Come aiutare il mio ragazzo ad uscire da una dipendenza da pc?

Inviata da Marcella · 2 apr 2013 Tossicodipendenza

Gentili psicologi, avrei bisogno di un consiglio: il mio ragazzo, anche se non è ancora una storia del tutto ufficiale, ha una forte dipendenza da pc. Passa molte ore davanti ai giochi del computer, e non è propriamente un ragazzino, ha 32 anni. Considerate che è capace di starci attaccato dalle nove all'una di notte, togliendo quindi tempo al sesso, alle coccole, a momenti tra me e lui. Ho addirittura scoperto che gioca anche mentre è in studio (fa il segretario di uno studio di commercialista) e però non me lo ammette, io l'ho scoperto per vie traverse. La cosa rasenta una vera e propria malattia, ma se solo accenno all'argomento lui si chiude a riccio e cambia discorso. Dice che non intende andare da uno "strizzacervelli" e che finchè può (ovvero quando gli obblighi di figli e ufficializzazione della storia glielo imporranno - forse!) allora smetterà. Per ora probabilmente si sente in diritto di farlo perchè la storia non è ufficiale e poi "perchè del resto i nostri amici comuni fanno tutti così". "Tutti" ovviamente è una impropria generalizzazione, ammetto che "alcuni" lo fanno, ma altri nostri amici da che hanno iniziato a convivere si sono ridimensionati. Certo, noi per adesso non conviviamo, ci frequentiamo e basta, e anche a distanza visto che abitiamo in città diverse, però ecco, gioca anche le volte che vado a casa sua, quelle tre ore serali non può togliergliele nessuno. Purtroppo ho notato, già per esperienza di amici comuni, che prendere queste persone di petto è la via per rompere, ma non so come altro fare per fargli capire che è un male, per sè stesso e per la relazione.

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Miglior risposta 3 APR 2013

Gentile Antonella,
l’abuso del pc e di internet rientra nelle cosi dette nuove dipendenze. Gli atteggiamenti e le giustificazioni sono analoghi alle altre “non sono malato” “smetterò quando voglio” “lo fanno tutti”.
Il punto critico è che in queste dipendenze il danno è meno visibile rispetto alle altre e quindi la persona persevera non accorgendosi di avere un problema.
Certo non può inviarlo in terapia per forza e, come giustamente ha affermato, prenderlo di petto potrebbe incrinare la relazione. Può però rifiutarsi di andare da lui se si ostina a stare davanti al pc quando siete insieme e dedicarsi ad altro quando lui la cerca. In questi casi per far emergere la consapevolezza che si è davanti a un problema l’unica strada sono le vie indirette.
Un saluto
Dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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4 APR 2013

Buongiorno
attualmente l'uso "sregolato" del PC e altri strumenti tecnologici è allo studio tra le dipendenze del terzo millennio. Essendo normale accedere e impiegare il PC non è facile rendersi consapevole di quando si solca il limite della dipendenza. Per questo la sua vicinanza e il suo punto di vista sono importanti ma non debbono nè possono sostituire una voce esterna, anche per non compromettere il legame affettivo.
E' importante però che il suo ragazzo capisca la pericolosità di questa dipendenza che incide sulla sua capacità di relazionarsi, affettiva e sociale e quindi sulle abilità cognitive e di pensare in modo più ampio e creativo. Cristian D'Orsi

Dott.ssa Cristiana Raffaella D'Orsi Psicologo a Trezzano sul Naviglio

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3 APR 2013

Gentile Antonella,
dalle sue parole sembrano emergere due aspetti problematici: il primo è la tendenza al gioco del suo ragazzo, a cui pare non riesca a rinunciare, il secondo è una problematica di coppia, in quanto sembra che un dialogo aperto tra voi sia un obiettivo faticoso. Se già si sente costretta a tenersi dentro parole, pensieri ed emozioni che prova per paura di scatenare una reazione eccessiva in lui, forse in questo momento è più opportuno che lei si soffermi a pensare al tipo di relazione che sta instaurando con questo ragazzo. Il mio consiglio pertanto è quello di cercare uno psicologo della sua zona con cui riflettere su questi aspetti prima di tutto e in secondo luogo eventualmente trovare insieme ad un professionista un modo possibile per agganciare il suo ragazzo e portarlo a riconoscere quello che potrebbe davvero essere un uso eccessivo del pc. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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3 APR 2013

Gentile Antonella,
l’abuso del pc e di internet rientra nelle cosi dette nuove dipendenze. Gli atteggiamenti e le giustificazioni sono analoghi alle altre “non sono malato” “smetterò quando voglio” “lo fanno tutti”.
Il punto critico è che in queste dipendenze il danno è meno visibile rispetto alle altre e quindi la persona persevera non accorgendosi di avere un problema.
Certo non può inviarlo in terapia per forza e, come giustamente ha affermato, prenderlo di petto potrebbe incrinare la relazione. Può però rifiutarsi di andare da lui se si ostina a stare davanti al pc quando siete insieme e dedicarsi ad altro quando lui la cerca. In questi casi per far emergere la consapevolezza che si è davanti a un problema l’unica strada sono le vie indirette.
Un saluto
dott.ssa Cristina Mencacci

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2 APR 2013

Io cerco di vederlo più spesso, gli ho anche detto e ho ottenuto di vedersi due sere a settimane invece che una, ma rimane che quando vado io, ovvero il 90% delle volte, lui vuole giocare. Ho paura che a esprimergli che io voglio più tempo per me lui venga così messo di fronte al possibile fatto di non tenerci abbastanza a me e che quindi venga portato a lasciarmi, cosa che non vorrei mai accadesse, e per questo taccio e non dico nulla.

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2 APR 2013

Cara Antonella,
non so se si tratti di un quadro di dipendenza al gioco virtuale o altro, quella del suo ragazzo.
Certamente rileggo da qui che questa sua abitudine viene vissuta da lei come tale e come "tempo tolto,rubato" alla vostra relazione, anche se non siete "fidanzati". Direi che anche se non è la vostra una coppia "ufficiale", è l'inizio di una relazione e in quanto tale è proprio il momento più intenso in cui due persone dedicano parecchio tempo e attenzione nel conoscersi, frequentarsi e godere della presenza dell'altro (avete anche frequentazioni sporadiche, mi sembra di capire,..motivo in più!).
Come lei stessa scrive, se il suo ragazzo non è consapevole di questo o, ancor di più, non percepisce che lei ha una forte preoccupazione e lamenta una sua mancanza, non può obbligarlo ad un percorso.
Certamente potrà cercare di parlarne ancora, evitando di focalizzare sul tema "hai un problema", ma sul bisogno di passare il tempo insieme e sul senso di mancanza nei suoi confronti.
poi,cara Antonella, sarà lei a dover far chiarezza con se stessa sulla vostra situazione rispetto a questo aspetto (e il resto?) e valutare se la vostra storia è basata anche sulla condivisione o su che cosa e se la soddisfa il modo in cui state costruendo insieme il rapporto.
cordiali saluti

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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