Come credere in se stessi quando non senti sicurezza intorno a te

Inviata da Anonima02 · 12 giu 2020 Autostima

Non so più come mi sento.. sono una ragazza, ho 21 anni e ho deciso di vivere da sola per fuggire da una condizione familiare dove mi maltrattavano fisicamente e psicologicamente. Sono una persona molto insicura, ho l'ansia di stare con le persone infatti quando sono in presenza di qualcuno mi sembra di non essere reale, come se tutto si amplificasse, di distaccarmi e questo mi fa paura. Ho paura di impazzire. Non mi sembra di vivere come i ragazzi alla mia età, mi sento molto sola anche in compagnia, e infatti scrivo su un quaderno immaginando una persona con cui parlare. Sono seguita da uno psicologo da circa 4 anni ( ho cambiato terapia da poco dopo 3 anni di cognitivo comportamentale) ..Non voglio dipendere dagli altri per non cadere in relazioni tossiche, ho tanta paura di aggrapparmi a qualcuno perchè vorrei essere un punto fisso per me stessa.
Cosa posso fare? Grazie in anticipo..

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Miglior risposta 15 GIU 2020

Gentile Anonima,
sarebbe opportuno conoscere i dettagli di questi maltrattamenti fisici e psicologici subiti nella sua famiglia ma suppongo che questi argomenti siano stati approfonditi dal Collega che l'ha in carico.
La mancata costruzione di un senso di sicurezza personale per essere cresciuta in una famiglia disfunzionale può spiegare i suoi sintomi dissociativi e l'ansia sociale conseguente.
Ovviamente la soluzione non è quella di isolarsi e fuggire le relazioni nel timore che siano tossiche ma quella di rafforzare o ristrutturare la sua personalità per acquisire un adeguato livello di autostima che le permetta di coltivare relazioni amicali o sentimentali in una condizione paritaria.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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14 GIU 2020

E’ possibile che nelle circostanze estremamente dolorose quali quelle vissute fin da piccola, in cui la famiglia invece di essere ciò che è naturalmente destinata ad essere, ovvero il luogo sicuro per eccellenza, si rivela invece fonte di pericolo, lei si sia ritrovata a dover gestire una situazione che non si è mai preparati a gestire. Di fronte ai pericoli è infatti alla famiglia che innanzitutto ci rivolgiamo. Ma quando è la famiglia il pericolo, cosa fare? Forse lei non ha potuto che rivolgersi a se stessa. Affrontare le cose da lontano dentro di lei era la sola protezione possibile. Quel distacco che oggi percepisce in mezzo agli altri è forse dovuto in parte al fatto che lei non sente di poter fare davvero affidamento ad altri da sé e inoltre, come conseguenza di questo, è per la restante parte il riattivarsi delle difese che ha usato in passato. Infatti seppure la situazione di oggi sia mutata rispetto al passato, lei forse non sa però come staccarsi da quei meccanismi che per tanti anni le hanno consentito di sopravvivere emotivamente. Né una famiglia disfunzionale poteva essere l’incubatrice di altri modi sani per prendersi cura di Sé, che quindi a lei presumibilmente sono mancati e che dunque non ha potuto imparare da nessuno. Nel vuoto di certezze non si può che ricorrere alle vecchie collaudate difese forse perché, ora che magari potrebbe non essere più in pericolo, non può comunque mai del tutto sentirsi al sicuro. La sicurezza infatti è innanzitutto una sensazione che si porta dentro di sé per averla provata nella propria famiglia. Per usare le sue parole: quando non si è sentito sicurezza intorno a sé non si può sentire sicurezza dentro di sé.
Ha fatto benissimo a rivolgersi a una collega con cui potrà instaurare una relazione sicura a partire dalla quale imparare nuovi e meno dolorosi modi per prendersi cura di se stessa, cosa che, visto le circostanze, ha finora fatto al meglio. Con il tempo sentirà di potersi aprire agli altri: per costruire delle relazioni in cui ci si sente bene non ci sarà bisogno di rinunciare a se stessa né sarà necessario che lei dipenda dagli altri. Una relazione sana dovrà farla sentire più ricca senza dover rinunciare a niente di se stessa, neanche alla sua indipendenza. E una volta che avrà più flessibilità nella giusta cura e protezione che lei deve giustamente riservare a se stessa non ci sarà nessun motivo per cui lei non instauri relazioni sane e arricchenti.

Dott. Antonino Puglisi Psicologo a Torino

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13 GIU 2020

Gentile Utente, dal suo messaggio emerge una grande sofferenza, generata dalle sue esperienze di vita che l'hanno portata ad avere un'idea di sé di persona insicura, incapace di essere e vivere come gli altri. Le forti sofferenze possono portare a stati di derealizzazione e depersonalizzazione, che nascono dal desiderio di staccarsi da una realtà troppo dolorosa. Il mio consiglio è quello di continuare il lavoro insieme al suo terapeuta, anche se le potrebbe sembrare che sia un lavoro lungo e talvolta inutile.
A disposizione per ulteriori informazioni.
Un augurio, Dott.ssa Ferraro Francesca

Dott.ssa Francesca Ferraro Psicologo a Firenze

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12 GIU 2020

Gentile Anonima,
Le situazioni familiari che ha vissuto devono averle proprio creato molto dolore. Può succedere che certi eventi vissuti creino in noi delle fratture interiori difficili da riparare... motivo per cui di fronte a situazioni che in qualche modo stimolano insicurezze ci si può dissociare e questo spiegherebbe la sua sensazione di amplificazione e distacco in alcuni momenti. Poiché le relazioni nella sua vita hanno fatto molto male lei adesso ha bisogno di relazioni che curano, non di strategie e tecniche che modifichino pensiero e comportamento.
A sua disposizione per qualsiasi eventualità,
Dott.ssa Comi

Dott.ssa Gabriella Comi Psicologo a Reggio Calabria

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