Come affrontare le tante bugie dette ai genitori

Inviata da Giorgia · 16 set 2020

Buonasera, dopo anni, sono arrivata al punto di non farcela più. Non riesco più a tenere le cose dentro, ho bisogno di liberarmi di questo grandissimo peso che porto.
Da piccola ero una bambina molto timida, anche alle elementari non avevo chissà quanti amici poiché ero molto sulle mie. Dalla scuola media, penso, che sia iniziato il mio malessere verso “lo studio” dato che molto spesso non volevo andare e mia mamma mi riempiva di botte, tanto che se ci penso mi sento ancora le sue mani addosso; mi trascinava giù dal letto per i capelli.
Ho sempre avuto l’ansia per le interrogazioni, di fare scena muta, di non essere abbastanza preparata, di fare brutta figura davanti ai compagni di classe. Tutto ciò è continuato anche negli anni del liceo.
Dopo aver conseguito il diploma, non sapevo che facoltà intraprendere, non avevo ancora le idee chiare su cosa fare “da grande”, così scelsi giurisprudenza. La mattina mi svegliavo presto per andare a seguire all’università, tornavo il pomeriggio, studiavo, mi piaceva diciamo. Poi si presentò il periodo d’esami, ed io ero molto impaurita, studiavo ma sembrava sempre che fossi impreparata, arrivavo in aula, ma non avevo il coraggio di sedermi su quella sedia ed esporre; altre volte invece il prof. chiamava lui, ed io non rispondevo, era come se non mi fossi presentata all’esame, ma ero in aula.
Feci solo un anno, poi ebbi il coraggio di dire ai miei di non voler perseguire più questa facoltà è così cambiai. Deciso di volermi preparare per i test d’ingresso di professioni sanitarie, in particolare modo in fisioterapia. Fu un anno molto intenso, mi preparai per affrontare i test, è il prof che mi preparava mi disse che non sarei mai riuscita ad entrare. Ma fu un successo perché riuscii a superare il test ma non per fisioterapia. Così consultandomi con la famiglia, decisi di immatricolarmi a Roma (sono di Napoli). Iniziai questo percorso con grandissimo entusiasmo, anche perché avrei vissuto da sola in una grande città, ma i miei decisero di farmi alloggiare in un istituto di suore.
dopo qualche mese iniziai anche il tirocinio in ospedale di mattina, e il pomeriggio seguivo le lezioni. Il punto è sempre lo stesso, arrivarono i mesi degli esami, e iniziai a bloccarmi nuovamente, i miei compagni di corso superarono tutti gli esami del primo semestre ed io nemmeno uno (con loro non ho mai legato, nemmeno con uno).
Non mi persi d’animo, iniziai il secondo semestre sempre più convinta, ma non non ci fu alcun tipo di vittoria, ma solo sconfitte. In un anno non avevo superato un esame. Per di più cambiò il tutor del corso di laurea, un ragazzo da poco laureato, che non sapeva nemmeno lui come si trovasse a ricoprire quel ruolo. Non mi stimolava per nulla durante il tirocinio, ancor di meno a lezione, molto presuntuoso, apatico, scorbutico. Discussi varie volte lamentandomi di questo suo modo, che non ci invogliasse nel fare le cose senza ottenere alcun tipo di risultato. Finì così il primo anno; il secondo iniziò con tutti gli esami da recuperare del primo anno ma il risultato era sempre lo stesso. Dopo un po’ scoprii che mio nonno aveva un tumore, per me era come un secondo padre, quindi iniziavo ad avere la testa altrove, tornavo frequentemente a casa. Morì durante il periodo di natale e fu veramente dura. Da allora, è cambiato tutto. Sono tornata a Roma e sono iniziate le mie bugie più grandi; ovvero che superavo gli esami, che stavo bene, che mi piaceva molto, che avevo tanti amici (ovviamente quando dicevo ciò vedevo i miei genitori felici).
Sono passati 4 anni ed io non ho mai dato nemmeno un esame, i miei genitori hanno fatto tantissimo sacrifici per farmi studiare ed io nulla, non li ho resi fieri di me. Invento sempre scuse su scuse. Ma la verità è che questo corso non mi è mai piaciuto, ma per stare ad ascoltare i miei accettai. Ora mi ritrovo così, con un oceano di bugie e dei genitori che sono orgogliosi che la figlia a breve si laurei, ma che non è così.
Un percorso psicologico potrebbe aiutare a liberarsi di questo macigno? Potrebbe aiutarmi a trovare il modo di affrontare i genitori?
Grazie

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Miglior risposta 16 SET 2020

Cara Giorgia
non è nel percorso psicologico che può trovare sollievo alle sue bugie, ne tantomeno trovare il modo di affrontare i suoi genitori. Perché? Perché, per prima cosa, deve affrontare se stessa, accettando i propri errori ma senza compatirsi, in quanto è necessario rialzarsi più forti di prima e ripartire.
Con la dovuta sincerità deve comunicare loro tutto ciò che ha dentro: le difficoltà, i malumori, le sue idee ecc.. e accettarne le conseguenze. Anche questo aspetto della vita, seppur negativo, infonderà in lei un processo di crescita.
Una figura psicologica la potrà supportare in una fase preparatoria, ma tutto dipende dal rispetto che ha nei confronti dei propri genitori, un rispetto che è dovuto.

Cordiali saluti

Dott. Emmanuele Rosito Psicologo a Guglionesi

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17 SET 2020

Cara Giorgia, il percorso psicologico può aiutare negli obiettivi seguenti: 1) assumere la responsabilità delle scelte, delle azioni, e delle conseguenze relative, e agire di conseguenza; 2) comprendere i motivi per i quali si è bloccata durante il percorso e quelli per i quali ha cominciato a mentire, che sono verosimilmente legati a un rapporto con l'Altro carico di aspettative ma anche di co-percezione significativa. In un certo senso, quindi, avrebbe come uno degli obiettivi quello di riuscire a parlare con i Suoi genitori della questione assumendosene responsabilità, soprattutto in funzione del fatto che, ad oggi, Lei non pare in controllo della Sua vita nè della Sua progettualità. E' incastrata in un futuro che non è reale, e in un presente che La mette in scacco. Questo passo con i Suoi sarebbe funzionale a quello più a lungo termine, ovvero, riprogettarsi e riprendere a vivere - questa volta una vita vera, e non solo ideale. In bocca al lupo, cordialità. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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