Come dire di no al cibo?

Inviata da Grazia · 28 lug 2014 Bulimia

Salve a tutti, io ho un forte disagio che mi accompagna ormai da anni... da che ne ho memoria. Praticamente sono dipendente dal cibo, binge eating disorder.
La cosa però che mi rende perplessa è che le mie abbuffate sono veramente sporadiche ed è difficile che finisca un pacco di biscotti o una vaschetta di gelato, o che svaligi il frigorifero.
Il mio problema è rinunciare al cibo, una volta sazia, una volta soddisfatta.
A tavola mangio anche se sono piena (fino a poco fa mi era difficile fermarmi se ero piena, mi riempivo fino a sentire lo stomaco in tensione), ma lo faccio piano, con calma, senza foga.
"vuoi un pezzo di torta?" "Si!"
"vuoi questo?" "si!"
Non rinuncio a cene, pranzi, i buffet sono il mio terrore e il mio amore...Ho difficoltà a lasciare il cibo nel piatto. devo spazzolare tutto.
Ora, queste non sono abbuffate, ma mi impediscono di seguire una dieta, di perdere peso.
Come devo fare? quale approccio devo provare? anche questi mie comportamenti derivano da tumulti d'animo? e quali?
:(

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Miglior risposta 29 LUG 2014

Gentile Grazia,
suggerimenti e consigli utili a distanza sono nel suo caso particolare riduttivi rispetto ad una psicoterapia mirata alla soluzione del problema anche nel breve tempo, se possibile. Un bravo psicoterapeuta è necessario: o pubblico oppure, se lei preferisce anche privato, che si occupi almeno settimanalmente di lei con competenza
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale e cognitivo a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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4 AGO 2014

gentile Grazia,
è difficile capire dalla sua descrizione quali siano le emozioni, i pensieri e le abitudini che la portino al "non saper dire di no". E' possibile che questa mancanza di assertività sia parte del suo carattere e del suo modo di interagire anche col prossimo, non solo con la fetta di dolce in più? Solamente il lavoro con un bravo terapeuta potrà aiutarla a capire e a cambiare le modalità disfunzionali di pensiero che stanno dietro al suo malessere.
Cordiali saluti
Gioia Negri

Dott.ssa Gioia Negri Psicologo a Cologno Monzese

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30 LUG 2014

Cara Grazia,
quando si parla di alimentazione incontrollata per abbuffata non si intende soltanto “spuntino eccessivo” ma anche un continuo stuzzicare da mattina a sera o, così come sembra avvenire più spesso nel suo caso, mangiare ai pasti regolari in maniera eccessiva.
Ritengo sia piuttosto probabile che questa modalità di alimentazione possa essere legata a “tumulti d’animo” e che sarebbe proficuo comprendere quali siano queste emozioni che non vengono espresse e vissute consapevolmente. Ovviamente a questa risposta si può giungere soltanto attraverso un percorso di psicoterapia. L’approccio cognitivo comportamentale è risultato essere particolarmente efficace nel trattamento di queste problematiche.
Provi a contattare un terapeuta della sua zona che le ispira fiducia,
a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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29 LUG 2014

Buongiorno gentile Grazia,
ci chiede se la sua assunzione di cibo può dipendere dai moti dell'animo, la risposta è si. L'unità mente-corpo fa sì che anche mangiare - e come - dipenda da come ci sentiamo sia che ne siamo consapevoli sia che non comprendiamo questo. Potrebbe dipendere da un problema di ansia che da dolori interiori non elaborati, questo sarà compito di uno psicologo psicoterapeuta che dopo averla ascoltata potrà restituirle giuste linee guida da osservare. Restano importanti le indicazioni di cura dettate dai colleghi prima di me.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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29 LUG 2014

Cara Grazia, le consiglio di lavorare con un approccio cognitivo comportamentale di terza generazione, non per apprendere tecniche di controllo ma per rendere naturale il processo di alimentazione, in modo che non arrivi a mangiare fino a sentirsi quasi male ma per godersi il cibo e la condivisione. Per prima cosa le suggerirei di riflettere su quale è la funzione del suo comportamento alimentare...evita sensazioni spiacevoli? Blocca emozioni che arrivano? La mantiene calma? Spesso nel vive estinguere di sorde c'è una forte componente emotiva su cui è importante fare chiarezza. Rimango sua disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Elisa Zocchi

Dott.ssa Elisa Zocchi Psicologo a Samarate

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29 LUG 2014

Gentile Grazia
sarebbe importante capire se le sue difficoltà con il cibo, che si trascinano da anni, hanno una base ansiogena, e cioè che a sedare una certa ansietà oppure si tratta di semplice piacere del cibo. Questo è importante per decidere il trattamento adeguato. Comunque nella maggioranza dei casi, anche se si tratta di problemi che si trascinano da anni possono essere risolti in breve tempo con dei protocolli specifici rientranti nella categoria delle tecniche brevi (non più di 15-20 sedute) da poter effettuare anche on-line.
cordiali saluti dott.ssa Maria Giovanna Zocco

Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Psicologo a Modica

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28 LUG 2014

Gentile Grazie, l'approccio integrato della psicoterapia funzionale permette di lavorare su corpo e psiche contemporaneamente, , ristabilire il contatto con le sensazioni profonde(lo stimolo della fame) e comprendere/ gestire correttamente il Bi-sogno di cibo. Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto, Dott.ssa Raffaella Orlando

Dott.ssa Raffaella Orlando Psicologo a Napoli

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28 LUG 2014

Cara Grazia,
l'indicazione è per una psicoterapia cognitivo-comportamentale (trattamento d'elezione del binge eating disorder); lavorerà sulla consapevolezza e regolazione emotiva, comprendendo cosa attiva le sue "abbuffate", condividendo metodi ed obiettivi. Successivamente, potrà decidere se rivolgersi anche ad una dietista formata in questo campo.

cordiali saluti,
Dr.ssa Monica Palla
Pisa

Dott.ssa Monica Palla Psicologo a Pisa

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