Come aiutare mio marito a superare il suo infantilismo?

Inviata da Nicoletta. 27 feb 2016 3 Risposte  · Terapia di coppia

Ho scritto già tempo fa, quando ho scoperto il tradimento di mio marito. Purtroppo sono sicura che, nonostante abbia scelto la famiglia, continua a tradirmi. Ma il problema che vorrei porre non è questo. Sono stata in terapia (da sola ovviamente, lui non verrebbe mai) e lentamente ho capito che da parte mia l'ho sempre idealizzato (per questo la mia sofferenza) mentre da parte sua ho iniziato a capire che si porta dietro problematiche adolescenziali. In primo luogo con la nascita della sorella con la sindrome di down (all'epoca lui aveva 13 anni) si è sentito messo da parte dalla madre, con la quale ancora non ha buoni rapporti affettivi. In secondo luogo ha sempre evitato accuratamente di affrontare qualsiasi problema, non riesce ad avere dialogo con nessuno, tranne se si parla del più e del meno. Ma la cosa che mi ha sempre lasciato basita nel tempo è che lui tende a calpestare tutti coloro che gli stanno accanto e lo amano, i genitori, me i nostri figli, mentre con gli altri tende a sottomettersi. Più che ama ha necessità di stare sempre al centro dell'attenzione. Adesso io comincio a capire anche perchè mi ha tradita... perchè ha sempre pensato che io fossi più abile e intelligente di lui (cosa che mi rinfaccia continuamente) e che lo trattassi con superiorità. Ogni volta che io risolvevo una problematica familiare, come tutte le persone normali del resto, lui, dopo aver delegato tutto a me, si prendeva la paternità del "successo" vantandosene con gli amici. Ovviamente io non ci facevo caso perchè non mi importava nulla di eccellere. Lui è un bellissimo uomo e ha avuto tante donne prima di conoscermi. E quando io ho scoperto il suo tradimento lui mi ha solo detto che adesso era felice perchè c'erano tante donne che lo trovavano attraente nonostante l'età. L'altra mattina mi ha salutato con un sorrisetto soddisfatto, come i bambini che stanno per compiere una magagna e sono eccitati nel farla. Ebbene ho avuto la certezza che dopo tanto tempo si è rivisto con questa donna, la quale lo riempie di complimenti, lo fa sentire un re e si accontenta di vederlo solo per un'ora massimo al mese, dato che da quando io ho saputo lui non esce più da solo e sta quasi sempre insieme a me. Ha poca fiducia nelle sue capacità, mi chiede sempre conferme su tutto e nello stesso tempo però fa di tutto per farmi stare male facendomi dispetti stupidi, ironizzando su questa storia e su di me che ci sto male. Appena io cerco di affrontare l'argomento ha un atteggiamento di chiusura o mi aggredisce. Insomma non vuole comunicare con me, la notte, invece, dorme abbracciato a me (cosa che non ha mai fatto). Io sono letteralmente shoccata, perché sto conoscendo una persona completamente diversa da quella che ho sposato e credo che lui abbia veramente bisogno di un supporto psicologico, ma non accetterà mai di sottoporsi. Ormai io ho perso le speranze di poterlo nuovamente avvicinare a me. Per adesso sto facendo finta di nulla, di non sapere perché vorrei aiutarlo a superare le sue paure e a lasciarsi andare alla verità. Io credo che lui da sempre lotta per evitare la sofferenza. Indipendentemente come andrà a finire la nostra storia, io non mi sento ancora di lasciarlo e dedicarmi alla mia vita. Nonostante tutto io sono più forte e ce la potrò fare ma ho paura di qualche reazione abnorme se lo lasciassi. Ho pensato di mettermi in contatto anche con questa donna per dirle che se crede che lui sta bene con lei, di fare in modo che non abbia paura di lasciarmi e rifarsi una vita con lei. Io lo amo tanto, ma questo è di secondaria importanza adesso. Voglio solo aiutare mio marito, poi si vedrà! Grazie e chiedo scusa per la lungaggine.

amici , capire

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Cara Nicoletta
complimenti per la bella analisi della situazione anche se la situazione non è certo bella.
Lei con questa lettera si dimostra abbastanza matura e desiderosa di aiutare lui, purtroppo però, nessuno può essere aiutato senza la sua volontà.
Temo che suo marito non abbia affatto voglia di crescere e di cambiare i suoi atteggiamenti che gli garantiscono tanti vantaggi.
Io credo che lei debba pensare soprattutto a se stessa e far comprendere a suo marito che questo atteggiamento infantile lei non è disposta ad accettarlo in eterno se lui non dimostra almeno di voler comprendere e migliorare.
Lei, nel suo essere comprensiva rischia di diventare vittima di una situazione che non ha creato e che non può avere nessun risvolto positivo per lei.
Penso che suo marito dovrebbe poter comprendere pienamente cosa pensa lei e i rischi che corre lui e invece mi sembra di capire che si gloria e si compiace in se stesso ... vediamo di aprirgli un poco gli occhi in modo che non debba aprirli tutto in una volta e magari scoprire che lei non c'è più!
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

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Gentile Nicoletta,
lei sembra fare una analisi abbastanza corretta della situazione e presenta una chiave di lettura verosimile del comportamento immaturo e infantile di suo marito, probabilmente in forza della sua esperienza di psicoterapia che, a mio avviso, dovrebbe ancora continuare, persistendo tuttora nodi irrisolti.
Infatti, se la lettura diagnostica è corretta, mancano però le soluzioni anche perchè non credo sia una buona soluzione quella di chiedere all'amante di suo marito di incoraggiarlo a separarsi e rifarsi una vita con lei.
Se suo marito si comporta da bambino dispettoso e deve essere educato, gli strumenti dell'adulto sono l'alternanza di empatia e congruenza a seconda della situazione.
Se lei è sempre soltanto empatica e mai congruente, si comporta come la mamma che non bacchetta il figlio che ruba la marmellata per paura di traumatizzarlo ritenendolo troppo fragile e consentendogli così di continuare a rubarla.
Guarda caso però, il suo "bambino" perde la fragilità e si chiude o diventa aggressivo quando lei cerca un dialogo su argomenti scomodi per lui!
Per concludere, il mio suggerimento per lei è di riprendere la psicoterapia e farsi aiutare nella gestione di questa funzione educativa e correttiva del comportamento di suo marito che richiederebbe, come minimo, l'applicazione di una congruenza inizialmente morbida.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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4 MAR 2016

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Gentile Nicoletta,
ho letto con attenzione la sua lettera e la prima cosa che mi è balzata all'occhio è stata la sua tenacia nel continuare a stare con suo marito sperando che possa cambiare (cosa abbastanza improbabile dato che, come lei afferma, non andrebbe mai in terapia), nonostante tutte le angherie che dice di avere subito e continua ancora a subire, ritenendo più opportuno sacrificare la sua vita piuttosto che prender una decisione diversa. È da apprezzare che abbia scelto di intraprendere lei stessa una terapia, ma sembra che una volta aver avuto delle risposte sulle cause dei suoi e dei comportamenti di suo marito si sia poi arresa a subire comunque la situazione. Personalmente posso dirle che la chiave di lettura che è arrivata a dare è solo una dei tanti possibili motivi che portano lei e suo marito a condurre questo tipo di vita, ma in questa sede ( visto che è lei ad avvertire il disagio e a chiedere aiuto) sarebbe più opportuno che si focalizzasse sui motivi per i quali lei stessa ha deciso di portare avanti questa situazione, addirittura chiedendo alla probabile amante di suo marito di convincerlo a separarsi da lei, non prendendosi la responsabilità eventualmente di lasciarlo. Probabilmente non intravede una possibilità di migliorare la sua di vita? Parta da qui per attuare un percorso di cambiamento che riguardi lei Nicoletta, perché solo partendo da se stessi si può sperare di ottenere un cambiamento anche nel mondo.
Un caro saluto e qualora avesse bisogno non esiti a contattarmi.
Dott.ssa Di Rosa Raffaella
Psicologa clinica e dell'età evolutiva, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Villaricca (Napoli).

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1 MAR 2016

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