Come ci si sente quando muore qualcuno proprio nel momento in cui ti voleva bene

Inviata da Rachele. 22 ago 2015 3 Risposte  · Elaborazione del lutto

Prima di tutto, vorrei farvi una domanda: come ci si sente quando qualcuno muore proprio nel momento in cui anche questa persona ti voleva bene? Perchè è così quello che mi è successo e da questo sabato 15 agosto fino adesso, mi sento ancora triste. La persona che non c’è più era una signora colpita da un tumore. Premetto che, oltre, a vederci su facebook, ci furono alcune occasioni in cui ci vedevamo a faccia a faccia e parlavamo qualche volta, in modo fisico. Premetto un’altra cosa: sapevo che prima o poi ci avrebbe lasciato, però mi sento ancora triste per la sua morte. Premetto una terza cosa: sono una ragazza adulta di 25 anni.
Inoltre ho scritto questa lettera per lei: cosa ne pensate?
P.S. Uso nomi di fantasia in quanto vi sto parlando di una cosa che riguarda la mia vita privata. Per esempio, chiamo la signora la chiamo A.
Questa è la lettera:

“Cara A,
Anche se ti ho conosciuta poco, cominciavo a volerti bene, A!
Ti ricordi A quando ci siamo messe a parlare per la prima volta liberamente? Fu proprio in quel momento che cominciai a volerti bene ed affezionarmi a te.
Sarai per sempre nei miei pensieri e ti considererò come quella persona che qualche volta mi sorrideva, anche quando ci siamo conosciute per la prima volta dall’editrice, il 25 agosto 2014, mentre parlavamo del mio libro. Per la prima volta tu mi hai sorriso. Ti consideravo già un grande essere umano... e lo eri!
Vorrei tanto non piangere, ma non ci riesco: dovresti sapere che sono ipersensibile!
Cara A, non è giusto: tu te ne sei andata proprio nel momento in cui stavi cominciando ad apprezzarmi e a volermi bene! Non dimenticherò mai quella volta che su facebook mi avevi scritto“Sei un amore, Rachele”, perchè ti ho scritto: “A, ti voglio bene!”.
Ora che non sei più, mi è venuta una forte tristezza, perchè ti vedevo come un’amica.
Ti ricordi, A? Quando il 5 dicembre 2014 ci siamo messe a parlare, tu mi sorridevi per la seconda volta.
Stessa cosa vale anche per il 26 febbraio di quest’anno, te lo ricordi, A? Verso la fine della presentazione del mio libro, ci siamo messe a parlare sui tuoi figli e su facebook. Da quel momento ho cominciato ad apprezzarti ancora di più, A!
Oh, A, quanto vorrei che tutto fosse così semplice!
Ti ricordi, A? Quando verso marzo di quest’anno su facebook avevamo parlato di colibrì e tu mi hai detto: “Rachele, sai ti ammiro molto per la tua intelligenza! Per questo che ti voglio bene! Da quello frase ho capito che mi volevi bene, anche se me lo hai detto! Sai A, quando ho saputo che avevi il cancro al pancreas, la sera del 3 maggio di quest’anno, cominciavo a preoccuparmi di te e a sentirmi di nuovo triste. Pregavo per te, ogni giorno! Nell’arco di questo periodo, eri nei miei pensieri, insieme al tuo malessere!
OH, A, PERCHÈ MI HAI ABBANDONATA? ANCHE TU! NON É GIUSTO: PROPRIO NEL MOMENTO IN CUI COMINCIAVI AD APPREZZARMI PER COME SONO E A VOLERMI BENE!
NON È GIUSTO, A, TE NE SEI ANDATA PROPRIO NEL MOMENTO IN CUI STAVAMO PER CONOSCERCI MEGLIO!
E sai una cosa? Io, in realtà, ho cominciato a conoscerti meglio già dal 25 agosto 2014, quando ci siamo viste dall’editore! È vero, sembrerà strano, ma è la pura e semplice verità.
Ma ho cominciato a conoscerti ancora meglio quando ci siamo messe a parlare quel 26 febbraio, dopo che è finita la seconda presentazione del mio libro.
A, ti volevo bene!!!
Bacioni!
Tua Rachele
P.S.: Mentre ho scritto questa lettera, mi sono messa a piangere."
Ieri, ho pianto perchè ho pensato a lei.

figli , amore

Miglior risposta

Cara Rachele,
condivido la tua tristezza e il tuo dolore. La lettera che hai scritto e che hai voluto condividere con noi psicologi e con tanti altri lettori sarà di certo servita ad alleggerire il peso che porti dentro.
Per adesso è passato troppo poco tempo per elaborare questo lutto ma vedrai che man mano questa ferita guarirà e si ridurrà anche la rabbia che provi nei confronti del destino e nei confronti di questa stessa povera signora che in poco tempo è diventata così importante per te perchè ti ha saputo apprezzare.
Sono certo che incontrerai tante altre persone che ti vorranno bene e a cui vorrai bene.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

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La sua lunghissima esposizione alla fine rappresenta un caso tipico in psicologia: il lutto. Lei chiede come ci si sente? Tristi, molto tristi è inevitabile. Parlo di tristezza e non di depressione perchè il lutto non è da considerare un vero e proprio disturbo patologico. Con il tempo (circa un anno) supererà questi momenti. La morte fa parte della nostra esistenza e nel bene o nel male siamo costretti ad accettarla. Con il tempo la sua tristezza si attenuerà e guarderà al passato e al ricordo di questa persona con più serenità. Un saluto affettuoso.

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25 AGO 2015

Logo Dott. Sergio Rossi Dott. Sergio Rossi

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Cara Racky,
mi dispiace per la perdita della signora di cui era amica. Quella che sta vivendo è una reazione alla perdita: si mescolano tristezza, rabbia, qualche volta incredulità e senso di colpa.

L'elaborazione del lutto è un processo naturale, che segue alcune fasi porta all'accettazione della perdita. Qualche volta elaborare il lutto è più difficile.

Nel caso in cui il dolore persistesse con la stessa intensità e con le stesse modalità per altre 2 settimane, chieda un consulto psicologico, anche presso i consultori.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

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24 AGO 2015

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