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Come capire se stessi, come?

Inviata da Cassandra il 5 ott 2015 Autorealizzazione e orientamiento personale

Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni e vi scrivo per un'annosa questione che non sono più in grado di gestire. Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo di poco più grande di me, lui "lavoricchia", ed io studio. Questa storia ha avuto dei momenti veramente bassissimi. I primi anni ci siamo lasciati moltissime volte, principalmente lui, mi lasciava, e il giorno dopo mi rivoleva. Dopo due anni lui ancora non sapeva se mi amava, durante una lite mi lascia, il giorno dopo torna da me e dice di aver capito, grazie alla rottura, di amarmi ed io ricambio la dichiarazione. Dopo un mese, (quindi dopo poco più di due anni di storia) durante un'altra lite abbastanza forte, lui mi lascia nuovamente. Mi crolla il mondo addosso. Il suo dichiarato amore capisco, col senno di poi, essere stato solo una stupidata, una bugia, ma in quel momento sono disperata. Passo la notte più brutta della mia vita (non esagero). Mi sento responsabile per la fine della storia, mi sento in colpa, sento di non essere stata in grado di apprezzare una persona tanto speciale. Il giorno dopo torna da me. Questo mi permette di stare emotivamente e fisicamente meglio, e avendo il coltello dalla parte del manico decido di non tornare. Lui è disperato, mi giura che cambierà (noi litigavamo perchè io l'ho sempre considerato un narcisista. La descrizione che, da profana, ho trovato su internet, corrispondeva perfettamente a lui e quindi le litigate nelle quali mi lasciava erano date da mie recriminazioni (e rancore nei suoi confronti) e dal fatto che lui anzichè parlarmi dei problemi che aveva con me e cercare di trovare una soluzione, semplicemente scappava lasciandomi!), nonostante anche in passato mi prometteva che sarebbe cambiato stavolta è disperato. Non si aspettava probabilmente che non ci sarei più stata e ha capito quando fosse stato superficiale. Io non ho mai visto una persona tanto disperata per me, non perchè piangesse, ma perchè leggevo la disperazione, il malessere psicologico e fisico in lui. Dopo un pò di "agonia", e di "ci penso", decisi di tornare con lui. Da lì tutto andò benissimo. Finalmente mi ascoltava, si poteva litigare senza che si chiudesse e respingesse il dialogo, sentivo il suo amore, tutto "perfetto". Il problema è che dentro di me la fiducia si è spezzata. Sono stata sicura dei suoi sentimenti per me forse fino ad un anno e mezzo fa, ma da quest'ultimo anno e mezzo sento che la sfiducia è tornata. (non perchè sia successo qualcosa in particolare che io ricordi)Non mi capacito di come sia potuto cambiare dall'oggi al domani. come fa una persona a cambiare così repentinamente? Lui mi dice che il cambiamento repentino lo vedo io, ma che in realtà il cambiamento è stato graduale. Che lui si è impegnato e il modo in cui è adesso certamente non è lo stesso in cui era tre anni fa appena tornati insieme. Io ho avuto altre storie prima di lui e dal punto di vista sessuale non ho mai avuto grossi problemi. Diciamo che dopo un pò la mia carica sessuale nei confronti del partner scema, ma perchè io non sono una grande fan del sesso. Con lui all'inizio non avevo alcun problema, anzi mi piaceva tantissimo ed è il primo ragazzo con cui ho provato l'orgasmo, perchè ho voluto davvero lasciarmi andare e costruire finalmente una storia come si deve, ma adesso il sesso è l'ultimo dei miei pensieri. C'è una parte di me che crede di amarlo, perchè abbiamo condiviso tanto e perchè non credo di poter trovare uno migliore di lui, mi piace da morire fare le cose con lui e ha dei valori ormai introvabili. (poi quando sento le mie amiche che mi descrivono i loro fidanzati penso "cavolo sono proprio fortunatissima io ho lui che non farebbe mai queste cose, lui si che è perfetto"), anche se l'attrazione fisica manca totalmente, da parte mia, in realtà non è una cosa che mi disturba. (da sola non ho "problemi"). Dall'altro lato invece a volte ho bisogno di rassicurazioni verbali e sembra che gliele debba cavare di bocca. Magari mi dice anche cose carine ma dopo che gliele ho tirate a forza quasi io. Io so che è il suo carattere (lui dice che con le parole non è bravo) e infatti non lo forzo mai. Ma ultimamente soprattutto ho bisogno che mi dica delle cose con trasporto, con passione, con AMORE, e non vedo nulla di tutto ciò. Non ci diciamo più ti amo da tre anni (da quando ce lo dicemmo prima dell'ultima rottura). Lui me l'ha detto una volta quando siamo tornati insieme ma io non risposi e gli spiegai che non me la sentivo più. Ed allora lui non me l'ha mai più detto a sua volta. (io gli dissi che non mi importava che lo dicesse. Contavano di più i fatti). Ultimamente ho passato un periodo un pò di crisi, e lui, anzichè essere presente, certo mi consola ed è gentile, ma non so, non riesco a percepire l'amore. Lui mi ha detto di provarlo per me, ma io non so, non lo sento. Quando litighiamo, memore delle nostre esperienze passate, a volte mi prende autenticamente il panico, perchè ho paura che esploda e mi lasci, gliene ho parlato ma questa mancanza di fiducia esiste e persiste. Lui quando gli dico che ho bisogno di rassicurazioni, mi dice che devo fidarmi, che di certo non mi lascia per un litigio, ma potrebbe dirmi miliardi di cose molto più "forti". Tipo che "ci sono solo io per lui", che sono troppo importante per perdermi, che ne so, ma lui NULLA. Non mi dice nulla di tutto ciò. Non è in grado di rassicurarmi come vorrei. (nonostante sappia cosa vorrei perchè gliel'ho detto). Capisco il carattere, e ripeto, non lo forzo ma non gli chiedo mai rassicurazioni verbali di chissà che genere perchè tendo a vedere il buono di lui nei "gesti". (cioè che è molto paziente con me, che ho un carattere estremamente permaloso). Sì da poco si è dichiarato dicendo che per me prova amore e che gli manco quando non ci sono,che lo rendo felice, ma non lo so. Non vedo in lui la paura di perdermi. Io mi limito nelle litigate per paura che sbotti e che mi lasci, lui invece è tranquillo nel dirmi le cose, con sfrontatezza e arroganza tipo. Frasi non volgari assolutamente, ma un pò del cavolo, tipo che non lo conosco. Frasi che non mi sognerei mai di dirgli per paura di essere lasciata. Non aveva paura di perdermi, di dire frasi di troppo. Io invece ho questa paura costante. Noi litighiamo poco, quindi il forte malessere che provo è circoscritto a pochissimi episodi, però, provo queste cose. Ora gli ho chiesto dei giorni per capire come risolvere "da sola" questa mia ansia e mancanza di fiducia,visto che in anni insieme non ci siamo riusciti e lui è stato disponibilissimo. Ma mi domando, e vorrei la vostra opinione, è giusto continuare una storia così? Io lo amo, ma non lo so. Sono davvero confusa e non so come uscirne. Non vorrei pentirmi di decisioni prese perchè sono una incontentabile. Non riesco a capire se sono io che sono una persona con problemi psicologici propri per i quali non riesco ad apprezzare ciò che ho o se effettivamente questa storia è ormai troppo logorata. Se il mio fidanzato fosse stato dal primo anno così come è adesso, io penso, non avrei dubbi su noi e non penso vorrei lasciarlo, perchè mi fiderei del suo amore. Ma io del suo amore non mi fido. E ho paura di rovinare una storia in cui l'amore da parte sua c'è quando sono io che semplicemente non riesco a vederlo ed apprezzarlo. A me infastidisce molto che io sono tutta timorosa per colpa sua, e lui nonostante sappia dei miei timori e delle mie debolezze, non fa niente per nascondere la sua "non paura di perdermi" quando litighiamo, ponendosi con quella arroganza e secondo me, (ripeto secondo me) un pò godendo o se non altro pensando di essere il più forte. Io dico, cavolo con tutte le cose che può dirmi, per rassicurarmi, si deve per forza trincerare dietro il suo cavolo di carattere. Mi sembra solo una scusa. Cosa posso fare per risolvere questo conflitto interiore? Questa confusione totale?

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Gentile Cassandra,
è possibile che, dopo i primi anni in cui ha patito molto la instabilità del comportamento del suo fidanzato, lei si sia "immunizzata" disinvestendo parzialmente i suoi sentimenti e ciò abbia comportato poi una sorta di confusione sul "se" e "quanto" lo ama. E' anche possibile che lui, avendo rischiato seriamente di perderla ha cercato poi di non esasperare gli scontri ma la sua personalità "narcisista" non gli permette di darle quelle rassicurazioni verbali che lei desidera e questo contribuisce a mantenere la sua confusione dal momento che lei mi sembra fondamentalmente una persona insicura che in quanto tale ha bisogno di essere costantemente rassicurata dell'amore di lui.
Quanto al calo del desiderio sessuale ritengo sia la diretta conseguenza di questo stato confusivo e di insicurezza che richiederebbe, per essere analizzato e quindi poi risolto, un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentilissimi dottori, Vi ringrazio profondamente per le risposte. Purtroppo solo ora mi sono resa conta di aver ricevuto risposta e pertanto mi scuso per il ritardo. Io pensavo di cominciare una psicoterapia, ho letto i suggerimenti sulla tipologia, (psicodinamica) ma volevo domandarvi, una con approccio dinamico-relazionale potrebbe andare bene? Ho trovato un professionista nella mia zona, peraltro scoperto grazie a guidapsicologi, sui cui ho letto ottime opinioni.
Mi farebbe piacere un'opinione in questo senso. Vi ringrazio ancora tantissimo. Cordiali Saluti

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Cara Cassandra,
la sua corposa descrizione ci fornisce molte informazioni relativamente al tipo di relazione che avete instaurato. Mi sembra di cogliere una forte ambivalenza, insicurezza e ambiguità. Le relazioni si costruiscono in due e spesso nelle relazioni attuali ci portiamo dietro i modelli relazionali appresi in altre relazioni importanti della nostra vita, come quella con i genitori. Non si colpevolizzi troppo pensando di essere l'unica artefice di una rovinosa distruzione della coppia. Rifletta profondamente su ciò che desidera e consideri l'opportunità di permettersi un percorso di crescita personale sulle tematiche relazionali-esistenziali che qui ci porta con uno psicoterapeuta.
Rimango a disposizione per ulteriori informazioni.
Cordiali saluti
Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Buongiorno Cassandra, se mi permette, ormai a me sembra che voi vi "raccontiate" che abbiate amore l'uno verso l'altra, ma da tutte le vicissitudini che ci ha raccontato, emerge altro. Innanzitutto una sua profonda insicurezza che vorrebbe trasformare in sicurezza, grazie alle parole o ai gesti del suo partner. Ma, sto solo ipotizzando, credo che questo modo di fare possa essere allargato anche all'esterno, in generale; è come se non riuscisse a ricavare la stessa sicurezza dal suo interno. Questa dovrebbe, invece, essere la sua priorità: trovare dei criteri incontrattabili con l'esterno e che la caratterizzino, dunque strettamente personali, che lei, come tutti, abbiamo. Solo che alcuni, fin da piccoli, sono stati abituati a cercarli e trovarli dentro di Sè, altri sono stati abituati a che l'esterno desse loro dei parametri per sentirsi sicuri e sicuri di cosa fare per compiacere l'esterno )per esterno intendo, da piccoli solo la famiglia, da più grandi, famiglia, amici, partner, etc.) e non deludere le sue aspettative. Per questo, nel caso ci fossero indicazioni di questo tipo in lei Cassandra, credo che un percorso terapeutico-esistenziale (nel senso che non ha un vero e proprio sintomo su cui lavorare, ma è un complesso di caratteristiche di personalità da esaminare) sia da considerare come opportunità di crescita personale, a prescindere da chi ha a fianco. In questo senso dovrebbe chiedere un po di pazienza al suo attuale partner (che, se dice che la ama veramente, non dovrebbe dare risposta negativa) perché (sempre mie considerazioni) ha bisogno di un momento di riflessione interiore con uno specialista che le offra visioni alternative alle solite che si è detta, immaginata attraverso un auto-inganno (anche il suo partner l'ha utilizzato) per poter mantenere, più o meno, la coppia unita.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Buongiorno gentile Signorina,
la situazione che ci racconta è complessa in quanto lo sfinimento della lotta per riuscire ad avere questa relazione va al di là dell'aspetto conscio (ed è per questo che li rimane stupita quando ascolta le sue amiche) e comprende invece un desiderio che non è appagato mai. Cinque anni di una relazione cosi pesante sono tanti, il suggerimento è verso una psicoterapia individuale ad approccio psicodinamico per lei. Questo percorso l'aiuterebbe a mettere a fuoco le sue priorità di donna, il suo desiderio profondo che sempre ci sarà e anche la possibilità di elaborare cosi tanta sofferenza. Poi potrà decidere che fare con quest'uomo.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Buonasera Cassandra,
la tua corposa descrizione ci da diversi dettagli della vostra relazione e contemporaneamente delle dinamiche che si sono create tra voi.
Sicuramente un percorso terapeutico potrà aiutarti a capirti meglio e capire cosa desideri davvero. Sei giovane e con moltissime possibilità da scoprire.
Un cordiale saluto
Dott. Fabio Glielmi

Roma

Dott. Fabio Glielmi Psicologo a Roma

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