Come educare un bambino?

Inviata da Patrizia · 11 nov 2013 Psicologia infantile

Buongiorno,
sono in crisi per come educare il mio bambino che ora ha due anni e mezzo.
Prima di diventare mamma ero convinta che i bambini dovessero essere educati in modo abbastanza deciso. Credevo che i bambini dovessero essere bravi, educati, diligenti, collaborativi. Ero convinta che mio figlio avrebbe dormito da subito nella sua cameretta, al buio e da solo; che avrebbe seguito i nostri ritmi... Da quando sono mamma invece ho capito che crescere un bambino significa crescere una persona e non un robottino. Cerco di capire di cosa lui ha bisogno. Per esempio, non ha mai voluto il ciuccio e ha sempre preferito ciucciare due dita. Io e mio marito non ci siamo, ovviamente, mai opposti. Ma i parenti, gli amici, gli educatori, tutti insomma, continuano a farci notare questa "bruttissima" abitudine e a volte arrivano a togliergli le dita dalla bocca.
Per il sonno, ho cercato con tanto amore e pazienza di farlo dormire nella sua cameretta e da solo. E' stata per me quasi una battaglia che mi sento di dire di aver perso di recente.
Dopo aver passato tantissime notti insonni accanto a lui, finalmente eravamo arrivati a un unico risveglio durante la notte ma poi bastava poco (la mia agitazione x il nuovo lavoro, un problema al nido, ecc...) e lui riprendeva a svegliarsi più volte. Lo scorso settembre ho pensato di provare a mettere una brandina in cameretta così da essere accanto a lui durante i risvegli nella speranza che prima o poi si rilassasse e riuscisse a dormire tutta la notte. Ma dopo più di un mese mi sono arresa e con la scusa dei lavori da fare nella sua cameretta, l'ho messo nel lettone con noi. Adesso dorme meglio e senza risvegli. A me piacerebbe dormire senza il mio piccolino ma soltanto perché mi sta addosso durante la notte e mi tocca i capelli. Ma per il resto credo mi stia bene così, almeno lui è tranquillo e io non devo alzarmi durante la notte.
Il punto è che leggendo numerosi libri ho capito che non c'è niente di sbagliato nella pratica del dormire insieme, ma come sempre la gente non fa altro che guardarci dall'alto in basso e un po' mi vengono i dubbi.
Io credo di stare facendo la cosa giusta, credo che prima di tutto debba venire soddisfatto il suo bisogno di protezione, sicurezza e più avanti, quando sarà più sicuro e capirà meglio, cercherò di spingerlo dolcemente nel suo letto.
Cosa mi consigliate? Seguo il mio istinto o no?
Grazie

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Miglior risposta 25 NOV 2013

Cara Patrizia lei mi sembra un pò in preda dall'ansia da prestazione :-) ... si rilassi, piuttosto segua un percorso di supporto psicologico che la aiuti ad avere fiducia in se stessa e rispetto a quanto dicono "gli altri" ricordi che qualcuno, tempo fa, disse "non ti curar di loro ma guarda e passa"
Un caro saluto

Studio Di Psicologia In Corso Vittorio Psicologo a Torino

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14 NOV 2013

Cara mamma Patrizia, la nascita di un figlio è un evento gioioso, bellissimo e ricco di mistero. Nasciamo figli, non genitori, questo è per ciascuno di noi è un compito nuovo che ci mette a confronto con incertezze e talvolta con ansie impreviste. Le consiglio un percorso psicologico, anche breve, dove confrontarsi e cercare la rassicurazione e la serenità delle quali necessita. Come ha notato acutamente, il suo bimbo faticava a dormire da solo nel lettino quando la sentiva agitata e preoccupata. Penso che il permesso di chiedere aiuto e condividere le sue preoccupazioni per ritrovare la serenità della quale necessita possa far bene ad entrambi. Per un primo colloquio o semplicemente un consulto mi contatti pure. Un caro saluto Dott.ssa Rossella Grassi Psicoterapeuta

Dott.ssa Rossella Grassi Studio Amorevol-Mente Psicologo a Romano di Lombardia

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12 NOV 2013

cara patrizia è giusto che tu segua il tuo istinto e che voglia salvaguardare il bisogno di protezione e di serenità del tuo bambino, ma devi anche renderti conto che tuo figlio deve imparare a sentirsi protetto anche senza la presenza fisica dei genitori costantemente accanto a lui
dovete imparare gradualmente a trasmettergli quella sicurezza che gli consentirà di capire che ci siete anche se non vi vede fisicamente.. è una fase che attraversano tutti i bambini e tutti i genitori, ma conviene iniziare da subito con piccoli tentativi che lo rassicurano..............

Associazione Un Nuovo Sguardo Onlus Psicologo a Marcianise

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12 NOV 2013

Cara mamma, segui il tuo istinto, tanto più che mia sembra essere supportato da riflessioni e messe in discussione. Le teorie spesso vengono vissute come prontuari o istruzioni per l'uso, mentre sono e restano semplicemente teorie. Pensiamo soltanto a quanto le teorie sull'educazione genitoriale abbiano toccato i poli opposti negli ultimi decenni. Non dimentichiamo inoltre che ogni bambino è un essere a se stante, talmente complesso e ricco di sfaccettature da renderlo diverso da ogni altro (per bisogni, necessità, capacità, ritmo di sviluppo, ecc.)
Continua ad interrogarti e confrontarti, ma segui sempre la "ragione del tuo istinto" . tieni presente però che nel caso specifico dell'abitudine al dormire nel lettone, gradualmente nel tempo dovrai condurre tuo figlio all'autonomia, fatta anche di nanne nel proprio letto. Per il resto, gli errori nell'educazione riguardano tutti i genitori e per tutti sono inevitabili. Non cerchiamo la perfezione assoluta. Non esiste. Un caro saluto. Dott.ssa S. Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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12 NOV 2013

Gentile Patrizia, ha perfettamente ragione, crescere un bambino significa crescere una persona e non un robottino ed è più che giusto farlo seguendo le sue inclinazioni e i suoi bisogni......certi bisogni, però, vanno al di là di ciò che il bambino chiede e desidera e, a volte, anche contro ciò che lui vorrebbe...i bambini hanno bisogno, per esempio, anche di sentirsi rispondere "No" e fare cose che non vorrebbe fare, certamente motivando le scelte e, in certi casi, gradualmente (come può essere nel caso di dormire solo nella sua camera), ma senza tornare indietro dopo aver fatto un passo avanti. Capisco la sua "comodità" nell'averlo accanto e anche la difficoltà emotiva a "lasciarlo andare" nella sua cameretta, ma certe scelte, per quanto difficili, sono a suo assoluto beneficio.

Dott.ssa Giorgia Di Matteo Psicologo a Roma

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12 NOV 2013

Gentile signora, fare il genitore è un lavoro complicato perchè si ha sempre la paura di sbagliare! tuttavia, a volte lasciarsi guidare dal proprio istinto può essere la soluzione migliore che si possa dare, quindi segua il suo istinto e quello del suo bambino, vedrà che pian piano tutto si risolverà per il meglio!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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12 NOV 2013

Gentile Patrizia,
la cosa che traspare di più dalla sua missiva è l'incertezza e l'ansia mista a un vago senso di colpa che caratterizza il suo apporccio educativo. Nulla di grave, solo che probabilmente lei e suo marito beneficereste di un percorso psicopedagogico. Se poi oltre alle questioni educative dovessero emergere altre problematiche magari legate all'ansia oppure alla fatica di gestire il suo ruolo genitoriale allora un percorso psicologico individuale potrebbe essere la carta vincente.

Saluti,

SC

Dott. Simone Cucchetti Psicologo a Inveruno

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12 NOV 2013

Gentile utente,
la necessità di soddisfare i bisogni del bambino è molto importante, fa parte delle funzioni di cura di una famiglia.
Allo stesso tempo, data anche l'età di suo figlio, è fondamentale che questi incominci a tollerare la frustrazione, ad accettare i "no", magari soffrendone.
Quello del lettone si/no è un argomento sui è stato detto e scritto molto. La mia opinione è che dopo una certa età (intorno ai tre anni, l'età di suo figlio) il dormire nel lettone non sia indicato. Il letto matrimoniale è il luogo di intimità della coppia e forse non è corretto condividerlo con il figlio, che lentamente dovrebbe imparare ad affrontare da solo le difficoltà.
Suo marito, assente nel suo scritto, che cosa dice in proposito?

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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12 NOV 2013

Buongiorno gentile Patrizia,
ho letto attentamente la sua richiesta dove emerge una sua consapevolezza profonda sull'esperienza della maternità e anche una sua capacità ad accettare i cambiamenti e a migliorarsi. Tutto ciò è lodevole ed è questo il suo punto di forza. Si lasci guidare dal suo istinto e lasci perdere i giudizi degli altri. Se ci saranno fasi nella crescita di suo figlio in cui sentirà il bisogno di confrontarsi potrà richiedere un sostegno alla genitorialità magari in gruppo con altri genitori. Ma sono sicura che Lei potrebbe dare molto anche ad altri genitori confusi. Si fidi di lei stessa! Le faccio i miei migliori auguri.

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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