Come faccio a combattere la mia ansia? Io non voglio lasciarlo

Inviata da Stefania · 2 mag 2016 Ansia

Salve.
Premetto che sto passando un periodo stressante dovuto ad una malattia che ha colpito mio padre, la quale mi ha traumatizzata non poco. Da quando è successo ho avvertito disturbi d'ansia. Temevo di avere tutte le malattie del mondo, di collassare da un momento all'altro ecc. Da due giorni a questa parte però non ho più avvertito un attacco d'ansia del genere ma l'attenzione si è focalizzata sul mio ragazzo. Mi spiego meglio.
Ad agosto dell'anno scorso il mio ragazzo mi ha lasciata dicendomi che non era più innamorato come prima. La mia reazione è stata quella di capirlo e di comprenderlo. Non ho mai avuto rancore nei suoi confronti, anzi paradossalmente sono stata io a "consolare" lui dicendogli di non doversi sentire in colpa per il male che mi stava provocando. Dopo un mese sono andata avanti e mi sono buttata in una storia che pensavo mi stesse facendo rinascere. Ma è lì che torna il mio ex ragazzo. Onestamente non sono riuscita a ritornarci insieme e ho continuato la storia con il ragazzo conosciuto da un mese perché mi sentivo circondata oltre che da lui anche da persone nuove. Stavo vivendo un'altra vita, mi divertivo, svagavo la mente. Ma capitava molto spesso che io pensassi al mio ex ragazzo, ogni canzone mi ricordava lui, ogni comportamento era messo in paragone. Per farla breve, nei 5 mesi in cui ho portato avanti la "nuova" storia, è capitato molto spesso che i miei pensieri fossero rivolti al mio ex, ma come andavano tornavano (fumavo molta cannabis che mi permetteva di non pensare, che mi faceva divertire e quando non c'era ne sentivo il bisogno. Mi aiutava a vivere la storia con il mio nuovo ragazzo senza pensieri). È successo però che per tre volte il mio ex ragazzo si è ripresentato a me dicendomi che aveva fatto uno sbaglio e che era pronto a ricominciare. Io ho sempre negato a lui la possibilità. Ammetto che tutta questa situazione mi metteva talmente tanta ansia che arrivavo a concludere i rapporti con entrambi. Vorrei precisare che sono sempre stata onesta e ho sempre raccontato tutto quello che mi stava accadendo.
Ma ad un certo punto, dopo aver fumato l'ennesima canna, ho avuto un attacco d'ansia, probabilmente un attacco di panico che mi ha fatto spaventare talmente tanto che ho deciso di chiudere la storia con il mio nuovo ragazzo perché oramai ero arrivata al limite. Dopo una serie di giorni di scombussolamento avevo ripreso in mano la mia vita. A volte capitava che non mi sentissi tanto bene per l'ansia, ma era diventata ormai quasi un ricordo.
Dopo qualche tempo ho ripreso ad avere dei rapporti con il mio ex ragazzo. Era come se io e lui non ci fossimo mai lasciati. Come se nei sei mesi passati distanti, in realtà non ci fossimo mai persi.
Ora, a distanza di un mese dalla nostra rifrequentazione in cui lui mi è stato vicino per la vicenda di mio padre e in cui sentivo davvero il bisogno di stare con lui, eliminato il problema dell'"ipocondria" mi ritrovo da due giorni ad avere una forte ansia riguardo al mio ragazzo. Mille domande mi risuonano nella mente e non riesco a darmi pace. Ho paura di aver fatto la scelta sbagliata. Di non essere realmente innamorata di lui. Quando ci penso sento il cuore in gola e ho una paura immane di perderlo nuovamente. Di non riuscire a vivere questa storia che per me era perfetta. È come se avessi paura di vivere la mia storia con lui con la continua ansia di aver fatto la scelta sbagliata. Nei momenti di lucidità credo di amarlo e mi sento felice di stare con lui. Ma nei momenti di ansia sento una grande voglia di piangere. Il periodo non è dei migliori. Mi sento molto stressata e anche il neurologo mi ha confermato il mio stato di stress e di leggera depressione. Ora il solo pensiero di perdere nuovamente il mio ragazzo mi attanaglia ma dall'altra parte temo anche che l'unica soluzione per la mia ansia sia quella di chiudere il rapporto con lui. Cosa che non voglio fare.
Sono due giorni d'inferno quelli che sto passando. Mi sento infelice e depressa. Ma credo siano la conseguenza di tutto un periodo che non mi ha dato pace.
A volte credo, cercando tra le mille ipotesi dei miei attacchi d'ansia, che io non abbia mai superato il "trauma" della prima separazione con lui, quando l'estate scorsa decise di lasciarmi. E quindi vivo con la continua paura e ansia che in questi giorni mi sta portando a pensare tutto questo. Non so se sono stata abbastanza chiara. Spero di aver riassunto per il meglio tutti i tormenti che mi stanno logorando l'anima. Aspetto una risposta! Grazie!!!

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Miglior risposta 4 MAG 2016

Buongiorno gentile Stefania,
l'uso frequente di cannabis in soggetti predisposti ai disturbi d'ansia favoriscono l'insorgere paradosso di episodi intensi d'ansia generalizzata con fenomeni di derealizzazione e depersonalizzazione, dunque, la cosa importante è che Lei si metta nelle condizioni di valutare la sua situazione sentimentale solo dopo aver curato in modo efficace la sua ansia, senza addossare l'aumento di stress alla malattia di suo padre in quanto purtroppo la vita ci mette in condizioni di affrontare situazioni difficili senza per questo, però, rimanerne ogni volta distrutti, e nello stesso tempo, l'andirivieni sentimentale in cui Lei stessa si mette, la pone in una competizione ansiosa sui risultati del suo sentire emozionale davvero molto esagerato per la salute mentale di chiunque. La psicoterapia è lo strumento d'elezione per i disturbi d'ansia. Il neurologo cura le malattia del cervello, gli psicologi psicoterapeuti curano i disagi psicologici e i disturbi legati alla sfera psicologica.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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4 MAG 2016

Gentile Stefania,
ciò che esprime , dà adito a molte ipotesi sul suo stato emotivo attuale, che è ben lungi dal considerarsi sereno. Essere lasciati da qualcuno di importante nella propria vita affettiva, riporta emotivamente a tutti quegli eventi che hanno visto strapparsi via dalle figure importanti dell'infanzia o essere state da queste abbandonati. Un abbandono può essere volontario, quando un genitore lascia la famiglia per seguire un nuovo progetto di vita, o involontario , cioè causato da morte o invalidità , ma la psiche ,registra questo improvviso vuoto , sempre con una prima stessa reazione che è quella traumatica ( cioè di un afflusso di stimoli affettivi troppo grandi per potere essere padroneggiati da un Io cosciente , troppo fragile e impreparato) e quantomeno all'inizio , come un tradimento. Quindi lei in poco tempo ha dovuto affrontare due abbandoni : quello del suo ragazzo , che senza troppi riguardi e con grande superficialità, l'ha lasciata perchè non più certo del proprio amore verso di lei ,e quello legato alla morte di suo padre, portato altrove dalla imprevedibilità del destino, i cui scopi, sono sconosciuti a noi tutti. Sembra che a confortarla e a tenerla a distanza dal sentire il dolore ci pensi da troppo tempo ormai la cannabis, la quale in quanto droga con effetti anestetizzanti, si è incaricata di inibire una risposta emotiva adeguata rispetto al tradimento del suo ragazzo ,e che in modo altrettanto anestetizzato le abbia permesso di buttarsi subito dopo in una storia nuova , senza darsi il tempo necessario per elaborare il dolore del tradimento. Ora , questo ragazzo con la stessa facilità con cui se ne è andato, è tornato e le chiede una ricongiunzione mostrandole una attenzione e un riguardo che paiono più di facciata che non veramente sentiti. In questi casi , in cui giustamente , la persona si sente confusa e spiazzata dalle bizzarrie sia del destino che delle emozioni altrui, è bene fermarsi a riflettere, accogliendo in sè tutto il dolore , la paura , la rabbia, l'incredulità, il senso di smarrimento negati con pervicacia attraverso artifizi anestetizzanti. Solo così potrà far tornare la vera se stessa. Se non ce la fa da sola , si faccia aiutare! La psicoterapia serve proprio a riacquisire consapevolezza dei propri veri sentimenti e pensieri, sulla base dei quali , poter compiere scelte adeguate e seriamente opportune per sè.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giuseppina Cantarelli
Psicoanalista
Parma

Dott.ssa Giuseppina Cantarelli Psicologo a Parma

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3 MAG 2016

Gentile Stefania,
per prima cosa dovresti smettere l'assunzione di cannabis, sostanza che se ti ha aiutato a non pensare e tenere su il morale, ti ha anche tolto lucidità e senso di responsabilità.
Il tuo ragazzo ti ha procurato di sicuro un trauma quando ti ha lasciato ma anche tu hai fatto qualcosa di simile respingendolo più volte dopo il suo pentimento.
La tua attuale paura di perderlo di nuovo, l'ansia e i possibili attacchi di panico non sono certo da tenere sotto controllo con la cannabis, da cui, credo, sei già diventata dipendente.
Pertanto, il modo giusto per affrontare le tue paure è affidarti ad un percorso di psicoterapia individuale o, se il tuo ragazzo è d'accordo, anche di coppia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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3 MAG 2016

gentile Stefania,
mi sembra probabile sia una certa predisposizione a sintomi ansiosi, sia che lei non abbia superato del tutto il trauma dell'essere stata lasciata.
La soluzione quindi è elaborare questo episodio/trauma e ciò forse richiederebbe un' opportuna comunicazione con il suo ragazzo.
Per valutare bene però quali siano le strade da percorrere e cercare di non fare errori, le consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta.
ordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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