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Come aiutare mia figlia a superare la paura dell'abbandono?

Inviata da Sofia · 23 giu 2016 Psicologia infantile

Buongiorno, ho una bambina di quasi 7 anni. Quando ne aveva 2 da poco compiuti mi sono separata e l'anno successivo suo padre ha avuto un'altra figlia con la donna con cui vive ora. Io e il padre abbiamo un ottimo rapporto, ma non ho grandi contatti con la sua compagna e sua figlia.
La mia bambina è un tipino davvero speciale: ha una grande capacità di espressione nel parlare, è di un vivace di quelli non esagerati, è molto educata e all'apparenza serena. Relativamente al suo carattere posso aggiungere che quando è il momento di parlare di cose un pochino più serie (soprattutto di suo padre o comunque di argomenti famigliari) lei rimanda sempre oppure si mette a fare altro per deviare l'attenzione e da qualche mese (nonostante anch'io ora abbia un compagno con il quale ancora non conviviamo) disegna o agisce perché io e suo padre ritorniamo insieme. Il suo problema è l'ansia da abbandono. Un po' più di un anno fa non potevo girare l'angolo che lei subito correva (nel vero senso della parola) dov'ero io, si svegliava tutte le notti e arrivava nel mio letto di volata, non voleva nemmeno più andare a dormire dai nonni (cosa normalissima prima); da consiglio della mia psicologa l'ho assecondata per rassicurarla standole sempre vicino e portandola ovunque andassi e tutto sembrava migliorato. Restava solo che quando anche solo uscivo di casa 3 minuti per andare anche solo a prendere la posta lei arrivava correndo per vedere dove fossi. Quest'anno ha finito la 1a elementare e gli insegnanti sono molto contenti, dicono che è una bambina molto attenta ai bisogni degli altri e che li aiuta se li vede in difficoltà, ma dicono che si sente insicura e che piuttosto di sbagliare chiede sempre la loro conferma, tanto che mi hanno detto di cercare di non riprenderla, ma le assicuro che il fatto è che è così brava che faccio davvero fatica a trovare delle situazioni in cui dirle di no, e cmq quando capita lei non fa mai un capriccio (da quando è nata), accetta no e spiegazione e se la mette via.
Da circa 3 mesi le capita di avere difficoltà nell'espellere l'aria in alcuni momenti (non specifici, a volte anche solo guardando i cartoni), portata da vari pediatri la diagnosi è stata di tutti: ANSIA (dall'ultima visita le sto dando il magnesio per vedere se si può aiutarla).
Ultimamente mi fa un sacco di storie quando deve dormire nel suo letto (nel mio dorme 1 gg fisso a settimana, gli altri gg le faccio un po' di compagnia sdraiandomi con lei e poi esco dalla camera) tanto che a volte davvero si addormenta tardissimo. Ieri sera mi ha detto che ha paura di svegliarsi e non trovarmi più, le ho spiegato che questo non potrebbe mai succedere e che quando ha questi pensieri dovrebbe cercare di concentrarsi su tutte le cose che abbiamo fatto e facciamo insieme, e che la mamma se potesse starebbe con lei sempre ma che è giusto che lei impari un pochino ad essere autonoma e che il mio compito è insegnarle ad esserlo. Lei è molto più matura della sua età, ma comunque ha 6 anni e la paura so che non si può controllare....Mi spezza il cuore perché è sempre di una dolcezza e attenzione per gli altri impressionante per essere così piccola....Per favore, può darmi qualche consiglio su come aiutare la mia bambina? Dovrei cercare uno specialista? Devo solo aspettare?

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Miglior risposta 23 GIU 2016

Cara Sofia,
lei una mamma davvero molto attenta. La sua splendida bambina da quanto racconta, ogni volta che parla con lei di cose più cariche emotivamente (come del papà) va in evitamento, ovvero evita di parlare con lei di queste cose sicuramente perché per lei sono molto difficili, perché evidentemente l'elaborazione della vostra separazione (sua e del suo ex compagno) non è ancora avvenuta e ancora lei è speranzosa che lei e il suo ex compagno possiate tornare assieme. A volte i bambini evitano di stare sull'emozione perché è un dolore troppo grande per loro e/o altre volte i bambini non si concedono di stare "male" e di vivere il loro dolore per non ferire e affaticare le persone che amano, i propri genitori, ovvero vanno in loro protezione. Sicuramente rivolgersi una psicologa potrebbe essere davvero di grande aiuto, sia per la bambina perché così avrebbe un suo posto speciale per poter esprimere e parlare di sé e delle sue emozioni, sia perché una psicologa potrebbe darle anche dei suggerimenti comportamentali su come comportarsi con la sua bambina come per le difficoltà nell'addormentamento nel suo letto della sua stanza e soprattutto come affrontare con lei temi più pregni emotivamente.

Rimango a sua disposizione

Cordiali saluti

dott.ssa Mara Di Paolo

Dott.ssa Mara Di Paolo Psicologo a Trento

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23 GIU 2016

Gentile Sofia,
è ammirevole la dedizione e l'attenzione che lei ha per sua figlia ma è anche innegabile che la separazione coniugale e la mancanza di una figura paterna non ha fatto bene e non fa bene allo sviluppo psico-emotivo della bambina comportando problemi di insicurezza e di ansia da separazione che lei ha ben descritto.
E' d'obbligo molta cautela qualora lei decidesse di iniziare una nuova convivenza affinchè non sopraggiungano per la bambina altre difficoltà ed in ogni caso è consigliabile un supporto psicologico sia per lei che per la bambina che potrà essere seguita nel prosieguo dei suoi processi evolutivi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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23 GIU 2016

Cara Sofia,
dalle sue parole si evincono l'amore e la cura nei confronti della sua piccola.
Da quanto scrive sembrerebbe che il timore di sua figlia sia proprio quello di poter rimanere da sola e che i suoi comportamenti siano pertanto finalizzati a fare di tutto pur di non incorrere in questa possibilità, con la conseguente ansia che questo comporta per la bimba è la preoccupazione che invece coinvolge lei come madre. Possiamo ipotizzare che la piccola abbia iniziato a nutrire questi timori con la separazione da suo marito o con i legami che avete sviluppato entrambi in seguito ma questa é solo un'ipotesi e andrebbe verificata, non tanto in termini di causa (vade retro a ogni tipo di senso di colpa!) ma per comprendere piú a fondo come siano nate queste preoccupazioni nella bambina, cosa le corrobori e come farvi fronte. Trovo infatti rischioso proporle soluzioni prima di aver capito meglio la situazione... potremmo ottenere l'effetto inverso e rendere ancora piú insicura sua figlia.
Provi ad immaginarla come un piccolo scienziato che, mettendo insieme una serie di elementi x, é arrivata all'ipotesi che potrebbe accadarle di perdere le persone che ama... ebbene, prima bisognerebbe capire quali elementi ha collegato per giungere a tale ipotesi e come mai li ha letti in questo modo.
Il mio consiglio quindi é di trovare uno spazio affinché questo sia possibile e in cui poter ricostruire nuove ipotesi sulla base dei nuovi elementi che emergeranno nella relazione con voi genitori, di modo che la bimba possa davvero rileggerli in modo nuovo e piú rassicurante.
Rimango a disposizione, un caro saluto

Annalisa Anni
Psicologa Padova

Dott.ssa Annalisa Anni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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