Come convincere la mia famiglia che non sono malata?

Inviata da Diana · 11 lug 2022 Terapia familiare

Salve a tutti. Ho 37 anni e sono una donna abbastanza indipendente. La vita non è stata troppo buona con me, ho avuto e ho diverse patologie e sicuramente queste mi hanno lasciato cicatrici profonde.
Tuttavia, in barba a tutti i miei problemi, i miei familiari si concentrano su sciocchezze inutili, come il numero di amici che ho o le volte che esco per divertirmi. La mia vita sociale mi soddisfa pienamente, non sento alcun bisogno di ulteriori rapporti umani, né alcuna voglia di uscire di casa più di quanto già non faccia. Ho fatto la mia buona parte di sciocchezze da adolescente, ho frequentato con successo l'università dai 32 anni in poi, laureandomi con 110 e lode, fino all'inizio della pandemia facevo danza e ho una relazione stabile da quasi 20 anni. Nulla di tutto ciò sembra bastare, la mia famiglia considera il mio modo di vedere la vita "patologico", giudicando continuamente ciò che faccio e non faccio nell'ambito della socialità. Non li sopporto più! Non importa con quanta calma e pazienza spieghi che non c'è niente di sbagliato in me, né quanto cerchi di alzare la voce per farmi ascoltare, io sono sempre quella "malata" che "non esce mai". In tutto ciò, nessuna considerazione del fatto che ho avuto due tumori, ho un tipo di epilessia raro, ho sofferto di anoressia e adesso di DOC, e lo psicologo che mi seguiva ha tentato di violentarmi. Tutto ciò non esiste, ma guai a rimanere a casa il sabato sera, perché dire che non mi piace stare in mezzo alla gente... beh, quello sì che è un chiaro sintomo di malattia mentale! Mi piacerebbe poter avere un parere professionale da sbattergli in faccia ogni volta che rompono le scatole o, in alternativa, un buon consiglio per tagliare i ponti, perché a questo punto meglio sola che male accompagnata!

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 12 LUG 2022

Buongiorno Diana,
la vita di certo non le ha riservato le migliori cose possibili e ora giustamente sta reclamando un pò di felicità. I suoi genitori forse per troppo tempo l'hanno difesa ed accompagnata nelle diversi sfide che, essendo talmente abituati a farlo, continuano a trattarla come una bambina e non come una donna di 37 anni. Forse quello di cui ha bisogno non è tanto un certificato da mostrare, o come dice Lei da "sbattergli in faccia", piuttosto dovrebbe far vedere loro che è in grado di cavarsela da sola. Iniziare a progettare una vita propria, magari con il compagno che dice di frequentare da 20 anni; ha una laurea, una vita sociale i presupposti ci sono e come. Non si capisce se economicamente sia autonoma oppure no, ma credo che chi come lei reclama una propria vita e un'autonomia decisionale, debba mettersi assolutamente nelle condizioni di essere indipendente. Forse il punto è proprio qui parla di "quasi indipendente" e questo è il passaggio che manca per dimostrare di farcela da sola. La sua famiglia è sicuramente terrorizzata dal fatto che Lei possa stare male e ritrovarsi in situazioni difficili ma credo che sia arrivato il tempo di dimostrare loro che ce la può fare. Mi spiace molto per la sua brutta esperienza con un collega che probabilmente non merita neanche più di svolgere questa professione e spero che Lei possa credere ancora a qualcuno che la possa supportare in questa fase importate della sua vita. Si faccia supportare da una psicoterapia con un professionista serio che magari Le possiamo consigliare anche qui, o qualcuno di nota professionalità della sua zona. Non si faccia timori a chiedere, può contattare tutti i professionisti che trova qui per informazioni o dubbi vari che le potessero insorgere.

Cordialmente
Dott.ssa Loredana Luise

Dott.ssa Loredana Luise Psicologo a Ponte San Nicolò

79 Risposte

118 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

12 LUG 2022

Buongiorno Diana, dal suo racconto emerge bene la rabbia che prova in risposta al giudizio che la sua famiglia le attribuisce.
Un giudizio che sembra non corrispondere al suo modo di valutare l'esperienza di malattia e non tener conto degli ostacoli da lei affrontati, e che invece meriterebbero di esser presi in carico.
Tuttavia per rispondere alla sua domanda, chi varrebbe la pena di convincere se non Lei stessa? D'altronde cercare di convincere qualcun altro può rivelarsi controproducente poiché l'altro può essere competente solo per se stesso, mentre lei, prima di chiunque altro, può riconoscere la sua soddisfazione e adoperarsi per raggiungere i suoi desideri.
Se ha piacere di riscoprire la competenza e il buon giudizio che le appartiene, un percorso analitico che colga le cicatrici profonde che hanno segnato la sua storia, anche nel rapporto con la famiglia, può rivelarsi importante per costruire un suo spazio di pensiero e potrebbe favorire una gestione della rabbia che sia funzionale per lei anche senza la necessità di ricorrere al distacco fisico.
Cordialmente,

Giancarlo dr. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

823 Risposte

387 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

12 LUG 2022

Simpatica Diana,
la vita non ha avuto molti riguardi verso di lei, ma lei ha retto bene la sfida, così almeno mi sembra di capire dalla sua lettera.
Ai suoi famigliari potrebbe provare a spiegare che, quando ci si trova a dover combattere seri problemi di salute, la nostra visione della vita, del mondo, dei rapporti con gli altri e con noi stessi cambia completamente.
L'esperienza del dolore traforma il nostro modo di essere e qualche volta lo trasforma in meglio. Nel suo caso mi sembra che sia andata così, da adolescente superficiale a giovane adulta impegnata (che raggiunge buoni traguardi). Meno chiasso e più scelte ponderate.
Rimane il disturbo ossessivo compulsivo, che potrebbe anche essere una conseguenza di quello che le è accaduto. Come se si dicesse: "se non sto attenta e non tengo tutto sotto controllo potrebbe succedermi di nuovo".
Peccato che il suo ex psicologo si sia comportato in modo così vergognoso; perchè una persona come lei, che affronta con coraggio e determinazione i problemi della vita, avrebbe potuto già veder chiaro anche in questo suo meccanismo di difesa.
Ci riprovi Diana, anche fra gli psicologi ci sono tante brave persone.
dott. Rinalda Sabbadini

Dott.ssa Rinalda Sabbadini Psicologo a Arese

22 Risposte

21 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

12 LUG 2022

Buongiorno Diana,
dalla sua storia si evince che ha avuto non poche difficoltà e che al momento il problema principale di cui soffre è un DIsturbo Ossessivo Compulsivo.
Credo che se non si sente sostenuta, riconosciuta e rispettata, nel suo modo di essere da parte della sua famiglia. dovrebbe cercare di mettere delle giuste distanze con loro, sia fisiche che psicologiche.
Potrebbe incominciare con evitare di raccontare eventi o di condividere vissuti che sa non essere riconosciuti da loro, in modo da proteggersi e mantenere comunque un legame affettivo e di condivisione per altre cose.
Questo potrebbe aiutarla a riconoscere il suo valore e la sua forza, indipendentemente dal parere familiare.
Potrebbe poi ricominciare un percorso di psicoterapia per affrontare questa problematica di cui lei parla e che sicuramente le causerà non poche difficoltà, indipendentemente dall'approvazione familiare sul suo stile di vita.
Resto a disposizione
Dr.Siciliano S.

Sandra Siciliano Psicologo a Napoli

6 Risposte

2 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

12 LUG 2022

Buongiorno Diana,
sicuramente visto cosa le è capitato nella vita è comprensibile che non voglia chiedere di più ad essa. Già il fatto di riuscire a mantenere un buon equilibrio psicologico, nonostante le cose brutte che le sono capitate, è un grande risultato. Anche le patologie psicologiche che ci racconta, parlano di una donna seppur con modalità che creano un disagio e mettono a rischio la salute, cerca di mantenere l'integrità del proprio Sé.
Sono estremamente dispiaciuto per il tentativo di violenza subito dallo psicologo. Doveva essere una persona che la aiutava e la sosteneva, invece le ha creato un ulteriore trauma.
Inoltre, non aiuta il fatto che sia sollecitata così spesso dai suoi familiari. Immagino che per lei sarebbe importante ricevere il riconoscimento della sua forza e che comprendano che non è possibile chiedere di più, ammesso che sia, in generale, chiedere di più.
Tuttavia, al momento ci dice di avere un Disturbo Ossessivo Compulsivo. Ciò denota una forte ansia e un bisogno di controllo. Pertanto, sarebbe importante che riprendesse la terapia con un* psicolog* deontologicamente e metodologicamente corrett*.
Forse i suoi familiari sono preoccupati per questo aspetto anche se agiscono questa premura nel modo sbagliato. Non è indicato che tagli i ponti con loro. Comprendo che si sente arrabbiata, tuttavia sono i suoi familiari e sono una risorsa sia affettiva che di sostegno. Visto che ha esordito dicendo di essere una donna indipendente, può pensare di andare a vivere per conto suo, mettendo una distanza in maniera da poter vivere secondo il suo stile e allo stesso mantenere i rapporti condividendo i momenti positivi.

Dott. Lelio Bizzarri Psicologo a Roma

213 Risposte

113 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

12 LUG 2022

Buongiorno Diana,
dal suo racconto, sembra si descriva come una donna soddisfatta e sicura, che ha attraversato e superato situazioni difficili, non compresa però dai suoi familiari, che le rimandano un’immagine di chiusura e solitudine? Mi piacerebbe approfondire questa discrepanza di immagine, non per poter poi “sbattere in faccia” qualsivoglia parere, ma per permetterle di mostrare appieno la sua soddisfazione e sicurezza senza bisogno di spiegazioni, in quanto ciò che è visibile non necessita di molte parole. Provi ad ascoltarsi e se sente il bisogno di concedersi uno spazio per sé per esplorarsi, non esiti a contattare un professionista. (PS: sono rimasta basita nel leggere che un collega non ha rispettato la sacralità del rapporto terapeutico, e mi auguro che una mosca bianca non possa inficiare il buon nome della nostra categoria).
Un caro saluto
Dott.ssa Myria Laghi

Dott.ssa Myria Laghi Psicologo a Porto d'Ascoli

214 Risposte

212 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

12 LUG 2022

Ciao Diana,
il tuo è un racconto che esprime forza e resilienza. Hai avuto delle difficoltà non facili da superare ed ognuna di loro ha sicuramente lasciato il segno a suo modo. Per quanto riguarda la tua richiesta, io (e nessun collega a mio avviso) non posso fornirti una risposta da "sbattere in faccia" alla tua famiglia.
Non sarebbe corretto e, soprattutto, giusto.
Ti invito, piuttosto, a comprendere di essere tu la padrona della tua vita, indipendentemete da cosa dicono le persone intorno a te, compresi i famigliari. Uscire o non uscire il sabato sera non farà di te una persona più o meno socievole.
Siamo padroni delle nostre scelte, questo è imprescindibile.

Se ritieni che sia giusto mettere una distanza tra te e la tua famiglia, allora fallo. Ritengo, però, che la loro modalità comunicativa, per quanto questo possa essere molto poco efficace, sia il modo con il quale loro esprimono vicinanza.
Non ti invito a "perdonare" la loro modalità poco empatica, ma ti esorto e comprendere che, forse, neanche loro sanno come esprimere quello che sentono per te.

Ad ogni modo, giusta o sbaglita che sia, la nostra modalità di relazionarci ha delle conseguenze e in virtù di ciò sta a noi modularci dimostrandoci aperti verso l'altro evitando di ferirlo.

Buona giornata
A disposizione
Dott. Grazioli Adriano

Dottor. Adriano Grazioli Psicologo a Padova

51 Risposte

26 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

12 LUG 2022

Buongiorno Diana,
Capisco il disagio che sta vivendo. Probabilmente il comportamento delle persone che le stanno attorno è dettato dalla preoccupazione. Le sue difficoltà, patologie li fa stare sul chi va là e identificano nello ranrenere a casa un campanello f'allarme. Quello che mi chiedo è perché è così importante per lei l'approvazione degli altri, il riconoscimento altrui dei suoi problemi. Ed è anche su questo che le suggerisco di lavorare.
Un abbraccio, resto a sua disposizione
Dott.ssa Melania Golia

Dott.ssa Melania Golia Psicologo a Livorno

23 Risposte

15 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Terapia familiare

Vedere più psicologi specializzati in Terapia familiare

Altre domande su Terapia familiare

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 34550 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 20550

psicologi

domande 34550

domande

Risposte 117950

Risposte