Come aiutare mio figlio di 6 anni ad andare a scuola senza piangere?

Inviata da fabio · 8 nov 2013 Terapia di coppia

Ho un figlio di 6 anni, ha iniziato la prima elementare da circa 2 mesi, ogni mattina accompagno lui e i suoi fratelli, una coppia di gemelli di tre anni al primo anno di materna.
L'istituto scolastico è lo stesso per tutti e tre, e quella materna è la stessa che ha frequentato il più grande, solitamente accompagno i piccoli e poi il grande.
Così facendo però anche il pianto della gemellina coinvolge il fratello maggiore ad un cambio di espressione.
Tranne rare eccezioni, tutte le mattina il più grande piange al momento del distacco, la maestra lo prende per mano io mi allontano con il sorriso senza indugiare troppo ma lui è disperato.
Le maestre, con cui ho parlato a riguardo un paio di volte, mi hanno detto che dopo 5,10 minuti il pianto finisce.
In classe si distingue per concentrazione, svolgimento delle attività e risultati, ha un quaderno pieno di "BRAVO" e "BRAVISSIMO".
La stessa reazione l'ha avuta nello stesso preciso momento delle prime lezioni di Karate, sport che gli piace e che fa con concentrazione e divertimento, adesso le reazioni di paura del distacco sembrano passate, ma a scuola no.
Ho paura che io e mia moglie stiamo commettendo degli errori, a parte un istinto di genitore e un metodo amorevole, non sappiamo a questo punto se debbano essere adottati dei comportamenti educativi differenti.
grazie

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Miglior risposta 11 NOV 2013

Gentile Fabio
Mi chiedevo se a casa abbiate mai parlato con vostro figlio di questo suo disagio. A sei anni i bambini hanno un bagaglio cognitivo che gli permette di "parlare" ed esprimersi in maniera differente anche se a volte hanno confusione. Cercare di capire con lui le sue paure potrebbe essere un primo passo per aiutarlo. Cordialmente

Dr.ssa Marialba Albisinni Psicologo a San Cesareo

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11 NOV 2013

Caro Fabio,
potreste rivolgervi ad un professionista che si occupi di psicologia infantile e di Parent Training. Potrebbe essere utile per capire come migliorare il vostro approccio genitoriale e come affrontare le crisi del vostro bambino, così come per rilevare l'eventuale presenza di qualche ansia nel piccolo. L'inizio di una nuova scuola rappresenta una nuova ed importante tappa per la sua crescita ed è comune che sia vissuta con un po' di angoscia. Il problema potrebbe anche risolversi spontaneamente con l'acquisizione di maggior fiducia in sè del bambino, come forse è avvenuto per le lezioni di Karate, ma una consulenza con un esperto del settore potrebbe agevolare la risoluzione della situazione.
Saluti,
dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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11 NOV 2013

Gentile Fabio,
molto spesso questioni di questo genere si risolvono attraverso un cambio di prospettiva. al momento state ragionando su un'ottica "riparativa" concentrandovi sugli esiti di una dinamica che probabilmente comincia molto prima dell'arrivo a scuola e forse anche prima dell'inizio della scuola. Molto spesso capita che gli adulti di riferimento influenzino in modo quasi inconsapevole gli atteggiamenti dei figli. A 6 anni ciò che i genitori dicono, fanno o anche solamente pensano è decisivo! Aprire a un'ottica "preventiva" non significa solamente adottare nuovi principi pedagogici: è essenziale la condivisione di questi tra i due genitori e, soprattutto, il credere fermamente in ciò che si fa. Un tentennamento sarebbe immediatamente recepito da vostro figlio. Una riflessione più ampia su ciò che vi aspettate da lui sarebbe auspicabile.

Dott. Simone Cucchetti Psicologo a Inveruno

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11 NOV 2013

Gentile utente,
il momento della separazione è complesso, specie se si tratta del fratello di due gemellini che già tre anni fa ha visto ridurre di due terzi l'attenzione dedicatagli e non "solo" della metà come accade quando nasce un fratellino.
Come è successo a karate il problema può rientrare da "solo".
Non cerchi di parlarne direttamente con suo figlio, magari lo faccia in maniera indiretta.
Sto pensando che potrebbe utilizzare semplici libri per bambini da leggere insieme, che parlano del "difficile" problema della separazione dei genitori con l'ingresso a scuola.
Può reperirli anche in biblioteca.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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11 NOV 2013

Buona giornata, credo che il bambino abbia bisogno di tempo per maturare il distacco dalle figure genitoriali; è una tappa evolutiva che lo aiuta a crescere e ad acquisire sicurezza. L'ambito scuola lo coinvolge maggiormente come quantità di tempo che il bambino passa senza genitori ( a differenza degli sport). Pertanto lo rassicurerei che quando torna a casa da scuola potrebbe fare qualche attività con i genitori.
dott.ssa Maria Luigia Tortorella

Dott.ssa Maria Luigia Tortorella Psicologo a Mira

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11 NOV 2013

Gentile Fabio,
l'esperienza che lei descrive è abbastanza frequente ed è legata, in bambini così piccoli, ad un timore della separazione dalle figure significative (genitori). Se poco dopo il pianto finisce, le suggerirei di non dare troppo peso alla cosa, anche perché i bambini di questa età sono molto sensibili alla preoccupazioni genitoriali, anche se queste non vengono espresse verbalmente.
Sua moglie che ne pensa?
Com'è il vostro rapporto?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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