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Come aiutare mio figlio ha 24 anni non vuole studiare è pigrissimo e complessato

Inviata da enza cappadonna · 11 giu 2012 Orientamento professionale

Mio figlio 24 anni credo abbia bisogno di aiuto, mentre i suoi coetanei ed amici programmano il loro futuro lui tira a campare. Iscritto da 4 anni alla facoltà di economia aziendale, scelta da lui, mai imposto nulla, sul libretto risultano registrate 11 materie ma in realtà ne ha superate solo 5. Bugie continue su tutto anche su banalità. Dorme fino a tardi fuma in continuazione, attività preferita leggere giornali su internet ed andare a correre. D'altra parte è un ragazzo tenero sensibile apparentemente tranquillo ho paura che cerchi di nascondere dentro di sé un grande disagio e noi genitori non siamo in grado di aiutarlo.

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Miglior risposta 1 LUG 2013

anch'io ho un figlio cosi',e vorrei sapere se c'e' un rimedio. non credo credo di aver sbagliato tutto nella mia vita,perche' ho un'altra figlia che e' stata educata esattamente come lui ma e' completamente l'opposto.Ho provato di tutto,l'assistente sociale,le buone maniere,le cattive,niente da fare,vorrei portarlo da uno psicologo e magari andarci anch'io,ma se non vuole non posso obbligarlo.Come e' difficile il mestiere del genitore...........

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11 NOV 2015

Buonasera, forse suo figlio ha solo bisogno di appassionarsi a qualcosa, impegnarsi in un'attività che lo rende libero di essere felice. Sicuramente ha intelligenza giusta. Provi a proporgli di costruire il suo lavoro, trovare un altro ragazzo come lui ma che abbia un progetto chiaro e definito, qualcosa che lo possa appassionare e mettere in gioco, una sfida che gli restituisca la grinta di cui ha bisogno. Trovi il motivo per cui chiedere di più dalla vita! Gli dica Build Your Job! :)

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9 NOV 2015

Purtoppo mi trovo anche io nella stessa situazione. Mio figlio, 22 anni, sta passando un periodo di profonda depressione, con disinteresse verso tutto e verso tutti. Si è iscritto tre anni fa a scienze della comunicazione, ha dato 6 esami, media del 28, poi improvvisamente ha deciso che non faceva per lui. Gli abbiamo detto di valutare bene ma che l'università non doveva certo essere un obbligo. Ha deciso di continuare iscrivendosi però a filosofia .. e da lì la fine... ha dato due esami in due anni, ora dice che non ci trova nessun senso ma non si decide a prendere una decisione. L'anno scorso si è pure iscritto ad un corso di fumetto, cosa che gli piace fin da piccolino,... inizialmente era entusiasta ... poi la svolta.... quest'estate ha lavorato per tre mesi e quindi ha un po' mollato gli studi e il fumetto ... e ora si ritrova che non riesce più a dare un senso a niente e che non vuole fare niente ... se ne sta sempre chiuso in camera sua, esce solo per mangiare .... ma è chiuso nel mutismo più completo ... abbiamo cercato di fare di tutto, sia io, sia mio marito .. da due anni è seguito da un terapeuta che ci dice di avere pazienza e di assecondarlo .... ma è dura ... soprattutto perché sembrava che si fosse sbloccato, era tornato per un periodo sereno ... ma ora sembra di non vedere più la luce in fondo al tunnel ...

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27 GIU 2012

Cara Enza,
dalla sua richiesta traspare una forte preoccupazione nei confronti dell'agito di suo figlio e riguardo al futuro che gli si prospetta, tenendo peraltro conto che in Italia non stiamo vivendo uno dei momenti migliori per quanto riguarda il mondo del lavoro e l'entrata nell'età adulta.
Si può notare una certa disattesa per quanto riguarda le sue aspettative formative del ragazzo, ma allo stesso tempo, dall'altra parte, questa inerzia e il ricorso alle bugie denotano il procrastinare l'entrata nel mondo adulto. Mancano sicuramente dei dati (ad esempio: chi ha scelto la facoltà? Cosa ne pensa suo figlio del percorso di studi intrapreso? Cosa si aspetta una volta terminati gli studi?) per giungere ad una risposta che sia davvero esaustiva, ma il mio consiglio è quello di parlare chiaramente, con calma e con un atteggiamento di ascolto ed apertura con il ragazzo; potrebbe accadere che suo figlio si renda conto di questa situazione di stallo e si decida ad intraprendere un percorso psicoterapeutico atto a renderlo protagonista del suo cambiamento.

I miei migliori auguri

Dott. Luca Pivetti

Studio Associato Chrysalis Psicologo a Arese

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14 GIU 2012

Cara Enza,
inizi a manifestare a suo figlio la sua peoccupazione per questa apatia, coinvolga magari anche il padre del ragazzo in tutto questo. Cercate di ragionare insieme sulle sue abitudini, sulle bugie, sul suo stile di vita...gli chieda dei suoi progetti per il futuro, come si vede tra qualche anno...non si può vivere senza obiettivi a breve e lungo termine, il rischio è quello di sviluppare col passare del tempo sintomi depressivi. Magari provi a fargli leggere qualche risposta su questo sito...cercate di non giudicarlo o colpevolizzarlo, ma di stargli vicino. Cordiali saluti, Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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12 GIU 2012

Buongiorno Signora,
sono d'accordo con i colleghi suo figlio sta cercando di ritardare l'ingresso nel mondo adulto probabilmente perchè ha paura. Utilizza le bugie sul numero degli esami sicuramente per non deludere se stesso e qualcun'altro. E' sicura che non ci siano delle aspettative eccessive su questo ragazzo? Questa scelta della facoltà lei ci dice che è stata fatta in completa autonomia, può essere che durante il percorso suo figlio si sia accorto che effettivamente non lo interessa e non ha il coraggio di cambiare strada? L'assenza di motivazione può essere causata da tanti fattori, ma suo figlio come giustifica questo comportamento? Si rende conto di essere nelle sabbie mobili? Provi a suggerirgli un percorso terapeutico anche familiare che valuti anche la comunicazione all'interno dei membri del sistema che sembra essersi interrotta da qualche parte. Cordialmente.
Dott.ssa Concetta Lorico Psicologa Psicoterapeuta Piacenza

Dott.ssa Concetta Lorico Esposto Psicologo a Piacenza

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12 GIU 2012

Buongiorno signora,

capisco la preoccupazione che sta provando per la demotivazione di suo figlio verso lo studio e soprattutto verso la vita in generale. Ritengo sia opportuno che si rivolga ad uno specialista che lo possa aiutare in un percorso di pscioterapia.
Saluti,

dott.ssa Silvia Guglielmetti

Dott.ssa Silvia Guglielmetti Psicologo a Piacenza

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12 GIU 2012

Gentilissima Sig.ra mi descrive un ragazzo, forse depresso, forse molto pigro, certo avere 24 anni e avere poca voglia di fare può limitarlo nella realizzazione dei suoi progetti futuri, anche se sembra lui non ne abbia, o non riesce a esplicitarli. lei come genitore è sicuramente preoccupata, ma se lui non vuole studiare potrebbe provare a cercare un lavoro, certo prima di lasciare l'università, potrebbe eventualmente andare da uno psicologo per acquisire una maggiore consapevolezza di sé e dei suoi bisogni. Certo restare in questa condizione non è consigliabile
C. DIBlasio

Psicologa Psicoterapeuta Naturopata Di Blasio Carmela Psicologo a Pescara

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12 GIU 2012

Cara Enza, forse suo figlio non è complessato. Forse suo figlio non è pigrissimo. Forse ha paura. Di che cosa? E che cos'è che non riesce a dire? Non è sempre facile ed automatico riuscire ad aprirsi alla propria madre; talvolta neanche a se stessi. Che rapporti ha il ragazzo con il proprio padre? Quali sono le aspettative su di lui? Chiaramente sono domande retoriche le mie, domande per riflettere. Forse a questo punto è arrivato il momento per lei di essere un pò più interventista e di spingere suo figlio verso un percorso di psicoterapia. Cordiali saluti. Dott.ssa Sabina Orlandini

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12 GIU 2012

Salve Enza,
comprendo la sua preoccupazione rispetto alla mancanza di prospettive di suo figlio. Non è possibile spingere qualcuno dallo psicologo, ma potete parlare con lui della vostra preoccupazione, poi però sarà lui a dover decidere.
Una cosa che invece può fare è rivolgersi lei (o lei con suo marito) ad uno psicoterapeuta per vedere se indirettamente state agevolando questa modalità o se potete dare a vostro figlio segnali diversi (ad esempio smettendo di occuparvi di lui e cominciando a trattarlo per l'adulto che è).
Cordiali Saluti
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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12 GIU 2012

Cara signora Enza, è una splendida cosa che lei come madre sia in grado di parlare di suo figlio e di cogliere nella sua vita segnali di un malessere latente, che la preoccupano.
Come fatto notare da altri colleghi, manca la parte relativa al dialogo tra voi, cosa riuscite a dirvi, come parlate ed organizzate la vita di tutti i giorni; manca anche il pensiero del padre.
Le consiglio di confrontarsi con uno psicologo psicoterapeuta che aiuti lei e la sua famiglia a superare questo momento critico della vostra vita.
Un caro saluto!
Dott.ssa Giovanna Ferro – psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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12 GIU 2012

Gentile Signora Enza,
sicuramente la situazione di suo figlio è fonte di preoccupazione per lei ma anche per il giovane. Il papà ha provato a parlare con il figlio, il genitore omologo in quanto affine al genitore può essere da sprone positivo, Se non lui una figura maschile della famiglia.
Sicuramente cela un disagio questo apparente disinteresse, che tra l'altro accomuna molti giovani nella paura del futuro.

per qualunque cosa resto a disposizione
cari saluti

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12 GIU 2012

Cara Enza,
i ragazzi, soprattutto nell'età dello svincolo, possono manifestare qualche difficoltà o qualche sintomo.
Capita spesso che un ragazzo possa intreprendere un percorso di studi sbagliato e non adatto alle sue potenzialità (anche perchè spesso non viene fatto un adeguato percorso di orientamento rispetto alla facoltà da intreprendere), e ciò comporta una grande difficoltà nello stare al passo con gli esami e un gran senso di frustrazione e di sofferenza nel ragazzo, che potrebbe anche sentirsi un "incapace"; così come capita altrettanto spesso che il percorso di studi piaccia, ma che vi siano altre difficoltà (con la ragazza, con gli amici, all'interno della famiglia) che si ripercuotono anche sullo studio.
E' importante affrontare queste difficoltà, sia che siano prettamente scolastiche, sia che siano invece familiari o sociali, soprattutto se si rende conto che in suo figlio vi sia stato un peggioramento molto evidente.
Può cercare su questa guida lo specialista più vicino al suo domicilio per fare qualche incontro di consulenza. Se interessata, il mio studio si occupa molto del lavoro con i giovani, e trova su questo stesso sito il mio contatto.
Un caro augurio.
Dott.ssa Marianna Vallone. Roma

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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12 GIU 2012

Buonasera Enza,
comprendo la sua preoccupazione di fronte all'apparente apatia di suo figlio che, con i suoi "ritardi" ,sembra voler procrastinare l'ingresso al mondo adulto con i suoi impegni e le sue responsabilità. Immagino che avrete già affrontato con lui questo argomento e forse non si è dimostrato molto disponibile ad accettare l'aiuto di un professionista. In questi casi può essere utile che la coppia genitoriale affronti un percorso con cui riflettere sui comportamenti del proprio figlio/figlia e dargli un senso. Questo tipo di lavoro arriva indirettamente anche al ragazzo/ragazza che può sbloccarsi oppure può arrivare a chiedere uno spazio per sé.
Cordialmente
dr.ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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11 GIU 2012

Gentile signora, è comprensibile la sua preoccupazione, sarebbe per questo opportuno che lei parlasse con suo figlio del perchè si comporta in questo modo e se lui non le dicesse nulla, provi a darle l'indirizzo di uno o più psicologi dicendogli che ci sono professionisti coi quali confidarsi e cercare una strada che permetta di dare una svolta alla propria vita!
In bocca al lupo!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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11 GIU 2012

Gentile Enza credo che lei fa bene a sentire che forse per suo figlio ci vorrebbe una svolta in termini esistenziali, credo che sia opportuno per tanto che indirizzi suo figlio ad iniziare un percorso terapeutico, cordialmente Dott.ssa Eva Scardone

Dr.ssa Eva Scardone Psicologo a Marcianise

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11 GIU 2012

Buongiorno gentile Signora,
descrive con precisione acuni tratti del suo figliolo denotando attenzione e preoccupazione, nello stesso tempo non ci descrive che tipo di comunicazione avete tra voi se non che non avete mai imposto nulla. Dunque, sembrerebbe che le sue aspettative come madre siano state deluse. Si è chiesta se non è il caso di iniziare a parlare con suo figlio dei progetti che lui ha verso la sua vita? Se sente di voler far chiarezza sui suoi dubbi e sulle sue paure potrebbe lei stessa intraprendere dei colloqui con uno Psicologo Psicoterapeuta che l'aiuterà anche a trovare modalità comunicative efficaci per iniziare a dialogare con suo figlio.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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11 GIU 2012

Cara Enza, da mamma attenta e premurosa ha ascoltato e colto i segnali di malessere di suo figlio, ma lui cosa dice? Che percezione ha del suo stato? Come sta vivendo questo momento? Ha provato a parlare con lui di questa sua grande preoccupazione? Non si può convincere qualcuno ad iniziare un percorso, ma sicuramente lo si può aiutare a prendere coscienza di avere un problema e di avere bisogno di aiuto? I miei migliori auguri.

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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