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Come aiutare il mio compagno che non è stato un bambino amato?

Inviata da Alessandra · 18 mar 2014 Terapia di coppia

Buongiorno, l'uomo che sto frequentando è piu giovane di me di 6 anni lui ne ha 39 ed io 45. La nostra è una bellissima relazione ci frequentiamo da tre mesi circa ed è tutto meraviglioso: l'intesa sessuale è perfetta, ed il legame è ricco di affinità intellettive ed emotive, siamo entrambi molto sensibili. Alcune volte dopo i ns incontri, lui si fa prendere da strani ripensamenti, nonostante sia molto coinvolto e non ci siano problemi fra noi adducendo motivazioni circa la differenza di età che la stessa potrebbe essere un problema e castrare la ns embrionale relazione non figurandosela proiettata in un futuro. Premetto che è un uomo maturo indipendente e non avverto alcuna differenza di età, anzi. Tuttavia, circa tre settimane fa lui ha vissuto una vera e propria crisi. Improvvisamente è scoppiato a piangere come una bambino fra singhiozzi e gemiti, impallidendo e sudando e raggelandosi diceva ho paura, non voglio non voglio.. Mi ha confessato di avere avuto una madre che non si è curato di lui da bambino fin dalla sua nascita, e non faceva altro che urlargli contro tutto il tempo senza donargli affetto e cure. Mi ha anche confidato di non averne mai parlato con nessuno e che sono l’unica a conoscere qs suo “segreto”.
Sento di nutrire per lui un profondo sentimento, e non intendo perdere il mio compagno. Vorrei aiutarlo, pur sapendo di non disporre degli strumenti necessari. Gli ho consigliato una psicoterapeuta per affrontare i demoni del suo passato e le sue paura, Quando è con me mi riempie di amore con cure attenzioni coccole alle volte poi è come se lo temesse e fugge. Mi ha detto che se continua a vedermi poi “si abituerebbe a me” ed io non comprendo il significato di qs parole. Vi prego di aiutarmi, non voglio perdere qs dono prezioso.
Grazie. chiedo cortesemente di mantenere l’anonimato

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Miglior risposta 12 LUG 2017

Cara Alessandra,
non deve essere facile vivere in questa situazione.
Le consiglio di richiedere il supporto di uno psicologo per affrontare insieme al suo compagno questi problemi. Avrà il giusto sostegno e guida per poter ritrovare un equilibrio nella coppia e migliorare la sua stessa qualità di vita.
Un saluto
Dott.ssa Ilaria Albano
Psicologo a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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31 MAR 2014

Gentile Alessandra, il nostro passato, nel bene e nel male, condiziona il nostro presente.
Credo che il suo compagno debba approfondire la sua condizione affidandosi ad un terapeuta competente.
Distinti Saluti,
Dott.ssa Giuseppina Barra

Dott.ssa Giuseppina Barra Psicologo a Napoli

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27 MAR 2014

Gentile signora,
è difficile capire la situazione del suo partner. Bisognerebbe avere più elementi o poter andare più a fondo. Sembra che abbia una grossa paura del legame: forse il legame per lui non è stata un'esperienza positiva. Ha 39 anni, e dunque suppongo che lei non sia la prima partner. Cosa è successo con le relazioni precedenti? Ha avuto le stesse paure? Questo uomo se desidera fare qualcosa di buono per sé dovrebbe prendere il coraggio di rivolgersi ad un terapeuta e farsi aiutare a capire perché le relazioni lo spaventano tanto. Nel frattempo lei si ricordi di fare la sua partner e non la sua mamma: può stargli vicino ed essere comprensiva, ma non cada nella trappola di diventarne la figura materna perché altrimenti si instaura una dinamica che non solo non è riparativa ma potrà in futuro essere dannosa ad entrambi.
Auguri
Dott.sa Federica Calandra

Dott.ssa Federica Calandra Psicologo a Verbania

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21 MAR 2014

Gentile signora Alessandra,
l'unico aiuto che sia definitivo ed efficacie può darlo assieme a lei un capace psicoterapeuta da contattare personalmente
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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19 MAR 2014

Gentile A.,
quello che ognuno di noi è oggi è fortemente determinato dalle relazioni significative stabilite negli anni della nostra infanzia. Avere avuto una madre anaffettiva (o, almeno, così pare essere stata dalla descrizione che lei ci riporta) non può che aver avuto una forte risonanza nell' influenzare lo sviluppo della personalità del suo compagno che, ancora oggi, pare non aver elaborato il dolore derivato dall' assenza psicologica della madre.
Credo che il consiglio che lei gli ha dato (di intraprendere un percorso psicoterapeutico) sia stato molto saggio e, indubbiamente, il più adatto nella sua circostanza; solo attraverso un lavoro adeguato affiancato da un professionista, il suo compagno potrà comprendere aspetti di sè ed elaborare antichi dolori.
Le faccio un enorme in bocca al lupo.

Anonimo-125947 Psicologo a Firenze

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19 MAR 2014

Gentile Alessandra,
è difficile poter essere esaustivi da qui. Ho l'impressione che il suo compagno abbia delle difficoltà a legarsi, per lo meno in questo momento. Non è detto che i suoi problemi siano veramente connessi alla sua infanzia o comunque soltanto a quella.
Come ha scritto, sarebbe opportuno che il suo uomo si rivolgesse ad uno psicologo, tuttavia la motivazione, elemento fondamentale, può trovarla soltanto lui.
Cerchi di non spingere troppo.

Restiamo in ascolto

Dr Mori, Psicologo Sessuologo Psicoterapeuta Psicologo a Siena

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19 MAR 2014

Cara Alessandra, credo che lei abbia già fatto la cosa migliore consigliando al suo compagno di rivolgersi ad uno specialista. Nel dire che si abituerebbe a lei penso che potrebbe fare riferimento al fatto che non sopporterebbe di poter vivere una perdita qualora voi vi allontanaste. Tenendola a distanza eviterebbe questa sofferenza che potrebbe essere una reale possibilità nella sua mente visto il rapporto che ha vissuto con la figura materna. Credo che lei debba cercare di stargli accanto, rispettando i suoi tempi e mostrandogli allo stesso tempo che non ha il desiderio di allontanarsi interrompendo il rapporto. Il suo compagno al tempo stesso dovrebbe però cercare di affrontare queste sue paure vista la modalità con cui il suo passato sta influenzando la sua vita relazionale.
Cordialmente

Dott.ssa Elena Nobiltà Psicologo a Bergamo

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19 MAR 2014

cara Alessandra,
innanzitutto ritengo che quest'uomo sia stato fortunato ad aver incontrato una persona acuta e sensibile come lei, che è riuscita a rendersi conto delle difficoltà profonde del suo compagno in un tempo relativamente breve.
Sicuramente gli ha dato un ottimo consiglio, la psicoterapia potrà aiutarlo moltissimo a fare i conti con le sue esperienze primarie dolorose.
In bocca al lupo per tutto

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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