Come comportarmi con mia sorella

Inviata da Matteo · 3 apr 2020 Terapia familiare

Salve a tutti.
Mi presento, sono Matteo. Ho 26 anni e sono qui a scrivervi per un problema che non so come gestire e che credo possa avere un epilogo negativo futuro.
Prima di parlarvene vi presento la mia famiglia.
Siamo in cinque.
Mio padre, pensionato e dai sani principi, che attualmente ama vivere sbrigando qualche faccenda a casa e andando ogni giorno in campagna cercando di occupare le sue giornate curando un orto e un vigneto.
Mia madre, casalinga, nata il Argentina e trasferitasi in Italia nel 1992 per sposare mio padre. Una relazione sempre sul filo del rasoio per una serie di incongruenze culturali dapprima, e un forte stato di grigia tristezza che attanaglia mia madre da quando io ne ho memoria.

Mia sorella maggiore, nata due anni dopo di me, 25 anni a giugno. Attualmente non occupata e che non ha concluso il percorso universitario.
Mia sorella minore, nata dieci anni dopo di me, ora studente liceale.
Il problema di cui vorrei parlarvi riguarda la mia sorella maggiore. È una persona molto chiusa, fin da quando era bambina fortemente timida ed introversa. Dopo il diploma decise di intraprendere gli studi universitari. I primi due anni provò a dare solo un esame e per più volte ma senza esito finché parlandone con lei io capii che era una sua questione di ansia per cui seppur studiando giorno e notte, in sede di esame non riusciva a proferire parola.
Un paio di anni dopo io stesso scoprii che nemmeno aveva rinnovato la tassa di iscrizione all'università per l'anno successivo. Mia madre ha da sempre provato a parlarle più e più volte, anche con gentilezza, ma lei si è sempre stizzita e delle volte rispondendo in maniera nervosa e con parole dure. Ciò che noto è che quotidianamente è rinchiusa in camera sua. Scende al massimo verso le 12.30 per preparare il pranzo dopodiché torna in camera sua a fare il nulla finché non scende di nuovo dopo le 21 per cenare. Questo ogni giorno, ormai da anni. Nostra madre ha provato anche ad assegnarle qualche piccolo compito quotidiano, come uscire a fare qualche spesa, ma lei ha sempre comandato in maniera infastidita la nostra sorella più piccola affinché uscisse lei al suo posto. Più volte ho provato a stimolarla per farle cercare un lavoro ma dinanzi a me ha sempre annuito e poi ogni giorno non ha mai fatto nulla, senza darmene una ragione. Provo a parlarle e non proferisce parola, noto in lei solo un enorme nodo in gola. Ho provato anche a farle capire che un giorno non ci sarà più nostro padre e dovrà avere una base stabile per vivere. Purtroppo non parla, noto in lei solo un tremore generale e sa solo rispondere male a mamma (che vedo soffrire per questa cosa), papà e a nostra sorella. Non vede nei miei genitori nessuna autorità.

Mio padre sembra le faccia da nonno ed ha paura ogni volta di ferirla e a me lui da risposte del tipo "vabbè dai, lei è così. Alla fine finché non ci manca il pane non dobbiamo preoccuparcene". Purtroppo lui, pur essendo da sempre stato un buon padre, allegro e scherzoso, non ha mai avuto un benché minimo tipo di empatia e sensibilità verso gli altri, il che lo ha reso sempre molto superficiale nelle cose.

Mia madre prova sempre ad incentivarla a farle fare qualcosa, ma mia madre ha anche i suoi problemi. Prende gocce per depressione, è una persona che fin quando eravamo bambini, ha sempre vissuto tutto in uno stato di perenne infelicità ed io ormai sono 26 anni che la vedo urlare per ogni minima cosa contro mio padre, cercando ogni minimo motivo per litigare. È una persona frustrata che non si sente mai capita da nessuno e vede negli altri (soprattutto al di fuori della nostra famiglia) sempre malizia e negatività contro la sua persona.

Io ora non so se questo nostro passato, e presente, abbia influenzato il carattere di mia sorella, ma io oggi (persona adulta, con la propria indipendenza) voglio prendere in mano questa situazione di mia sorella (e vorrei anche quella di mia madre) che vedo degenerata da qualche anno a questa parte.

Io ho forgiato un carattere un po' duro e diretto all'interno della mia famiglia. Sento il peso di tutto e mi sento quasi sempre irritato in ogni cosa, teso per tutto. Sono poche le volte che riesco a stare rilassato e a ridere e scherzare.

Vorrei convincere entrambe ad andare da uno psicologo (o psicoterapeuta, ditemi voi) ma non vorrei essere frainteso da mia sorella, facendola chiudere ancora di più e portandola sull'orlo del precipizio.

Soffro in silenzio e vedo mia madre (che al di là di tutto è una persona molto emotiva) perennemente triste e mia sorella in un vortice senza uscita. Ed ho maledettamente paura del momento in cui se ne renderà conto anche lei

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