Come convivere con le ossessioni del partner?

Inviata da Gaia · 8 mag 2014 Disturbo ossessivo compulsivo

Gent.li Psicologi,
vi scrivo perché ho un problema con il mio ragazzo. Lui si è sempre lamentato della mia sbadatezza e del mio essere disordinata, manifestando tutta la sua ansia su quello che potrebbe succedere per una mia dimenticanza, come ad es. lasciare il gas acceso (cosa che comunque non è mai accaduta) o fare un incidente con la macchina per una distrazione; fin qui tutto “normale”, ho pensato, e anzi, il suo allarmismo mi è servito a riflettere su questi miei difetti.
A un certo punto però, il suo allarmismo si è esteso a fatti, per me, del tutto privi di pericolo. Un giorno si è rotta improvvisamente la mia automobile e lui, pur avendo un'auto tutta sua (quindi non utilizzava la mia auto), si è agitato tantissimo; io cercavo di tranquillizzarlo dicendogli che non era successo niente di grave, ma non ci sono riuscita. In riferimento all'auto, quando sono con lui non posso permettermi la minima distrazione perché lui è sempre in ansia per l'eventualità di fare un incidente, prendere una buca e forare una ruota, graffiare la macchina, anche a 20Km all'ora! Per me queste potrebbero essere preoccupazioni giuste, solo che a volte appaiono davvero esagerate perché si presentano anche quando io sono attentissima e sto andando a passo d'uomo! Io ho sempre pensato che quest'ansia è collegabile a un incidente che lui fece anni fa, ma cosa dire quando mi ammonisce perché sono distratta nel camminare tra la gente in un luogo chiuso, sostenendo che potrei scontrarmi con qualcuno, un passeggino, urtare le spalle delle persone? Se io mi dimostro distratta nel camminare tra la gente urtando la spalla di qualcuno o seduta al bar faccio cadere distrattamente la giacca per terra lui è capace di alzarsi e andarsene per il disprezzo nei miei confronti. Tutto ciò può avere a che fare con la paura della contaminazione?
Le sue preoccupazioni non riguardano solo i “pericoli” o (forse) la pulizia, ma anche altro. Ad esempio ci sono dei vestiti, ad esempio la tuta, che a me piace indossare, che io secondo lui non devo indossare quando sto con gli amici (intende dire: nemmeno al “bar” con gli amici o “a fare una rosticciata in montagna”), non perché io non sia comunque bella anche con quei vestiti (che lui reputa comunque brutti), ma perché, mettendoli, offenderei chi mi circonda! Io ho cercato di fargli capire che quei vestiti a me piacciono e che nessun amico si offende se li indosso; lui mi ha risposto che le prossime volte che li metterò lui non uscirà con me per la vergogna, e che, le sere in cui li metterò, non ci vedremo. Guai se mi dimentico di fare, ad esempio, la ceretta: per lui è un motivo di vergogna di fronte agli altri! Io inizialmente mi sono offesa per questi suoi atteggiamenti, ma ultimamente inizio a pensare che lui ci stia davvero “male” e che, forse, tutto questo non ha a che vedere con un presunto disinteresse nei confronti del mio aspetto fisico, ma forse con qualche “fissazione” insondabile tutta sua..
Quello che vi chiedo è: devo dubitare del suo interesse nei miei confronti?
Nel caso in cui il suo interesse nei miei confronti non fosse in dubbio, come comportarmi, oltre a consigliarli una psicoterapia? Come comportarmi con lui, cosa fare o non fare, indossare o non indossare etc.?
Grazie.

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Miglior risposta 12 MAG 2014

Gentile Gaia,
si convive solitamente se non si può riuscire fare nulla per risolvere un problema. Se il problema è risolvibile e c'è anche una diagnosi certa allora si fa riferimento al terapeuta diagnosta per sapere cosa e come fare e che cosa non fare
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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13 MAG 2014

Salve Gaia!
Immagino sia difficile e vincolante vivere al fianco di una persona che è essa stessa in primis imprigionata in una serie di pensieri e pregiudizi che non gli consentono di essere libero.
Viene spontaneo consigliarle una psicoterapia per il suo ragazzo, ma è altrettanto ovvio, che una persona con certe caratteristiche, difficilmente accetterebbe l'aiuto e l'intervento di un estraneo anche se fosse un luminare di Psicoterapia.
Il suo compito, come fidanzata e quindi come persona che lo ama ed ha interesse al suo benessere, è quello di rimandargli la "relatività" dei suoi pensieri in maniera dolce e velata,altrimenti lui, difensivamente , prenderebbe le distanze da lei.
Per essere chiara, mi riferisco al fatto di non assecondare eccessivamente le sue richieste e di farlo riflettere su quanto possano essere frutto delle sue paure e delle sue angosce, piuttosto che dettate da necessità reali e socialmente condivise. Provi ad offrirgli spunti e riflessioni differenti, ma lo faccia in maniera non aggressiva e soprattutto in una maniera che favorisca il "dibattito" e la discussione, piuttosto che la chiusura.
Come altri colleghi hanno suggerito, provi ad accompagnarlo dolcemente verso l'idea che ci possa essere qualcosa di interessante e importante da approfondire in lui. Gli rimandi che il suo comportamento e le sue richieste la possano ferire, ma soprattutto limitano la vostra libertà personale e interpersonale.
La capacità di empatia non è molto sviluppata in chi ha atteggiamenti ossessivi, perché è imprigionato nel proprio rigido punto di vista, ma fare un passo in quella direzione è di per sé evolutivo!
Le faccio l'in bocca al lupo per la costanza, la pazienza e la comprensione!
Cordialmente!
Dott.ssa Ilaria Raia Psicoterapeuta Psicodinamica Cecina (LI)

Dott.ssa Ilaria Raia Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Cecina

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9 MAG 2014

Gentile signora Gaia,
si convive col disturbo sempre quando non ci sono soluzioni terapeutiche di guarigione altrimenti ci si sottopone a terapia specifica. Solo il terapeuta che ha in cura il partner potrà dirle in relazione alla valutazione clinica effettuata come comportarsi cosa fare e non fare
paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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9 MAG 2014

Risposta Salve Gaia, non serve l'esperto per rendersi conto della 'psiconevrosi' del tuo ragazzo. Ovviamente, volendoti bene, lui cerca in tutti i modi di condurti nel suo 'mondo' e pertanto, volendogli bene a tua volta, devi aiutarlo. Paradossalmente non vanne assecondate le sue richieste ed i suoi ricatti psicologici,pertanto tu cerca di fare tutte le tue cose senza tener conto delle sue 'pretese' . Quanto prima, si dovrà trovare da solo di fronte al suo disagio, al punto di rendersi conto della necessità di rivolgersi ad uno/a Psicoterapeuta. Non temere ritorsioni da parte sua. Se hai bisogno di un supporto, sono a tua disposizione.Ciao.

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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9 MAG 2014

Gentile Gaia,
la cosa più logica e non avvilente per lei è che continui a tenere quei comportamenti che ritiene non sconvenienti e più o meno "nella norma".
Diversamente, assecondandolo troppo, rischia di chiudere anche se stessa nelle medesime paure e fissazioni. E'bene piuttosto che egli entri "in crisi" di fronte a comportamenti fermi e ragionevoli, di modo che probabilmente diventi più propenso a consultare uno psicologo psicoterapeuta.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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8 MAG 2014

Cara Gaia,
spesso le persone che soffrono di qualche “fissazione”, come le ha definite lei, finiscono per tirare dentro questo loro problema chi le circonda, costringendo gli altri ad adeguarsi alla loro visione del mondo e delle cose. L’origine del disagio del suo compagno non dovrebbe influire sul suo modo di comportarsi, ossia lei dovrebbe mantenere il rispetto e la coerenza con se stessa, fare ciò che desidera e che la fa stare bene e tranquilla. L’allinearsi alle richieste del suo compagno non fa altro che acuire il suo problema, piuttosto che risolverlo. Ed inoltre peggiora anche la sua stessa qualità di vita e il vostro rapporto di coppia.
Ovviamente non sono in grado di affermare effettivamente che ciò che il suo compagno le dice sia rivolto specificamente a lei, o se sia una forma più generica di comportamento (anche se dai diversi esempi che ha riportato il quadro sembra piuttosto esteso).
Se da sola non riesce ad affrontare la situazione, cioè ad andare “contro” i desideri del partner, potrebbe ricercare un breve sostegno psicologico che la aiuti a superare i suoi conflitti interni rispetto a questa condizione. Ovviamente cerchi di capire anche assieme al suo partner le motivazioni che stanno dietro il suo comportamento, e se anche lui in qualche modo risente del peso di queste “regole” che si impone ed impone agli altri.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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