Come affrontare la separazione?

Inviata da maria · 7 giu 2016 Terapia di coppia

Ho un figlio di 19 mesi e sto attraversando un periodo di crisi profonda nel mio matrimonio. Amo molto mio marito, ma lui, in sette anni di matrimonio, mi ha tradito 6 anni. Dapprima 5 anni con una donna, e ora sta con un'altra da 1 anno e mezzo. È arrivato il momento di lasciarlo, pur amandolo profondamente, ma sono preoccupata sulla reazione che questo potrebbe avere su mio figlio. È giusto stare con un uomo che so che non mi ama, solo perché voglio dare una famiglia a mio figlio il più possibile normale?
Come mi posso comportare in modo da provocare il meno trauma possibile a mio figlio?

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Miglior risposta 8 GIU 2016

Gentile Maria,
non è utile a nessuno portare avanti un matrimonio senza che ci sia amore e rispetto reciproco, tantomeno in presenza di figli.
Prepare un bambino ad affrontare la separazione dei genitori è un compito importante e delicato al tempo stesso, soprattutto perchè ci si ritrova coinvolti su più livelli.
E' importante che lei impari a gestire e controllare la rabbia ed il dolore connessi alla separazione, che riesca a mantenere con il padre del bambino un rapporto di collaborazione e cooperazione per tutelare il benessere del bambino, che dovrà essere informato, a tempo debito, di quanto sta accadendo in modo semplice e chiaro. Dovrà rassicurare suo figlio sul fatto che mamma e papà gli vorranno sempre bene e continueranno a prendersi cura di lui.
Le consiglio di contattare un esperto nella sua zona per farsi aiutare a gestire al meglio questa fase così delicata della sua vita.

Cordiali saluti,
Dr.ssa Silvia Cardoni

Dott.ssa Silvia Cardoni Psicologo a Roma

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13 GIU 2016

Cara Maria....il problema non è quante persone ci sono nella famiglia in cui cresce il bambino, ma il tipo di relazione a cui assiste.
Che veda che c'è sia mamma che papà, ma vive in un mondo in cui la loro relazione è priva di affetto o l'affetto è ad una direzione sola, peggio ancora e assiste a litigi e scenate, è molto, molto peggio che una serena relazione a 2 con la mamma, invece a 3 col padre incluso.

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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9 GIU 2016

Quello di non separarsi per i figli è un alibi controproducente: i figli soffrono molto di più in una situazione dal separati in casa. dove le tensioni inevitabilmente si accumulano per poi esplodere in un modo incontrollato. Non c'è modo di vivere bene un matrimonio se l'amore e il desiderio sono ormai spenti. Ogni strategia si rivela fallace e ambivalente e alla lunga porta più dolore di quello che si voleva evitare. Sostanzialmente la coppia deve essere il più possibile collaborativa se vuole tutelare il comune interesse della salute del proprio figlio. Bisogna quindi che i coniugi riescano ad approdare non solo al divorzio legale, ma anche ad un divorzio “interiore” che comporta l’accettazione del fallimento del matrimonio e l’elaborazione del lutto che questo evento, come tutte le perdite, è in grado di scatenare. E’ necessario che riemerga un senso di autonomia e di progettualità individuale, una profonda ristrutturazione del Sé e della propria identità ed un’atteggiamento di aperta al futuro e alla riorganizzazione della propria vita.
Questi sono alcuni accorgimenti:
se i genitori vivono vicini:
· il bambino deve restare nella casa in cui ha trascorso i primi mesi
· il genitore non residente cerca di incontrarlo di frequente, in rapporto al tipo di relazione che avevano precedentemente (ci si separa dal partner, mai dai figli!)
· se l’affidamento è congiunto: stabilire in quale abitazione il bambino trascorre la notte (l’alternanza è da scoraggiarsi)

se i genitori vivono lontani:
· favorire gli incontri frequenti del bambino con il genitore non residente (n.r.); in genere è il genitore n.r. a recarsi dal figlioletto, ma può essere anche il genitore residente a portare qualche volta il piccolo dal genitore n.r.
· se la distanza è grande ricordare il genitore con foto, telefonate, una favola raccontata su nastro, ecc.

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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8 GIU 2016

Gentile Maria,
in una famiglia ruolo centrale è la coppia, se non funziona la coppia non funziona la famiglia. Una coppia che funzione supera ogni difficoltà con i figli, una coppia che non funziona non crea famiglia e anche il figlio più equilibrato crolla. Pertanto la domanda è: la coppia coniugale nel suo caso funziona? La risposta sembra un no. Lei è serena e soddisfatta nel suo matrimonio? Ci sono donne che accettano con serenità il tradimento, è il suo caso? Dalle sue parole mi par di capire di no, pertanto la coppia coniugale non funziona. Adesso, allora, veniamo alla coppia genitoriale. Se due adulti son sereni e consapevoli del ruolo genitoriale, allora, possono essere genitori anche senza essere coppia coniugale. Il passaggio non è dei più semplici, le consiglio di rivolgersi ad un collega della zona per farsi aiutare, dovrà imparare, lei e il papà di suo figlio, a elaborare rancori, risentimenti, delusioni... e ad incassare rabbia e delusione del vostro bambino... ma una coppia sofferente (e una mamma sofferente) non è una mamma serena per il propri figlio.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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7 GIU 2016

Gentile Maria,
Perché suo figlio stia bene è necessario che i genitori stiano bene.
Essere mamma non vuol dire inoltre perdere la propria identità di donna. Se lei giustamente crede che come donna non è più accettabile continuare a vivere con un uomo che palesemente la tradisce lei ha il diritto di potersi allontanare. Il fatto che mamma e papà non si separino o non si amino più non vuol dire che non amino più nemmeno il figlio, anzi! Il bambino rimarrà sempre il figlio di entrambi e comprenderà la situazione se a tempo debito gli verrà spiegata con sincerità e semplicità, senza gravi ripercussioni nella sua crescita.
Buona fortuna

Dott.ssa Francesca Denaro Psicologo a Prato

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