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Come comportarsi quando un membro della famiglia ha disturbi psichici?

Inviata da Anna il 7 mag 2016 Psicologia sociale e legale

Salve, vi scrivo in merito a mia madre. Ha 50 anni e già da diversi anni non riesco più a parlare con lei senza litigare. Lo stesso accade con tutte le persone a lei più prossime, mio padre in primis. È molto spesso arrabbiata, nervosa o in ansia per qualsiasi cosa, ingigantisce i problemi (talvolta inesistenti) e tende a dare agli altri (noi familiari in particolare) la responsabilità di tutto ciò che non va come vorrebbe, inclusi i suoi fallimenti in ambito professionale. Non accetta critiche, consigli o pareri diversi dai suoi ai quali reagisce con violente esplosioni di rabbia, in cui volano ingiurie di ogni tipo, e spesso anche piatti. Ha una grande energia, ma autodistruttiva, inizia mille attività diverse, potenzialmente di successo, ma entra sempre in conflitto con qualcuno lungo il percorso per cui poi manda tutto a monte. Ha studiato psicologia all'università, ma l'ultimo anno ha lasciato, tra non pochi rimpianti, questo è uno dei motivi per cui non vuole farsi aiutare. Pensa di non aver bisogno di uno psicologo, e in generale, di non aver bisogno di aiuto. E' piuttosto testarda e sebbene sia andata qualche volta da uno psichiatra, che le aveva dato degli psicofarmaci, continua a ripetere che lei non vuole essere sedata chimicamente, illudendosi di star bene. Io dopo essermi arresa per un lungo periodo, ora sto riprovando ad aiutarla. La ascolto, esprimo il mio parere con tatto, evito il conflitto e lo stress, però oggi, di fronte all'ennesimo grave errore che sta per compiere, ho reagito con risolutezza e le ho detto che sta sbagliando molte cose. La sua reazione è stata di chiusura, non accettava le mie critiche ma continuava ad accusarmi o accusare altri, avevo l'impressione che non mi ascoltasse affatto e che le mie parole non potessero toccarla. Questa situazione, che si è verificata poche altre volte molti anni fa, mi ha spaventato. Ho avuto la sensazione che non avesse contatto con la realtà e che io non potessi entrare in questa fortezza che si è creata tutto intorno. Ho insistito, perché volevo finalmente un vero DIALOGO, non voglio trattarla da "malata" e darle sempre ragione anche quando vedo che si sta auto-distruggendo. Volevo che prendesse coscienza, ho insistito molto per farmi ascoltare, ho urlato e ho pianto. Lei, dopo un'iniziale reazione di chiusura, è scoppiata a piangere ed è scappata, rimproverandomi di averle buttato una bomba che le è scoppiata dentro. Mi ha detto che si stava sentendo meglio e io ho rovinato tutto. Io davvero non so come comportarmi, a volte non riesco ad accettare che le cose non cambino e voglio darle come una scrollata. Mio padre, non è capace di sopportare lo stress, "al massimo" la ignora e non risponde alle continue ingiurie nei suoi confronti, e ha già da tempo abbandonato l'idea di aiutarla. Per di più non vanno d'accordo, ma non hanno la forza di separarsi. Mia sorella come me cerca di trovare i mezzi e le strategie per aiutarla, ci confrontiamo su questo, e spesso adottiamo una linea comune, ma non siamo psicologhe e non sappiamo sempre come comportarci. Potete darci qualche suggerimento? Grazie

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Buongiorno gentile Anna,
Lei scrive una frase importante:"a volte non riesco ad accettare che le cose non cambino" ecco, credo che in questo concetto ci sia anche tutto l'amore che Lei prova per sua madre, ma c'è anche la difficoltà ad accettare che le persone che amiamo difficilmente cambiano solo perchè noi lo vogliamo anche se lo vorremmo per il loro bene. Non ci scrive la sua età, ma credo che sia molto importante che Lei e sua sorella vi impegnate a creare la vostra vita e in quella riversare le vostre energie. Il dialogo con vostra madre l'avete instaurato ma se la signora non c'è la fa a comprendere che voi volete un confronto, è difficile che qualcosa di diverso avvenga.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Buonasera Anna,
Da quanto ha scritto si evince tutta la difficoltà ed il dolore per provare ad aiutare sua madre e questo è più che comprensibile dato quello che racconta. Nel titolo parla di disturbi psichici, penso quindi che sua madre ha avuto una diagnosi specifica.
Credo sia importante, per lei e per sua sorella, rivolgervi ad uno psicologo/a psicoterapeuta; questo potrà aiutarvi nell'avere maggiori informazioni riguardo il disturbo di vostra madre e insieme potrete trovare delle strategie per aiutarla e migliorare la comunicazione. Inoltre,ritengo sia ancora più importante per voi, trovare all'interno di percorso terapeutico uno spazio in cui condividere i vissuti relativi alla realtà familiare.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Elisa Bertinelli

Dott.ssa Elisa Bertinelli Psicologo a Matera

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