Come comportarsi se il tuo ragazzo non vuole convivere?

Inviata da Chiara · 23 feb 2016 Terapia di coppia

Siamo una coppia di 27 anni (io) e 31 (lui), stiamo insieme ormai da 6 anni ma purtroppo per motivi di lavoro lui si è dovuto trasferire all'estero. Viviamo la nostra relazione a distanza quasi dall'inizio, intervallata giusto da quasi 1 anno in cui è tornato nella nostra città natale. In questi anni abbiamo sempre fatto in modo di vederci il più possibile, raramente abbiamo trascorso periodi più lunghi di 3 settimane senza vederci, in certe occasioni si trattava solo di un week end,in altre siamo rimasti insieme anche per 1 mese. Non è facile stare perennemente lontani, abbiamo fatto tanti sacrifici, attraversato momenti difficili, ma mai abbiamo pensato di lasciarci per questo, volevamo stare insieme e abbia trovato tanti lati positivi nella nostra situazione, abbiamo viaggiato tanto, ci fidiamo l'uno dell'altro, parliamo tantissimo e quando ci vediamo è davvero bello, ma non è ciò che ti può bastare per sempre. Ho sempre stretto i denti perché sapevo di aver accanto la persona giusta e che un giorno sarebbe arrivato il momento di stare insieme senza più incontri a scadenza. Lui ha sempre esternato la sua voglia di stare finalmente nella stessa città,di costruire un futuro insieme, ma l'anno scorso quando per la prima volta ho manifestato la volontà di trasferirmi da lui, è successo qualcosa che non mi aspettavo, ovvero mi ha detto che non era pronto, che non si sentiva ancora di compiere questo passo, che non sapeva ancora cosa volesse dalla vita, che aveva paura e che non sapeva se questo sarebbe mai cambiato. Mi ha lasciata completamente spiazzata, mai mi sarei aspettata tanta insicurezza da parte sua, ma lui ripeteva di amarmi, di voler stare con me e che io fossi la donna della sua vita, quindi nonostante mi face molto male, decisi di dargli del tempo e di aspettare senza fargli alcuna pressione. In questi giorni, convinta che in quest'ultimo anno qualcosa fosse cambiato, ho riproposto l'ipotesi del mio trasferimento, ed ecco di nuovo una valanga di insicurezze e forse scaricati a ruota libera: non me la sento ancora, vorrei sentirmi pronto per darti ciò di cui hai bisogno ma non so come superare queste ansie che mi assalgono ogni volta che pensiamo di compiere questo passo, ti amo e voglio stare con te ma mi sento immaturo per la mia età, mi sento esattamente allo stesso punto dell'anno scorso. Ovviamente di nuovo un colpo al cuore, mi dice che lui vorrebbe tanto non sentirsi così e avere il coraggio di fare questo passo, che lui non sta bene a sentirsi così bloccato, ma che purtroppo non sa come fare per superare le sue paura, la sua ansia. Questa volta però mi sento davvero delusa, lui è un ragazzo fantastico ma non riesco a capire perché abbia tutti questi timori, è molto introverso quando si tratta dei suoi problemi e spesso riuscire a capire cosa gli passi per la testa è davvero difficile. Non mi sono arrabbiata, non mi sento arrabbiata, mi sento delusa, demotivata e confusa, gli ho detto che avevo bisogno di tempo per capire come tutto ciò mi facesse stare e capire se ero ancora in grado di investire nel nostro rapporto sentendo il nostro futuro così incerto. Mi ha detto che andrà da uno psicologo perchè vuole capire come mai ha tutto queste paure, come mai si senta così bloccato, mi ha detto che non sopporta l'idea di perdermi e che vuole più di ogni cosa al mondo superare queste paure per me e per se stesso. Durante l'adolescenza ha avuto un'esperienza dura con i suoi genitori, un brutto divorzio, la mamma che ha sofferto tantissimo, il padre che si è rifatto una vita e per certi versi ha abbandonato lui e i fratelli, non è stato più molto presente nelle loro vite, e so che ancora ne soffre nonostante sia un uomo ormai. Essendo così introverso si tiene tutto dentro e non mi parla mai del suo passato e di come lo faccia davvero sentire, solo qualche volta sono riuscita a farlo aprire,ma non vuole mai parlarne.Non so se in qualche modo il suo passato stia incidendo su questi suoi stati d'animo. Non so davvero come sentirmi, comportarmi, cosa fare, gli ho detto che non me la sento di stargli ancora accanto in questo momento e solo allora mi ha detto che avrebbe visto uno psicologo, quindi non so se dargli spazio per risolvere i suoi problemi o stargli accanto mentre lo fa, ma ho paura che se anche questa volta mi mostrerò così disponibile lui si sentirà di nuovo al " sicuro" e rimanderà rimanderà con la speranza che le cose cambino e si risolvano con il tempo, senza però avere risultati. Come dovrei comportarmi? non voglio che la storia storia finisca ma adesso non so come continuare.

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Miglior risposta 24 FEB 2016

Gentile Chiara,
come ha visto, alla fine del suo post sono venute fuori chiare e forti le ragioni delle paure del suo ragazzo di prendersi le responsabilità di una convivenza, di un matrimonio o di mettere su una famiglia.
E' solo che certe cose, per quanto gravi, non vengono purtroppo tenute abbastanza in considerazione se non addirittura ignorate o rimosse finchè non riemergono continuando la catena del disagio e delle sofferenze.
Anche se lei non ne ha colpa, solo adesso si sta rendendo conto dei problemi del suo ragazzo che c'erano fin da quando lei lo ha conosciuto.
Ora è giustissima la sua congruenza che sta costringendo lui a prendere in considerazione di fare un lavoro doloroso e faticoso su di sè perchè sta comprendendo che l'alternativa è il rischio di perderla, però questa congruenza deve essere adeguatamente morbida sebbene irriducibile e questo per il bene del ragazzo stesso e della coppia.
Oltre a mettere in atto questo atteggiamento di congruenza lei deve solo avere coraggio e pazienza e, se sente di non reggere, può chiedere anche per lei, nel frattempo, un sostegno psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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24 FEB 2016

Cara Catia,
comprendo la sua delusione, la confusione e i dubbi su come dovrebbe comportarsi nei confronti del suo ragazzo mentre lui segue il suo percorso terapeutico. Questi dubbi però sembrerebbero focalizzati sul cercare di fare la cosa "giusta o migliore" per lui e per la vostra relazione, quindi io per prima cosa vorrei che lei si chiedesse "quale potrebbe essere la cosa migliore PER ME adesso? indipendentemente dal resto? Non so ancora come andranno le cose, non so a cosa porterà il percorso del mio ragazzo..quindi cosa sento di voler fare per me? voglio aspettare e "stargli accanto" o voglio prendermi del tempo e riflettere anche io?" Io credo che quello che lei ha già scritto nella mail sulle cose che vorrebbe capire meglio vada già bene come punto di partenza. Forse la frena la paura che questo potrebbe portare alla fine della storia, ma cara Catia, se vuole provare a capire se e come continuare..deve essere disposta a guardarsi dentro e ad accettare la cosa giusta per lei.
Spero di esserle stata d'aiuto, se volesse può contattarmi.
Un caro saluto
Dott.ssa Capuano Maria Concetta

Dott.ssa Capuano Maria Concetta Psicologo a Padova

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24 FEB 2016

Gentile Chiara,
Leggendo la Sua storia mi domandavo: Come mai è importante per le la convivenza? Ovvero: Quali sono i valori alla base del convivere con il Suo ragazzo? In che modo ha provato a trasmettere a lui questi valori? In che modo potrebbe trasmetterglieli e al contempo aiutarlo a tenere a bada ll'ansia, la paura ela sensazione di immaturità?

Rimango a disposizione qualora volesse rispondere alle mie domande e condividere con me le Sue riflessioni.

Cordiali saluti
Dr. Luigi Frezza, lo psicologo delle storie

Studio di Psicologia del dott. Luigi Frezza Psicologo a Battipaglia

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