Come aiutare la mia ragazza?

Inviata da stefano toti. 11 lug 2016 3 Risposte  · Autostima

Salve a tutti.
La mia ragazza di 28 anni ha problemi di vario tipo quali totale assenza di autostima e non riesco a trovare la persona che mi sembri più adatta alla sua situazione.
Ha problemi di autostima che le impediscono di fare anche le cose più elementari del quotidiano, così come le hanno impedito di prender la patente dopo un tentativo andato a vuoto o di cimentarsi in qualsiasi tipo di impresa in solitaria.
Dopo aver terminato le scuole superiori e lavorato per sei anni, ha preso la decisione di iscriversi all'università e lasciare il lavoro che le causava uno stato di malessere, ma nonostante ciò, a distanza di due anni, adesso si sente nello stesso modo e non sa cosa vuol fare nella vita.
Lamenta continuamente senso di dolori muscolari e spossatezza, che potrebbero dipendere, oltre che dal suo stato mentale, dal fatto che ha il colesterolo e soffre di varie allergie ed asma, ma nonostante ciò non c'è modo di convincerla o aiutarla a smettere di bere (quasi un litro di vino al giorno) e di fumare.
A fatica l'ho convinta a farsi aiutare dopo i tentativi precedentemente falliti di psicoterapia di un anno e di assunzione di ansiolitici prescritte-li da uno psichiatra.
Uno dei punti nodali è che non vuole essere aiutata, e non crede di poter uscire da questo suo stato.
Ciò che vorrei sapere in sostanza è: come si aiuta qualcuno che non si vuole lasciar aiutare e non riesce a prendere la decisione da solo di farsi aiutare?
Che tipo di terapia sarebbe più adatta a lei?
Alcune libri di Richard Bandler mi son sembrati molto chiari sull'efficacia della PNL come terapia rapida e mirata, così come l'ipnosi.
Non so davvero in che mani affidarmi.
Grazie in anticipo!

lavoro

Miglior risposta

Gentile stefano,
dalle sue parole emerge chiaramente la sofferenza che questa situazione le provoca e quanto si è impegnato per cercare di cambiarla in passato.
Tuttavia rispondo chiaramente alla sua domanda: non si può aiutare qualcuno che non vuole in alcun modo essere aiutato.
Ciò significa che un cambiamento può essere tale soltanto se parte dal soggetto direttamente coinvolto, altrimenti qualsiasi altro tentativo sarebbe soltanto un buco nell'acqua.
Da quanto tempo state insieme? Com'è la situazione familiare/sociale della sua fidanzata?
E lei, ha mai pensato ad un cambiamento radicale? Probabilmente la sua fidanzata è certa di poter contare sempre sulla sua presenza per cui si è sempre cullata finora, non facendo nulla per cambiare concretamente le cose. E se il suo sostegnno dovesse venir meno? Come reagirebbe? Probabilmente sarebbe un'ottima spinta a reagire.
Badi bene inoltre, la PNL non è una terapia e non dev'essere confusa con i percorsi psicoterapeutici; è invece un insieme di tecniche e modelli che mirano esclusivamente ad una piu' efficace definizione dei propri obiettivi e ad una migliore abilita' comunicativa.
Nel caso della sua fidanzata dunque, laddove dovesse decidere di intraprendere un percorso, le consiglierei comunque un percorso psicoterapeutico.

Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o necessità,
un saluto,
dott.ssa Michela De Simone

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Buonasera,
da quello che racconta si evince come le problematiche vissute dalla sua ragazza, possano interferire negativamente con il vivere quotidiano e con il raggiungimento dei suoi obiettivi. Sarebbe sicuramente opportuno intraprendere un percorso psicoterapico che porti ad affrontare e risolvere tale malessere.
In bocca al lupo

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20 LUG 2016

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18 Risposte

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Buongiorno Stefano,
Ho letto attentamente la sua domanda e immagino quanto sia difficile per lei convivere con il malessere della sua ragazza senza poterla aiutarla a cambiare in meglio.
Penso che questo influenzi anche la vostra vita di coppia oltre che la sua stessa vita personale. Ovviamente la motivazione del paziente è un presupposto fondamentale per iniziare qualsiasi tipo di percorso che includa il "prendersi cura di sé". Quindi quello che mi viene da consigliarle, vista la difficoltà della sua ragazza a iniziare una terapia, sarebbe quello di farlo insieme(attraverso appunto una terapia di coppia cercando di coinvolgerla con lei) oppure pensare di fare qualcosa proprio per lei Stefano. Prendersi cura di sé rispetto a questa fase della sua vita e di questa relazione. La sofferenza, in qualsiasi forma e situazione si presenti, ci apre ad una novità e a volte abbiamo bisogno di essere accompagnati per comprenderla e capire cosa fare per cambiare e stare meglio.
Per ulteriori chiarimenti resto a sua disposizione.
Un caro saluto
Dott. Roberto Pugliese

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19 LUG 2016

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