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Come dire ai miei genitori che non ho mai continuato l'università.

Inviata da F. il 9 set 2019

Buona sera,

ho 26 anni, e secondo i miei io sono ancora iscritta all'università ( facoltù di Storia, materia che ho sempre amato e che ho sempre voluto proseguire dopo le superiori )e che sto per laurearmi. Il problema? Beh, che ho mentito loro riguardo il laurearmi per non deluderli.
La verità è che dopo la prima sbandata che mi ha portato ad avere uno pseudo anno sabbatico durante il primo anno, io non mi sono più ripresa; ho sempre avuto difficoltà a fare anche la minima attività che fosse universitaria o non, lasciare il letto è tuttora difficile e beh... ho lasciato che il mio contratto universitario andasse in decadenza, ergo non è più attivo e non risulto più iscritta come studente.

Non so come dirlo ai miei. Non so come dire loro che ho paura della loro reazione, soprattutto al momento che abbiamo gravi problemi in casa. Non voglio sentirmi un peso, hanno investito così tanto su di me e io li ho solo delusi, facendogli sprecare denaro e tempo per qualcosa che alla fine no sono mai riuscita a portare a termine. Vorrei tornare al mio paese natio, vorrei poter cercare lavoro lì ed aiutare la mia famiglia in qualche modo, ma ho davvero paura --la mia mente immediatamente corre al peggio del peggio e non riesco a fermare le lacrime. Non ce la faccio, ho persino raggiunto il limite con pensieri intrusivi. Non so che fare e non so dove sbattere la testa, qualunque direzione io veda non faccio altro che vedere il vuoto e la rabbia dei miei, l'essere vista come una sanguisuga e un parassita, e la cosa mi terrorizza e mi manda in panico.

Per favore, aiutatemi.

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Salve,
bisognerebbe conoscere i motivi di queste menzogne protratte per tanto tempo, e soprattutto il significato, e il contesto, del termine che lei ha usato, ossia "sbandata". Non credo ci siano, comunque, consigli diversi da quello di dire la verità alla sua famiglia, per un motivo di rispetto nei loro confronti e anche nei suoi. E' il momento che lei si assuma le sue responsabilità e utilizzi questa "confessione" come un via per crescere e non come una punizione (il senso di colpa la sta logorando). Le consiglio di essere sincera nel raccontare l'accaduto e non si metta nei panni dei suoi genitori, lasci che facciano le loro considerazioni.
Se non riesce da sola, può far affidamento ad uno psicologo che può aiutarla nel sostenerla in questo momento della sua vita.

Cordiali saluti

Dott. Emmanuele Rosito

Dott. Emmanuele Rosito Psicologo a Guglionesi

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Gentile F.,
evidentemente la sua sbandata non è stata limitata solo al primo anno di Università ma ha avuto la durata di almeno 5 anni e la cosa non è da poco.
Se, come sembra, ha rinunciato a riprendere gli studi con una nuova iscrizione e desidera trovarsi un lavoro, è proprio arrivato il momento di assumersi le sue responsabilità e dire la verità ai suoi familiari, verità che per quanto dolorosa è anche liberatoria!
Se poi per lei questa cosa è più difficile di quanto è stato difficile mentire in tutti questi anni, può chiedere un sostegno psicologico per essere aiutata ad affrontare la situazione.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno,
la sua situazione mi appare molto angosciante e capisco che con il tempo le bugie diventano una morsa da cui è impossibile liberarsi. Ovviamente la strada giusta sarebbe quella di parlare con i suoi genitori, ma capisco che è un gesto a dir poco coraggioso che ha anche delle conseguenze impegnative. Inoltre credo che affrontarli da sola possa apparire insormontabile, quindi le suggerisco di rivolgersi ad un terapeuta sia per affrontare la situazione, sia per aiutarla a capire in che direzione vuole volgere la sua vita.
In bocca al lupo
Dott.ssa Monia Crimaldi
Psicologa psicoterapeuta
Palermo

Dott.ssa Monia Crimaldi Psicologo a Palermo

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Buongiorno F. , probabilmente è arrivato il momento di affrontare la situazione. Non è facile, provocherai dolore, ma sarebbe giusto parlare con la tua famiglia e raccontare loro come stanno le cose, non ha più senso prenderli in giro. Hai scritto di voler tornare al tuo paese, considera questa eventualità.

Dott.ssa Luigia Cannone Psicologo a Rimini

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