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Come capire se sono ancora in grado di amare la mia fidanzata?

Inviata da Immobile58 il 22 mag 2019 Terapia di coppia

Buongiorno,

sto vivendo un momento di profonda crisi. Sono in un rapporto di più di 15 anni con la stessa ragazza. Ci siamo conosciuti alle superiori, sempre insieme, anni felici e di spensieratezza, intesa e complicità. Alcune distanze su diverse scelte della vita (andare all'estero, dove vivere etc) che però ho sempre accantonato perché lei è sempre stata al primo posto per me e ho seguito lei (o meglio...non ho provato a fare nulla per me per paura di perderla). Ad un certo punto però è scattato qualcosa nella mia testa....non so dire che cosa....forse per vendetta inconscia nei suoi confronti....per fare qualcosa di "proibito"....boh, giuro che non lo so e diversi anni fa mi è capitato di baciare altre ragazze durante serate in discoteca. L'unica cosa che so è che le ho cercate io queste occasioni: perché volevo sentirmi desiderato, attraente, vivo. E' accaduto una decina di volte in 6 anni. Sempre grandi sensi di colpa ma non sono mai riuscito a farne a meno. Quasi "vivevo" per queste occasioni....aspettavo mesi e mesi e mesi perché sapevo che in quel dato giorno X sarei potuto uscire da solo e avrei potuto fare quello che mi andava o non andava. L'unica cosa che mi ha sempre tenuto "sano" di mente (o quasi rispetto ai sensi di colpa postumi che arrivano sempre puntuali come un orologio) è stato sempre che mai sono finito a letto in nessuna di queste situazioni. Consolazione vana perché in fondo dentro di me conta proprio poco....Tornando alla "realtà": dopo qualche anno dopo università andiamo a convivere per vedere come va: qualche forte scontro su abitudini etc ma tutto sommato non va male. Pensavo sicuramente peggio....anche se, con gli impegni "da adulto" metto da parte qualsiasi mia passione. Se faccio un riassunto delle mie giornate ho lei, il lavoro e qualche serata con gli amici (ogni tanto, quelli che restano). Nella nostra relazione si insinuano però le mie ansie e insoddisfazioni e l'intimità è arrivata ai minimi storici, e passano secoli tra un rapporto e l'altro. Ora a 35 anni (coetanei) siamo alle porte del matrimonio (tutto fissato e prenotato), sono a un passo dal baratro della depressione, non riesco a respirare, mangiare, dormire. Il mio chiodo fisso è che non c'è più attrazione fisica tra noi (verso lei - che non si cura come vorrei io, vedo sempre più attraenti le altre donne, se do suggerimenti mi becco sempre il "se non ti piaccio puoi anche cercare altro"), che a letto lei non è proprio una bomba...troppo passiva e inesperta (vuoi perché la sua unica esperienza sono io...), che non riesco ad essere sincero con lei (troppi segreti che non riesco a confessare, che non mi sento libero di parlare di come sto, di decidere per me).

Ora non riesco a prendere la decisione di mandare all'aria tutto e lasciarla, mi frena il fatto che nel passato (ma anche ora se solo lo volessi pienamente IO) ci sia stato un rapporto UNICO che NON SO se voglio recuperare (internamente nel mio cervello) e che questa mia decisione la metterebbe di fronte all'ennesima tragedia della sua vita (ha sofferto tanto per altro). Avrei potuto prendere (o anche solo vagliare) una decisione simile in qualsiasi momento della nostra storia ma ora, preso dall'imminente matrimonio (che tra l'altro ho proposto io in modo anche grandioso!!!! per farla felice) voglio capire DEFINITIVAMENTE cosa sia meglio fare ora, per limitare gli enormi danni che potrei fare se ci sposassimo e io la rendessi infelice (ora come ora io sto da buttare, non ho le forze per rendere felice un'altra persona ora figuriamoci in una vita intera) e magari con figli. In realtà il pensiero di troncare mi è sempre entrato nel cervello a fasi alterne (nei momenti di stress più acuti) in questi ultimi anni ma l'ho sempre scacciato via pensando che ero uno stronzo egoista a voler pensare a cose futili e minuscole in confronto a quello che avevo. Ora però è qui, fisso, davanti a me, come un macigno.

Si aggiunge il fatto che lei mi vede che sono giù (e in effetti lo sono, direi devastato) mi dice che le posso dire qualsiasi cosa che lei per me farebbe tutto ma io non POSSO dirle certe cose (anche solo che non mi piace più fisicamente). Non riesco a crederle perché so già che finirebbe per andare come non dovrebbe andare (litigate, pianti, disperazione). Ho provato a dirle che non ero più sicuro di noi e nel farlo lei mi ha detto che se prendevo questa decisione io per lei diventerei morto, inesistente. Che le causerei la vergogna più allucinante della sua vita. Ha ragione, ma nonostante ciò non riesco a trovare ragione nella cattiveria di questo pensiero, perché anche nella mia attuale infelicità, mai mi sarei sognato di cancellarla dalla mia vita. Mai potrei, è parte del mio cuore e tutti gli sbagli che ho fatto li sto pagando con gli interessi con sensi di colpa enormi e che mi dilaniano e che mi han fatto fare scelte anche contro voglia per andarle incontro e farla stare bene. Accetterei anche un suo tradimento, per essere punito. Non credo che la sofferenza che ho adesso possa essere peggiore, quindi mi sentirei quasi meglio nel caso. E anche se lei mi facesse cose anche peggiori non potrei mai rinnegare quello che c'è stato, ma nemmeno potrei pronunciare tale cattiveria. L'oblio e la negazione di questi anni sono la cosa che mi spaventa di più di qualsiasi cosa mi sia stata detta o affiorata nel più buio degli angoli della mia mente.

Non so se mettere la "testa a posto" e vedere tutto ciò di bello che ho e che questa persona può darmi (famiglia, devozione e complicità) e che posso darle io se solo mi impegnassi di più a non essere egoista (cosa che faccio tutti i giorni, abnego sempre i miei bisogni che però mi caricano a molla e questa ogni tanto "scatta" e faccio qualche cazzata....) o darle il dispiacere e la vergogna più grande del mondo e lasciarla a pochi mesi dal giorno più bello della sua vita. In un momento delicato per una donna (35 anni sono tanti per rifarsi una vita, le sto praticamente CASTRANDO le possibilità di farsi una famiglia).

E' davvero impossibile seppellire tutto ciò che ho fatto dentro di me e "ricominciare" a essere sincero con lei e aprirmi? Non sono convinto di poterlo fare e mi fa sentire in colpa tremendamente perché sto lentamente rovinando (o l'ho già fatto irrimediabilmente dentro di me) qualcosa di raro. Inoltre queste continue bugie stanno minando la mia spontaneità, ormai non lo sono più da tempo.

Non riesco a vedere nessuno scenario positivo, niente mi da soddisfazione (lavoro, amici, hobby, relazione). Stato di apatia assoluta. E non riesco a capire che cosa è causa di che cosa...la mia insoddisfazione di coppia mi causa questo stato? oppure l'apatia e insoddisfazione generale mi stanno rovinando quello di bello costruito nella coppia?

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