Come convincere un ludopatico a curarsi?

Inviata da Erica · 31 dic 2015 Ludopatia

Buongiorno! Il ludopatico in questione è mio padre. Da quel che dice mia madre ha sempre giocato, anche se lei non prestava molta attenzione alla cosa e forse nemmeno immaginava che lo facesse. Negli ultimi anni però lui passa molte ore fuori casa con la scusa di "farsi un giro" e preleva in media 60/80 euro al mese solo per il gioco (anche mia madre ha accesso al conto e può vederne i movimenti), senza contare che ha un'entrata da un lavoro extra (è in pensione) di cui mia madre non sa nulla, se non la cifra che lui porta a casa. Tutto ciò le crea una grande frustrazione e spesso litigano, ma non ottiene ovviamente nulla. Mio padre, dal canto suo, nemmeno ammette di avere la "malattia del gioco", anzi, dice che non è il suo caso. Invece si vede e si sente dai discorsi che fa che il suo pensiero è sempre li. Gli ho proposto di andare da uno psicologo dicendogli che gli avrei pagato io la visita ma non ha funzionato. Come posso convincerlo? E come posso consigliare a mia madre di comportarsi nei suoi confronti?

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Miglior risposta 31 DIC 2015

Gentile Erica,
purtroppo tuo padre non solo ha un problema di dipendenza ma opera anche una negazione di questo problema per cui, ovviamente, si rifiuta di chiedere personalmente aiuto psicologico e anche di accogliere il tuo invito.
A questo punto non vi sono molte possibilità, a parte il continuare a monitorare le cifre che destina al gioco.
L'unica cosa che mi sento di consigliarti è quella di consultare tu stessa insieme a tua madre uno psicoterapeuta per avere delle direttive su come relazionarvi a lui in modo da indurlo a riflettere su questo problema che al momento non si riconosce e magari a prendere in considerazione la possibilità di una psicoterapia.
Ti chiarisco però che, a meno di una semplice consulenza, andare dallo psicologo non è come andare dal medico "una tantum" ma richiede di fare un certo percorso per arrivare a superare il problema in modo stabile.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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3 LUG 2017

Gentile Erica,
il consiglio che le posso dare è quello di rivolgersi ad uno psicologo cognitivo-comportamentale. Attraverso la valutazione psicometrica sarà possibile definire se c'è o meno una dipendenza al gioco e sarà possibile intraprendere un percorso per risolvere la sua dipendenza. Può rivolgersi al suo medico di famiglia: se inviato da un medico per un "controllo" potrebbe incontrare meno resistenze.
Un saluto
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologa a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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5 GEN 2016

Gentile Erica,
ti consiglio un centro per la ludopatia di zona.

Per esperienza su questa particolare questione, la ludopatia deve essere contenuta con molti strumenti che spesso hanno i centri specializzati.

Ci sono avvocati che aiutano le famiglie ad evitare di finire sul lastrico, psicologi e psicoterapeuti che aiutano i parenti e, chiaramente, che prendono in carico chi ne è affetto.
Essendo spesso una condizione clinica negata dagli stessi soggetti (egosintonica) è difficile da trattare per via della presa di consapevolezza.

Per questo motivo si tratta spesso e con risultati migliori nei gruppi di mutuo-aiuto, coordinati da psicologi e psicoterapeuti.

Cerca quindi il Sert o un centro specializzato per la ludopatia nella tua zona.
L'intervento è quasi sempre gratuito.

I miei migliori auguri.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino, Roma.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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3 GEN 2016

Cara Erica
certo è una situazione molto difficile e complessa e porta all'evidenza proprio il fatto che in "psicologia" le persone più problematiche sono quelle che hanno meno consapevolezza del problema e insistono nel percepirsi e nel dichiarare che il loro problema è inesistente o cosa da poco.
Questa è anche la situazione psicologica di tuo padre.
Certamente occorre farlo ragionare sulla questione ai fini di una sua presa di coscienza del grave problema e della sofferenza che causa, oltre ai danni "pratici" nel sottrarre per il gioco le somme di denaro che servirebbero a voi.
Credo che dovreste cercare di fare "gruppo" anche con parenti o persone che lui ritiene autorevoli (e che quindi possa ascoltare) e cercare di farlo ragionare.
Sì, anche l'aiuto e il contatto con uno psicoterapeuta o con una struttura territoriale per questi problemi può essere cosa utile.
Prendete informazioni in merito.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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2 GEN 2016

Gentile Erica, purtroppo la negazione del problema è un tratto tipico della ludopatia.
Solo quando le conseguenze diventano drammatiche la persona che ne soffre ne prende coscienza. E allora si deve iniziare un percorso psicoterapeutico che, come supporto, coinvolge anche tutta la famiglia.
E' una situazione potenzialmente molto pericolosa e và affrontata con molta decisione. Anch'io Ti suggerirei di rivolgerti ad uno psicoterapeuta, possibilmente con una solida esperienza di questo disturbo, di modo che possa suggerirti le possibili azioni/comunicazioni con Tuo padre. Con simpatia. Dr. Marco Tartari

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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31 DIC 2015

Gentile Erica,
la cosa migliore la farsi è che Lei si rivolga alla sua ASL di appartenenza e richieda un colloquio presso il centro per le nuove dipendenze, lì sapranno come poter aiutare suo padre in quanto è possibile per i parenti imapare a sostenersi e imparare strategie comunicative efficaci per poter parlare con chi della famiglia è affetto da dipendenza.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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