Combattere le persone insistenti e prepotenti

Inviata da Marica il 22 apr 2015 Relazioni sociali

Buongiorno, mi trovo in una situazione strana. Ho una collega di lavoro che non mi lascia in pace, mi invita sempre a uscire, mi vuole raccontare per forza gli affari suoi tutto il tempo, vuole essere a tutti i costi mia amica... e siccome io la tratto con cordiale distacco perchè non abbiamo nulla in comune e mi annoierei a parlare con lei di bambini, marito e tappeti da scegliere lei si inalbera e mi sfotte... è come un fidanzato insistente che vuole attenzione, ma è possibile? Perchè io? Mi da l'impressione di una persona che non può stare nella scrivania accanto a quella di un altra senza essere la sua amica del cuore. Problema: io non voglio essere sua amica del cuore. Ho provato ad evitarla cordialmente ma non ha smesso di insistere, allora ho iniziato a scocciarmi e a dirle di lasciarmi stare e questa si è messa a urlare che dovrei andare dallo psicologo perchè non sono socievole.... come fare a farglielo capire? Alla fine dobbiamo lavorare insieme e non è una cattiva persona, solo appiccicosa in maniera che a me fa venire voglia di scapparmene in Papuasia. Grazie per l'aiuto!

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Gentile signora credo che in medium veritas....cioe' provi a dare un po piu di gentile attenzione alla sua collega in quanto dovrete passare insieme tento tempo dunque una certa soldarieta sarebbe utile a ambedue inoltre le parli di coseguenza anhe di argomenti che interessano lei e cerchi di capire se le potrebbe essere utile anche il parere della collega...auguri d.ssa Tina Carone

Dott.ssa Tina Carone Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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è una situazione molto particolare:lei pretende eccessiva vicinanza o ti attacca. Con una persona del genere è difficile mantenere una relazione con confini precisi, presumo che è quello che non riesci a fare, ti consiglio di darle volutamente quel minimo di considerazione extra lavorativa che pretende ed allo stesso modo non farti "risucchiare"e mantenere una certa distanza. Il saper gestire la relazione con questa persona dipende dal tuo saperti muovere in questa situazione ambivalente: ne' rifiutarla, ne' diventare la sua migliore amica.
Saluti Dott. Tinacci Francesco

Dott. Francesco Tinacci Psicologo a Empoli

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Salve Milena, credo che la difficoltà di comprensione tra di voi riguardi, più che le parole, il modo in cui vengono dette. Ha provato l'evitamento senza l'affronto diretto, poi gliel'ha detto in faccia...ma il tono? l'espressione? è stata forse un pò aggressiva, o alcontrario poco chiara? provi ad utilizzare la cosiddetta "comunicazione assertiva": esprimere i propri sentimenti e pensieri con sincerità, per stimolare la ricerca di un comune compromesso.
In bocca al lupo e, se vuole approfondire, non esiti a contattarmi sul portale.
Dott.ssa Caterina Scarciglia

Dott.ssa Caterina Scarciglia - Studio Di Psicologia Psicologo a Spongano

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Gentile Milena,
penso che i rapporti di lavoro, soprattutto quando si lavora nella stessa stanza, è bene restino tali e non si trasformino in "amicizie del cuore", perchè se malauguratamente si dovesse litigare è molto più disagevole dover rivedere tutti i giorni un ex amico piuttosto che un collega. Detto questo esistono delle strategie di comunicazione per difendersi dalle persone moleste, ma sarebbe eccessivo parlarne qui. Le consiglio di consultare uno psicologo che utilizzi la Terapia strategica breve perchè dovrebbero far parte del suo bagaglio di conoscenze. Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Cara Milena
a volte succede che ci siano persone che desiderano con foga la nostra attenzione e la nostra amicizia; vedono qualcosa di bello in noi e pensano di poter avere uno scambio importante.
Questo può succedere sia sul lavoro che fuori di esso in altri contesti.
Occorre far comprendere a queste persone la nostra posizione e, per farla ben comprendere a loro, occorre prima averla noi chiara.
A me sembra che lei non l'abbia chiara e infatti qui si è verificata un'excalation emotiva dove il coinvolgimente tra lei e la collega si è accresciuto anche se in termini negativi più che positivi.
Io penso che lei avrebbe "semplicemente" dovuto far comprendere alla sua collega che non si tratta di rifiuto quanto di tempi diversi.
La sua collega ha cercato di stringere i tempi di "sviluppo della relazione" volendo subito ottenere da lei la complicità e il coinvolgimento.
Lei, non è tanto che non sia interessata agli "argomenti" dell'altra, ma aveva bisogno di più tempo e di arrivare da sola ad un avvicinamento.
Con più tempo le cose sarebbero risultate meno forzate e il processo del "divenire amiche" sarebbe stato naturale.
Le reazioni nervose avvengono sempre quando ci si sente forzati a fare o a provare qualcosa che non desideriamo al momento.
Ora provi a ripartire da capo e a chiedere alla sua collega di concederle il tempo necessario, casomai dovesse svilupparsi una amicizia.
Poi cerchi di rimanere al massimo tranquilla.
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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La Tua Collega non vive nel qui ed ora. Se vivesse nel qui ed ora percepirebbe la tua compatibilità sul lavoro senza presumere in base a quella che per forza dobbiate essere amiche. E' probabile che Tu sia stata poco assertiva con te stessa. Se io non desidero andare alla festa dei Bambini della Collega, non vadose ci vado, beh. Mi sto dicendo altro. Farei chiarezza sull’Assertività.
Della serie: Cosa posso fare di diverso per Me oltre lamentarmi? Scoprirai che il problema è che ciò che senti lo. Medi in Generalizzazioni di Buone Maniere che confondono l'Altro. Lei non intuisce e per questo si inalbera. Il problema è esser chiari su ciò che si prova nel mondo e difficilmente dovrebbero esserci problemi. Se al contrario sei consapevole che questa Collega è essenziale al proseguo di un buon Clima lavorativo allora il Piacere la guiderà a sopportare il funzionamento di questa Persona. L’importante è essere consapevoli di agire per il proprio meglio. Quando si è intuito questo, tutto è accettato ovviamente in modo congruo agli eventi. Non ti sto proponendo una pistola ma di vedere ciò che è e in base a come ti senti scegliere. Le persone possono esserci indifferenti e questo non può essere una colpa. Ricordi di dire a se stessa: Io sono ok ma anche la mia Collega è OK. Per cui. Con questa relazione alla pari, le lamentele cadono e arrivano le scelte

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Buongiorno Milena,
mi rendo conto che far capire "gentilmente" a qualcuno che non è gradito non sia cosa facile, soprattutto se si vogliono mantenere rapporti cordiali e si deve lavorare assieme.
Sarebbe opportuno capire come mai questa persona insista così tanto con lei.
La inviterei anche a pensare come mai questa persona la mette così a disagio da non volerci uscire, perché probabilmente il suo istinto le sta dicendo qualcosa di più.
Se riesce provi a farle capire che non vuole uscire con lei senza farla sentire rifiutata, cosa sicuramente non semplice, ma forse è quello che fa reagire in maniera così spiacevole la sua collega
Spero che tutto si risolva al meglio e che siamo riuscite ad aiutarla con le nostre risposte
Dott.ssa Anna Mura

Dott.ssa Anna Mura Psicologo a Torino

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Cara Milena,

ciò che racconta fa emergere il suo disagio nei confronti di questa persona. Disagio che probabilmente non le permette di mettersi su un altro piano per leggere con occhi diversi il contesto. Ciò che le consiglio di fare è di iniziare a considerare questa persona per il solo ruolo che ripiega nell' azienda; provi, per esempio, a far cadere i discorsi che questa persona apre, su problematiche di lavoro, qualora voi ne aveste in comune. Altrimenti può tranquillamente trovare un argomento che vi accomuna nell'ufficio.
Facendo così probabilmente capirà che oltre il vostro rapporto relativo alla condivisione forzata di spazi comuni, non c'è altro. Con il sorriso e la disponibilità, la aiuterà a cambiare obiettivo, non essendo più stimolante per la sua insoddisfazione.
Ci provi e se le va, mi faccia sapere

Cordialmente
Dott.ssa Annalisa Salvati

Dott.ssa Annalisa Salvati Psicologa Psicologo a Roma

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Carissima,
è evidente che la tua collega ha bisogni che non corrispondono esattamente ai tuoi e che con la sua invadenza diventa piuttosto stressante. Ma a questo punto, visto che il problema diventa tuo, nel senso che non ti riesce stabilire con lei un rapporto più equilibrato, potresti riflettere sulla conflittualità che stai vivendo. Lo scarto tra te è lei consiste nella differenza di quantità di attenzione che lei richiede e la tua. E' pur vero che essendo una collega che dal punto di vista lavorativo ha degli aspetti positivi, non puoi prendere una posizione di totale distacco, ma devi mediare. Innanzitutto va invitata a non trascendere emotivamente , ma piuttosto a considerare che tu non puoi diventare diversa da come sei per soddisfare delle esigenze sue e che inoltre, non sei portata a vivere nelle relazioni sociali, una dipendenza secondo il suo punto di vista. Ma a questo punto mi chiedo e ti chiedo, come mai hai sentito il bisogno di rivolgerti a noi per gestire in modo pi assertivo il rapporto in questione. Se ne potrebbe parlare ,se vuoi, e pertanto resto a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Buonasera Milena,

quando una persona urla a un'altra che ha un problema c'è da chiedersi che problema ha chi sta urlando. Quindi "tanta preoccupazione" per "il suo problema" desta più di una domanda. In secondo luogo non mi risulta che non essere socievoli sia una diagnosi da manuale psichiatrico. Intanto non socievole con chi? Forse la collega dovrebbe chiedersi se allontana le persone anche più socievoli piuttosto. In tal caso, ci risiamo, abbiamo un problema (del NON POTER FACILMENTE socializzare PUR VOLENDO in questo caso) che potrebbe essere della sua collega. Un'ulteriore domanda è quindi se non la stia usando per non sentirsi sola lei, e quindi un'amica del cuore è la cosa che vorrebbe di più al mondo. Per condividere le sue insicurezze e tagliarne a metà il peso, magari ... Nulla contro la sua collega ovviamente, che giustamente lei non sta a giudicare, forse intuendo che possa stare male nel momento in cui, non potendo averla accanto a sé nelle cose che la affliggono o non potendogliele più "buttare addosso", diventa coercitiva e usa abilmente strategie di sopravvivenza innate al fine di non essere mandata in Papuasia lei stessa. Come fare a farglielo capire? Bé, lei potrebbe fare tutto uno spiegone razionale intriso di logica e di bellissime argomentazioni, ma certamente non servirebbe a nulla se c'è un problema di ordine emotivo/affettivo alla base. Se la sfotte infine, non è escluso che, nella sua autostima ristabilita dal fatto di avere l'agognata un'amica del cuore, diventi a un tantino iperconfidente in se stessa e si percepisca liberatoriamente più forte del solito (tale è il potere delle relazioni nel bene e nel male), vedendo finalmente in qualcun altro (lei Milena) la deboluccia in senso lato della situazione. E' una chiave di lettura delle cose, non la verità :). La prenda solo come spunto per elaborare una sua rappresentazione di come stanno le cose. UN CORDIALISSIMO SALUTO!

Dott. Franco Fusi Psicologo a Milano

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