Come affrontare una crisi universitaria e personale

Inviata da Minnie · 25 mag 2017 Depressione

Buonasera,
tra pochi giorni compio 24 anni e mi trovo in una situazione da cui non so come uscire. Innanzitutto devo precisare che ho sofferto di depressione maggiore e ansia (in particolare fobia sociale) negli anni della mia adolescenza, perdendo addirittura un anno di scuola (pur essendo una brava studentessa, avevo paura di recarmi a scuola, delle interrogazioni, dei professori e avevo anche problemi di concentrazione...Che ho ancora oggi). Successivamente, grazie a psicoterapia e farmaci, non senza difficoltà, mi sono diplomata con un ottimo voto e sono entrata all’Università giungendo ai primi posti in graduatoria. All’Università, a partire da metà del secondo anno, ho ricominciato ad avere problemi di ansia e sintomi depressivi. C’è da dire che non ho mai vissuto un’adolescenza vera e propria, ho passato gran parte dell’adolescenza in casa a piangere o a pensare alla morte e a quanto fossi sola e ignorata. In passato ho avuto con poche pseudo-amicizie e persone poco raccomandabili purtroppo. Sono stata vittima di molestie più volte, anche quando ero piccola (nessuno lo sa), e questo mi ha portato a temere le persone, sia uomini ma anche donne (per le “amicizie meschine”). Oggi dal punto di vista sociale la situazione va davvero molto meglio, ho delle buone amicizie (purtroppo nessuno in università e comunque molti che conoscevo si sono laureati e altri sono spariti) e una storia importante con un ragazzo che mi ama e mi capisce. Ma purtroppo vivo ancora con l’ansia, la paura dell’università, i pensieri di morte causati dal fatto che non riuscirò a laurearmi nemmeno quest’anno e dovrò frequentare un secondo anno fuoricorso e saranno i miei genitori a pagare quell’anno e me lo rinfacceranno con sdegno e disgusto ogni giorno (hanno i loro motivi, chiaramente...Ma non sono una "lazzarona" come pensano). I miei voti sono buoni, ma per questi problemi riesco a preparare gli esami molto più lentamente rispetto “alla media”. Purtroppo due anni fa (metà del secondo anno) ero molto depressa e sola, non ho dato alcun esame e quindi devo recuperarli. Il problema è che non riesco a prepararne tanti in un colpo solo, non ce la faccio, non mi rimane in testa nulla. Non so come dirlo ai miei genitori, loro pensano che ce la farò entro febbraio, ma probabilmente si tratterà invece di luglio del prossimo anno o di settembre. Mi sento così male al solo pensiero. I miei genitori pensano che io approfitti del mio passato da depressa e che voglio fare la mantenuta viziata. In realtà, pur non negando di essere una persona un po' oziosa, si tratta anche di una questione pratica - oltre che mentale ahimè: non riesco a immagazzinare tutte quelle informazioni e inoltre gli stessi esami si accavallano. Già per chi non ha troppi problemi non è una questione così semplice, figuriamoci per chi vive nell’angoscia! Non so come andare avanti.
Grazie

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Miglior risposta 25 MAG 2017

Gentile Minnie,
non puoi fare pensieri di morte solo perchè riuscirai a laurearti con qualche anno di ritardo!
Nella situazione di disagio in cui hai vissuto, questo ritardo è pienamente comprensibile ed è però necessario che tu dica ai tuoi genitori come stanno realmente le cose, proprio come le hai raccontate a noi.
Loro non dovrebbero fare troppa fatica per capire, anzi puoi anche aggiungere che avresti bisogno di riprendere la psicoterapia dal momento che il tuo passato di depressione si presentifica ancora con delle recidive.
Se i tuoi genitori non recepiscono come dovrebbe essere, non ti scoraggiare, procedi nello studio come riesci a fare e prova a chiedere aiuto al servizio di psicoterapia della tua Asl di appartenenza tramite il medico di base.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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25 MAG 2017

Salve Minnie
Immagino che sia una situazione difficile da gestire la sua ed è molto chiara nel descriverci come si sente a riguardo.
Mi sembra di capire che ci sia una difficoltà a gestire il carico di esami e non riuscendoci in qualche modo conferma l'idea che ha di non farcela (anche paragonando la sua situazione a quella degli altri suoi colleghi). Mi perdoni il giro di parole, non so se sono risultata chiara.
Credo che per capire come aiutarla bisogna andare per step.
Immaginando una situazione in cui lei si ritrova a dover studiare, quali sono nel dettaglio le difficoltà che riscontra? Che emozioni prova in questa situazione? Quali sono i pensieri​ che fa?
Resto a disposizione
Dottssa Fabrizia Tudisco

Dott.ssa Fabrizia Tudisco Psicologo a Napoli

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