Come convincere mia sorella anoressica a curarsi?

Inviata da Laura il 23 lug 2013 Anoressia

Mia sorella ha 17 anni. Il problema è iniziato quando ne aveva appena 15. Era una ragazza con qualche chilo di troppo (pochi) e in un primo momento ha iniziato una dieta (non proprio regolare), ma poi la situazione le è sfuggita di mano. Ora ha un BMI di 17.3 e a mio avviso carenze nutrizionali importanti (cosa che non può essere dimostrata perché si rifiuta di fare le analisi del sangue). Lei dice che il ciclo mestruale è regolare, ma personalmente non ne sono sicura. Si trova perennemente in uno stato di letargia, soprattutto d'estate: si sveglia, prende un caffè e poi si rimette a dormire fino all'ora di pranzo. La cosa peggiore è però l'odio e la rabbia con cui si relaziona con il resto della famiglia. Noi abbiamo provato di tutto: ad essere comprensivi, ad ignorare il problema, a cercare di capire facendole domande, a costringerla a mangiare, ma tutti i tentativi sono stati inutili. In due anni ha accettato solo una volta di andare da un'esperta di disturbi alimentari. Dopo il primo incontro ha detto di preferire un uomo, abbiamo preso un appuntamento con uno psicologo e meno di due ore prima ha deciso di non andare "perché la situazione è migliorata e ora è sotto controllo". Abbiamo provato a convincerla fino all'ultimo ma non è servito. Adesso è passato circa un mese, e la situazione non sembra migliorata. Non riesco più a vedere mia sorella stare male in questo modo. Come devo comportarmi? Grazie anticipatamente.

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Buongiorno gentile Laura,
quando la situazione diventa così difficile significa che il disturbo sta prendendo il sopravvento sulla logica e sugli affetti. La cosa migliore da fare è rivolgersi Lei ed altri componenti della famiglia ad un centro per i disturbi alimentari nella vostra città. Molti ospedali ne hanno uno. Partite da voi, chiedete aiuto mettendovi nella condizione di poter ricevere strategie mirate al coinvolgimento di sua sorella che possono partire - in alcuni casi - da una gestione diversa in famiglia.
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Buongiorno gentile Laura,
ho letto attentamente anche le ulteriori informazioni che ci ha fornito e le vorrei suggerire di iniziare Lei a chiedere aiuto con uno psicologo psicoterapeuta di persona per valutare e capire tutte le dinamiche familiari che circondano la situazione di sua sorella. Se lo scoglio è anche suo padre, porebbe diventare difficile coinvolgere tutti i componenti della famiglia a partecipare agli incontri di terapia famigliare (suo padre potrebbe convincere altri familiari che non c'è bisogno) senza avere le stategie psicologiche giuste per far scattare la consapevolezza che il problema c'è davvero. Per questo un aiuto specialistico sarebbe importante.
Cordialmente

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Cara laura,
La presenza del ciclo o meno comporta una distinzione nella diagnosi..se il ciclo e' presente comunque si tratta di un disturbo del comportamento alimentare NAS..cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Cara laura,
Buona fortuna..e speriamo che suo padre capisca le sue ragioni..dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentile Laura,
prima di un intervento psicologico bisognerebbe a questo punto fare tutti gli accertamenti medici.
Cosa ne pensa suo padre?
Visto che è medico si sarà fatto un'idea sulla salute fisica di sua sorella.

Cordiali saluti

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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Mi sono dimenticata di aggiungere che la dottoressa da cui l'abbiamo portata è una psichiatra. Riguardo al ciclo, l'anno scorso mia sorella mi ha confidato di non averlo da qualche mese e ora invece dice di sì, pur pesando 2-3 kg di meno. Forse lo scoglio più grande è mio padre che non accetta di avere una figlia malata. Grazie ancora.

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Grazie a tutti per la celere risposta.
Gentile Dott. Del Signore, ci ha parlato di anoressia la prima dottoressa (psichiatra) da cui abbiamo portato mia sorella. Le ha fatto fare un test e ci ha anche spiegato che tipicamente le ragazze con questo disturbo tendono ad isolarsi, mentre mia sorella esce e mantiene le amicizie, per cui ci ha rassicurato un po' dicendo che comunque non è un caso grave. Riguardo i sintomi e le carenze alimentari, sono al quinto anno di medicina e pur non essendo ancora per niente esperta dal punto di vista "pratico", credo sia anemica (ha giramenti di testa, astenia, mucose pallide). Poi ha spesso crampi e dolori muscolari e credo le manchi il potassio. Collegato a questo c'è il fatto che ha una alimentazione totalmente sbagliata: sono due anni che praticamente mangia solo pane e nutella. Si abbufa di questo a colazione, poi durante il resto della giornata mangia poco o niente (meno di 20 gr di pasta a pranzo, una fetta di pane e prosciutto a cena) e il giorno dopo la storia ricomicia. Riguardo al ciclo, l'anno scorso mia sorella mi ha confidato di non averlo da qualche mese e ora invece dice di sì, pur pesando 2-3 kg di meno. Proverò a spingere la mia famiglia verso una terapia di gruppo, ma la situazione è complessa perché mio padre è medico e molto scettico nei confronti di queste cose, per cui sarà difficile da convincere. È più di un anno che proviamo a convincerlo che è arrivato il momento di intervenire e forse le scoglio più grande è lui piuttosto che mia sorella. Ci proverò comunque.
Grazie mille davvero a tutti.

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Grazie a tutti per la celere risposta.
Gentile Dott. Del Signore, ci ha parlato di anoressia la prima dottoressa da cui abbiamo portato mia sorella. Le ha fatto fare un test e ci ha anche spiegato che tipicamente le ragazze con questo disturbo tendono ad isolarsi, mentre mia sorella esce e mantiene le amicizie, per cui ci ha rassicurato un po' dicendo che comunque non è un caso grave. Riguardo le carenze alimentari, sono al quinto anno di medicina e pur non essendo ancora per niente esperta, credo sia anemica (ha giramenti di testa, astenia, le mucose chiarissime). Poi ha spesso crampi e dolori muscolari e credo le manchi il potassio. Collegato a questo c'è il fatto che ha una alimentazione totalmente sbagliata: sono due anni che praticamente mangia solo pane e nutella. Si abbufa di questo a colazione, poi durante il il resto della giornata mangia poco o niente (meno di 20 gr di pasta a pranzo, una fetta di pane e prosciutto a cena) e il giorno dopo la storia ricomicia. Proverò a spingere la mia famiglia verso una terapia di gruppo, ma la situazione è complessa perché mio padre è medico e molto scettico nei confronti di queste cose, per cui sarà difficile da convincere. Ci proverò comunque. Grazie mille davvero a tutti.

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Gentile Laura,
la diagnosi clinica di "Anoressia nervosa" può essere fatta solo da un professionista esperto in materia di disturbi del comportamento alimentare (psicologo, psichiatra in primis).
Chi ha fatto questa diagnosi?
Un BMI come quello da lei riportato non giustifica la presenza di un DCA in quanto è al limite tra "normalità" e "sottopeso". Le insistenze non aiutano ne a stimolare l'appetito ne ad incoraggiare la ricerca di un intervento.
Come fa a credere che sua sorella ha delle "carenze alimentari" importanti se non ha fatto analisi o visite specialistiche adeguate?
Come mai pensa che il ciclo non sia "regolare"?
Lei (lei che scrive) per caso si è informata su internet cercando i sintomi dell'anoressia nervosa?
Credo sia importante fare un po' di chiarezza.

Cordiali saluti

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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Gentile Laura,
purtroppo le malattie come l'anoressia sono difficilmente riconosciute da chi ne soffre come un disagio da cui uscire, ed è difficile quindi convincere la persona a farsi aiutare. Avete provato a chiedere una consulenza voi familiari per iniziare e poi coinvolgere anche sua sorella? In queste situazioni un approccio inizialmente indiretto e un lavoro con la famiglia possono preparare il terreno ad un intervento con la persona diretta interessata. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Cara ragazza,
Convincere qualcuno che non ne vuol sapere e' impresa ardua. Riprovate prendendo il primo appuntamento per tutti..dato che il disagio e' anche vostro. Cordialmente, dr Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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