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Come capire se lo amo?

Inviata da Ale89 · 20 mag 2015 Terapia di coppia

Salve...
Forse la mia richiesta di aiuto può sembrare banale, in realtà la problematica che mi affligge mi crea molta ansia a volte impedendomi pure di condurre normalmente le mie giornate. Da 5 anni sono fidanzata con un ragazzo che ho sempre visto come l'unico amore della mia vita, una persona magnifica, intelligente, ambizioso, pieno di qualità, dolce, premuroso, mi è stato vicino in ogni momento, bello o brutto, e vivevo per lui, nel vero senso della parola. Gli ho dedicato tutta me stessa, sempre. Da un anno il suo lavoro ci permette di vederci davvero poco. Vedersi due giorni a settimana e non avere mai tempo per noi, con lui tutto proiettato verso i problemi della sua famiglia, terribilmente legato alla mamma…in tutto questo mi sono sentita sola. Il tutto aggravato da un'intesa sessuale molto scarsa... gli ho parlato di questi problemi, ma le cose hanno continuato ad andare sempre nello stesso verso. 6 mesi fa, a lavoro, un collega ha cominciato a corteggiarmi e nonostante avessi sempre fatto finta di non provare interesse per lui, a un certo punto ha cominciato a mancarmi così tanto da sentire il cuore scoppiare. Ci sono cascata, ho tradito il mio fidanzato, io che non l'ho mai fatto in vita mia, io che avrei giurato sulla mia stessa vita di non poterlo mai fare! E ora sono in piena fase d’impasse, non riesco a capire cosa provo per il mio fidanzato, se sia solo un momento no, o se ormai l'amore incondizionato che credevo di provare non c'è più. È possibile che finisca un amore così grande? Devo dire che l'altro mi manca molto, con lui sono me stessa, sono felice, nonostante non abbia le stesse qualità del mio fidanzato e non sia da considerare perfetto. Dopo 4 mesi ha deciso di mettermi alle strette, con giusta ragione, perché troppo innamorato di me per accettare questa situazione. Vuole essere lui il mio fidanzato e io vorrei tanto avere il coraggio di cambiare vita. Ma perché non ci riesco? Perché non riesco a capire cosa voglio dalla vita? Alla mia età vorrei essere padrona delle mie scelte invece ho sempre paura di sbagliare. Intanto sto perdendo entrambi. E sto perdendo anche me stessa. È difficile per me accettare che dopo tutte le promesse e i progetti fatti, dopo tutta la fiducia che il mio ragazzo ha sul fatto che io sia la donna della sua vita, io possa deluderlo. Non vorrei mai potesse soffrire a causa mia. Credo sia l'uomo ideale, ma perché io sono magneticamente attratta da un altro... la paura di sbagliare e di perdere la mia felicità mi crea dei disturbi non trascurabili, ho sempre l'ansia. Sì, io sono ansiosa di mio, ma in 4 mesi con l'altro non ho sentito il mio cuore battere più forte del solito se non per le emozioni. Spero mi possiate aiutare, quanto meno a capire che non sono sbagliata io. Grazie a chi risponderà.

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Miglior risposta 21 MAG 2015

Buongiorno Ale89,
nel suo messaggio fa una riflessione molto saggia: "sto perdendo anche me stessa". Accade che le persone abituate ad avere rispetto per l'altro, in momenti di difficoltà e confusione, rivolgano la loro attenzione alle sofferenze degli altri e siano poco rivolte verso se stesse, le proprie emozioni e i propri bisogni.
L'ansia di cui scrive è un'emozione che può attivarsi durante lo svolgimento di compiti complessi per permettere di avere una buona prestazione e prevedere le conseguenze. Il suo compito di scelta è un compito complesso. Pertanto può considerare l'ansia che prova come un utile segnale del suo organismo. E' importante che l'ansia non superi un "certo limite" perchè in quel caso le impedirebbe di fermarsi a riflettere e di operare una scelta consapevole.

Le suggerisco di concentrarsi sulle sue emozioni e necessità mettendo da parte, per qualche attimo, la sua attenzione per gli altri.

Dia attenzione a se stessa, non rischi di perdersi. Non giudichi quanto successo e se stessa. Parta da quì, da un'osservazione di se stessa non giudicante.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente,
Dott.ssa Francesca Fontanella
Rovereto TN

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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25 MAG 2015

Grazie davvero per le numerose risposte. Vorrei, invece, rispondere io a qualche domanda: si, in effetti ho idealizzato il mio fidanzato, da sempre, non solo ora, ritenendolo perfetto, e la paura di lasciarlo è legato a questa convinzione e alla speranza che tutto possa tornare come prima, che la noia svanisca e che io lo senta proiettato verso me. Utilizzo il verbo sentire perché da quello che mi dice lui è un problema di percezione mia, quando in realtà lui mette me al centro della sua vita. Cosa immagino per il mio futuro, non lo so più, la paura di sentirmi sola con un uomo in carriera è forte, l'idea di far parte di un tipo di range sociale che vedo poco umile e semplice mi dispiace da una parte e mi attira dall'altra per "la bella vita" che potremmo condurre insieme. Lui è magnifico anche con i bimbi, probabilmente sarebbe un ottimo padre. Il problema reale è immaginare me stessa come moglie e come madre. Mi sento sempre in difetto nei suoi confronti, ed è sempre stato così! Mi sono sempre sentita non all'altezza, non abbastanza, e lui mi ha sempre spronato a credere in me. Quando ho cominciato a farlo è stato grazie alle attenzioni dell'altro. Capisco che la scelta non sia tra uno o l'altro ma tra l'una e l'altra me, in effetti la desiderabilitá sociale delle mie azioni mi influenza molto di più di ciò che potrebbe farmi star bene. Mi descrivono come una persona molto buona, probabilmente lo sono, ma spesso non sono me stessa, come se indossassi la maschera della ragazza perfetta quando in realtà non lo sono e non voglio esserlo. E con "l'altro" ho tolto completamente questa maschera, senza dover seguire nessuno schema comportamentale. Tutti questi muri intorno li ho creato io, sia chiaro, per piacere al mio attuale fidanzato e non perderlo, ma dopo 5 anni ho cominciato a chiedermi di quale me fosse innamorato lui. È molto complicato, non so se questa noia sia dovuta a problemi miei personali e in soddisfazioni che riverso in un rapporto di coppia che invece è sempre stato la mia ancora di salvezza, o se invece sia arrivata una fine che non voglio accettare per paura di non trovare mai più nessuno come lui.

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21 MAG 2015

Cara Ale,
nessun professionista può darti la risposta su cosa fare, su chi sia la persona giusta per te. Quello su cui posso farti riflettere è il potere delle emozioni in una storia di coppia. Nell'amore l'emozione ha un ruolo importante ma non è l'unica componente che può farci valutare se amiamo o no una persona. Se io valuta l'amore dalle emozioni che l'altro mi fa provare appena la storia diventa più quotidiana e le emozioni calano allora tenderò ad essere più sensibile a tutto ciò che di nuovo ed invitante può arrivare dall'esterno. La prima fase di innamoramento è sempre super eccitante ma poi le emozioni calano, non perchè si spengono, ma perchè si passa dall'innamoramento all'Amore che ha più a che fare con una scelta che un rispondere ad una emozione! Lei si è sentita trascurata dal suo ragazzo e questo bisogno di attenzioni e coccole l'ha resa più sensibile al corteggiamento del collega. Solo lei può fare la sua scelta e nessuno può dirle cosa fare, tenga conto però che le emozioni forti passeranno piano piano anche con il suo attuale partner per cui non può essere questo ( il come mi sento) l'unico criterio che ci porta a scegliere un partner...tenga conto anche della visione della vita che avete, se i vostri sogni e progetti coincidono, se è una persona di cui lei ha stima....e altro ancora, sarebbe lungo andare nel dettaglio in questa sede. Magari un confronto di qualche consulenza con uno specialista la potrebbe aiutare, anche ad accettare il fatto che una scelta perfetta non ci sarà e in ogni caso dovrà tagliare l'altra possibilità e prendersi dei rischi e delle responsabilità! Questo è inevitabile, ma un professionista può accompagnarla a trovare il giusto modo di percorrere questo momento!..un'ultima domanda che può darle qualche spunto di riflessione..." con chi dei due vorrebbe invecchiare?" "chi immagina come padre dei suoi figli"?"...spero di averle dato qualche utile spunto di riflessione...coraggio!

Dott.ssa Claudia De Masi, Roma

Dott.ssa Claudia De Masi Psicologo a Roma

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21 MAG 2015

Cara Ale89,
Mi sembra di capire che ti sia ritrovata con una piede sulla riva e l'altro dentro il fiume. Da una parte (il piede sulla riva, quello ben piantato sul terreno) c'è il tuo fidanzato, dolce, comprensivo, presente, una sicurezza che comporta anche una serie di aspettative emotive e di "responsabilità" nei suoi confronti come il desiderio di non deluderlo, di non farlo soffrire (sentimenti più che comprensibili visti i 5 anni insieme); dall'altra parte (il piede nel fiume, che indica il cambiamento, l'instabilità, ma anche la gioia della scoperta, come il primo bagno al mare della stagione) c'è il tuo collega, nuovo, fresco, che ti fa battere il cuore.
Non c'è una risposta giusta o sbagliata, non c'è una strada facile e una difficile. Il cambiamento, qualunque esso sia, spaventa, sempre. Ma il cambiamento è già avvenuto, almeno in te. Il tradimento è un cambiamento, una cambiamento in te, perché ti mancava qualcosa che hai trovato, perché volevi evadere dallo stallo di una situazione che, in ogni caso, ti faceva soffrire,
Non esistono liste dei pro e dei contro per una scelta del genere, perché in realtà non si tratta di una scelta tra "l'uno o l'altro", si tratta di una scelta tra la Te con il piede sul terreno e tra l'altra Te con il piede nel fiume. Si tratta, in pratica, di capire quello che veramente vuoi da te stessa, sinceramente, a cuore aperto. Si tratta di consapevolezza, di conoscenza, si tratta di te.

Un caro saluto
Dott.ssa Martina Fabbrizzi

Dott.ssa Martina Fabbrizzi Psicologo a Empoli

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21 MAG 2015

Gentile Ale89,

nelle sue parole si legge più volte un riferimento alla "perfezione" del suo attuale ragazzo. Crede che sia "l'uomo ideale".

Un primo passo forse è proprio quello di chiedersi se non lo abbia davvero idealizzato al punto di desiderare un uomo normale. Tuttavia, è chiaro che il suo fidanzato non è certo perfetto, nessuno lo è, ma magari è Lei che vuole immaginarlo così.
E' successo dopo il tradimento o lo ha sempre visto in questo modo?
Ci sono molti punti da chiarire che, ovviamente, non è possibile esaurire nelle poche righe, peraltro molto chiare, che Lei ha scritto.
Si conceda un po' di chiarezza rivolgendosi ad uno psicologo per qualche consulenza.
Di sicuro l'ansia non sarà una buona consigliera per capire cosa prova davvero per queste due persone.
Cordialmente. Dott.ssa Anna Patrizia Guarino.

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Psicologo a Ardea

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21 MAG 2015

Gentile Ale, probabilmente in questo momento sei molto confusa, l'idea di perdere il tuo ragazzo dato l'amore che vi univa e tutte le esperienze fatte insieme non ti permette di dire a te stessa che potrebbe ormai anche finire..il cambiamento fa paura, spaventa e non ci permette alle volte di essere lucidi nelle nostre decisioni, probabilmente però se non ci fossero stati dei problemi con lui non ti saresti infatuata di un'altra persona. Quello che è importante ora è che tu faccia chiarezza dentro di te e capire realmente cosa vorresti, cercando di non pensare alle delusioni o ai sensi di colpa. Se lo ritenessi necessario potresti rivolgerti ad uno psicologo della tua zona per approfondire meglio le tue ansie.
Cari saluti
Dott.ssa Barnaba - Taranto

Dott.ssa Barnaba Valentina - psicoterapeuta Psicologo a Taranto

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21 MAG 2015

Buongiorno, dopo aver letto attentamente la sua richiesta, mi ronzava in testa una frase letta anni fa in un libro "unione e separazione sembrano procedere di pari passo (nel senso che non ci si può separare da qualcosa alla quale non siamo uniti); tuttavia, non si può separare se prima non viene individuato il filo che unisce".
Forse sta in questo la difficoltà più grande.
Accettare con sè stessi che siamo noi che stiamo mettendo fine a una storia in cui avevamo messo tutte noi stesse e i nostri valori, è il passo più difficile. Tuttavia se ci troviamo a quel punto ciascun partner, più o meno inconsciamente, c'ha messo del suo e aprire gli occhi per primi non ci rende dei boia crudeli, ma degli esseri umani maturi e consapevoli.
Nessuno è sbagliato, tantomeno quando si ascolta il proprio cuore e le proprie emozioni.
Cordialmente,
Dott.ssa Giulia Pacifici

Dott.ssa Giulia Pacifici Psicologo a Roma

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