Come faccio a non perdere le speranze senza dell'aiuto concreto?

Inviata da setsune · 19 ott 2020

Sono circa 3 anni che sto in uno stato angoscioso persistente. Ogni volta che mi sveglio la mattina sento un peso addosso, è come una botta, come quando stai in apnea e smetti di respirare. Sono altrettanti anni che ho delle fitte al petto senza motivo. Adesso penso siano da somatizzazione. Penso di avere la distimia, leggendo tanti articoli ho provato a informarmi e ad autotutelarmi, in un certo senso. Ho una situazione familiare tossica. Penso di avere dei traumi a causa dei miei genitori, non c'è dialogo, non c'è possibilità di dibattito, sembra parlare con un muro. Mio padre è come se non esistesse, mia madre ci sta insieme solo per esigenze economiche. Mi ha fatto terrorismo psicologico minacciandomi di uccidere, prendendo a parole mia madre e stessa cosa con i miei fratelli. Così per tutta la mia vita, ho 19 anni. Mia madre non sa come uscire da questa situazione e con gli anni si è rassegnata, le ho fatto mille discorsi sul prendere la situazione in pugno e cercare soluzioni diverse, ma niente. Così stressata pure lei si sfoga su me e i miei fratelli passivo agressivamente. Sento proprio una lacuna affettiva per certi versi. Ho imparato a sciogliermi col tempo ma non del tutto. Ad esempio se un maschio si avvicina io mi scosto, questa cosa l'ho realizzata poco tempo fa quando mio fratello cercava di abbracciarmi per consolarmi, da lì ho capito che è per via di mio padre. Me ne sono fatta una ragione e ho capito che dovevo cercare di scindere la mia quotidianità da quell'ambiente. Le ho provate tutte, ma ho uno stress immane, penso di aver accumulato così tanto nel corso degli anni da avere dei crolli così a caso. Tutte le volte che ho stretto i pugni pensavo di star facendo la cosa giusta, parlo spesso con i miei amici e tentavo di aprirmi il più possibile. Ho sempre cercato di dare dei segnali e di non tenermi tutto dentro, per lo meno all'esterno di questa casa. Ma ovviamente non sanno cosa dirmi se non allontanarmi il prima possibile da quell'ambiente e di contattare un professionista. Il punto è questo, per ragioni economiche non posso permettermelo. I servizi della Asl sono scadenti, ho provato le app di supporto, delle consulenze gratuite online, ma è tutto, tutto così superficiale. Ho cominciato a stare peggio. Possibile che una persona deve per forza pagare così tanto per ricevere del supporto emotivo? Dei consigli? All'inizio, tre anni fa, quando avevo i miei primi attacchi di panico parlai col mio medico e voleva subito affibbiarmi degli ansiolitici, come se nulla fosse. Li ho rifiutati. Se devo stare bene devo stare bene perché ci sto davvero, non per delle pilloline random. A questo punto ti senti veramente abbandonata a te stessa, senza scampo. Qualche mese fa stavo avendo i miei momenti peggiori. Pensavo che quest'anno con l'inizio dell'Universita le cose sarebbero cambiate, ma lo stress non fa altro che crescere. Non posso andarmene da questo ambiente, devo fare la pendolare per andare in un'altra città e trovare un minuto per respirare perché il resto della giornata cerco di studiare con le urla dei miei genitori dietro. Adesso mi sto crogiolando sul fatto che grazie al covid ho più tempo libero per via delle lezioni online. Quindi sto facendo delle cose per cercare di stare meglio. Attività fisica, passeggiate all'aperto, respirazione, meditazione, pormi degli obiettivi ma non sembra funzionare niente, o almeno sono consolazioni temporanee. Ho voglia di non arrendermi ma mi sento oppressa entro cose che non posso controllare. Ho imparato ad amare me stessa col tempo cercando di aiutarmi, come se fossi un'amica. La cosa pare aver funzionato ma relativamente. Il fatto di essere l'unica che può davvero comprendersi mi fa sentire sola. Mi sento come se mi avessero tagliato le ali prima ancora di aver preso il volo. Non è tutto. Tempo fa ho avuto la mia prima relazione ma era come se non sentissi niente. Come se fosse tutto platonico e il resto non mi interessasse. Ho pensato subito che cercavo di riempire le lacune dei miei genitori. Come se non bastasse una persona con il disturbo borderline(l'ho scoperto poco fa lo fosse) si è intromessa e mi ha manipolata come se nulla fosse, rovinandomi la mia prima relazione e facendo stare male anche la persona con cui stavo. Penso di avere due traumi adesso. Come se non bastasse penso di avere non so quante trappole emotive. Sono così abituata a reprimere le cose che non so più come mi sento. In questi giorni pensavo di sentirmi bene, eppure mi sono ritrovata a piangere casualmente mentre mi allacciavo le scarpe. La mia faccia ha cominciato ad accartocciarsi e a piangere senza che io sapessi il perché. In realtà lo so. Non ce la faccio più, non so come fare. Adesso anche se sto bene mi rendo conto di non esserlo effettivamente. Vorrei tanto avere una vita normale, una famiglia normale, o magari semplicemente essere stupida e vivere nella mia ignoranza. Sono sul lastrico. Scrivo molto per cercare di capire come mi sento, a volte un diario, a volte poesie, a volte disegno, quello che capita. Prima funzionava, ma adesso niente mi fa stare meglio. Mi serve una dritta, un punto di svolta, per favore.

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Miglior risposta 19 OTT 2020

Gentilissima, traspare tutta la Sua sofferenza da quello che scrive. Dalle crepe che ha dentro non si dimentichi che si può sempre intravedere della luce, e sembra che faccia di tutto per continuare a battersi, e questo Le fa onore. Le ferite che abbiamo dentro sono comunque un segno del fatto che siamo ancora qui, che non ci arrendiamo e facciamo di tutto per stare bene. Bisogna elaborare la nostra sofferenza, per trasformarla in una risorsa, per raggiungere il benessere che meritiamo, per modificare e migliorare il nostro Essere, in ottica di armonia e serenità.
Le dico che ogni professionista decide di impostare comunque il lavoro e il compenso a Suo modo. Non è detto che tutti i professionisti mantengano quell'onorario. Magari può trovare qualcuno che vada incontro alle Sue esigenze, e venirLe incontro, per darLe la possibilità di lavorare su se stessa e farLa stare sempre meglio, per riprendere in mano la Sua vita e cercare l'equilibrio che Le manca.
Le auguro tanta buona fortuna e tranquillità.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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