soli spaventa, si ha paura del vuoto e per questo ci si riempie di cose da fare Al contrario, questa condizione, se accolta a braccia aperte, ci “regala” quel senso di vuoto che ci cura, che ci rigenera.

Resto a disposizione
dott.ssa Chiara Pica

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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8 GIU 2016

Il tempo scandisce tutte le ore della nostra giornata! C'e' un tempo per tutto.
Attenda serenamente il rientro di suo marito e occupi la giornata coltivando interessi interpersonali, accogliendo a casa sua, anche compagni e mamme di suo figlio.

Dott. Francesco Testa Psicologo a Napoli

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8 GIU 2016

Gentile Marta, nutrire una paura del genere non può essere immotivato, forse è così che le appare.
Mi chiedo che cosa sia cambiato nella sua e nelle vostre vite, se possa essere legato alla nascita del bambino o ad altri eventi "snervanti", così come lei li definisce.
Se tale paura arriva ad interferire con il suo quotidiano, è importante che si rivolga ad un terapeuta, sola, o con suo marito, se ritiene che la difficoltà sia legata alla vostra relazione di coppia.
A disposizione
Dott.ssa Moglie L.

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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7 GIU 2016

Buongiorno Marta,
sta già facendo dei buoni passi nel evitare di cadere nel tranello dell'ansia e limitare la sua quotidianità e qualità di vita, cercando invece di comprendere che tali sintomi ansiosi non condurranno a nulla di terribile, se non la sensazione di non essere totalmente serena. Credo che giunta a questo punto il passo successivo resti quello di dare un significato a questi timori e a quest'ansia, attraverso un percorso terapeutico di consapevolezza interiore. Finché non si allertano brutti circoli viziosi (come gli evitamenti o il ricorso a troppe precauzioni), il trattamento riesce a dare buoni frutti anche in tempi brevi.
La terapia cognitiva potrebbe esserle d'aiuto nell'affrontare la tematica ansiosa e nel comprenderne le cause più profonde, tramite l'esplorazione dei bisogni emotivi. Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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7 GIU 2016

Buongiorno gentile Marta,
per poter risolvere questo problema dovrebbe valutare di intraprendere un percorso di psicoterapia. Mi sembra di capire che il problema sta peggiorando ed è dunque necessario affrontarlo seriamente in quanto rischia di limitare la sua vita e quella di suo figlio alla sola possibilità di avere accanto suo marito. Si faccia coraggio e chieda aiuto in presenza.
Saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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