Circolo vizioso

Inviata da Anonimo. 17 ago 2015 · 15 Risposte · Disturbi psicosomatici

Buongiorno,
da 5 anni ho un problema che mi attanaglia, ho il perenne e urgente bisogno di urinare. Negli ultimi anni lo stimolo arriva solamente quando esco di casa o sto per uscire. Da quando è iniziato ho ovviamente dovuto chiudere totalmente con il mondo esterno, salvo per il lavoro, essendo un ambiente "familiare", il problema è molto gestibile ed ormai quasi inesistente. Questo mi obbliga appunto a restare chiuso in casa per non correre rischi, il che ha comportato un quasi totale isolamento e azzeramento dei rapporti sociali. Il non poter uscire mi sta causando una forte depressione, con attacchi di ansia e panico e anche quando sono costretto ad uscire provo le stesse paure insieme forse a un senso di inadeguatezza. Ho provato ad entrare in terapia in questi anni, ma dopo quasi due anni non avendo notato il minimo miglioramento, ho mollato il tutto. Adesso sento di aver bisogno di aiuto, mi sembra di impazzire certi giorni, avrei voglia di urlare. Gli anni precedenti all'esplosione di questo problema ci sono stati degli episodi abbastanza pesanti che credo abbiano scatenato il tutto e inoltre ho dovuto fare delle cure abbastanza pesanti, speravo che una volta sistemata quella patologia sarebbe tornato tutto nella normalità, invece nulla. Ora intendo fare degli esami specifici per verificare che la vescica sia nella norma ma parlando con alcuni specialisti hanno confermato che quasi sicuramente è tutto a posto in quanto il problema si presenta solo in determinate circostanze e non sempre. Adesso la domanda, esiste una terapia per agire in fretta su questo problema? Ho estrema necessità di riprendere in mano la mia vita ed essere libero di andarmene in vacanza, entrare in un centro commerciale, andare in discoteca, andarmi a vedere un film al cinema e magari avere una relazione, insomma fare quello che fanno tutte le persone. Grazie.

15 Risposte

  • Miglior risposta

    Gentile utente,
    per ottenere qualsiasi risultato occorre pazienza e impegno. Se lei farà lo sforzo di andare "diverse" volte al cinema o altrove sopportando il disagio (o forse il senso di vergogna) di andare in bagno ogni 15/30 min. (per eliminare evidentemente piccole quantità di urina) senza preoccuparsi eccessivamente di chi potrebbe notarla, sicuramente, con gradualità i tempi si allungheranno e almeno questo disturbo tenderà a scomparire perché "è l'evitamento che rinforza il sintomo!".
    In più le suggerisco, come già detto, di riprovare la terapia psicologica affidandosi ad altro professionista.
    Cordiali saluti.
    Dr. Gennaro Fiore

    Medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

    Pubblicato il 19 Agosto 2015

    Logo Dott. Gennaro Fiore

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    • Buongiorno, concordo con i colleghi che le hanno risposto sul fatto che, con l'approccio psicoterapeutico adatto, potrebbe avere buone probabilità di risolvere questo suo problema. A mio giudizio l'approccio più adatto i questo caso potrebbe essere quello di Terapia Breve Strategica, che ha un'alta percentuale di successo con situazioni di questo tipo. Se fosse interessato, su internet può trovare l'elenco degli psicoterapeuti strategici di tutta Italia e scegliere quello più vicino a lei.
      Cordiali saluti,
      Laura Bologna

      Pubblicato il 25 Agosto 2015

      Logo Dott.ssa Bologna Laura

      1 Risposta

    • Egregio anonimo, il suo disturbo ha sicuramente una origine ansiosa somatizzata questo lo dimostra il fatto che lei ha questo disturbo quando deve uscire di casa o si deve impegnare in relazioni sociali eccetera. Con uno psicoterapeuta esperto nell'ipnosi terapia il suo problema può essere risolto molto bene, in tempi abbastanza brevi e risolutivi. Cerchi nella sua città o nelle vicinanze uno psicoterapeuta ipnoterapeuta. Saluti- Dott. Aulicino Vincenzo

      Pubblicato il 25 Agosto 2015

      Logo Dott. Aulicino Vincenzo

      2 Risposte

      2 Valutazioni positive

    • Buongiorno,
      per avere un contatto di un terapeuta a Verona, credo possa consultare l'elenco della sua città presente su questo sito, o consultare il sito dell'Ordine degli Psicologi della sua Regione.

      Non si scoraggi per un precedente percorso "non buono", tanti fattori diversi possono aver contribuito al non raggiungimento degli esiti da lei sperati. Questo non significa però che non possa teovare una soluzione adeguata a lei e alla sua problematica adesso.
      Dott.ssa Francesca Fedi

      Pubblicato il 25 Agosto 2015

      Logo Dott.ssa Francesca Fedi

      1 Risposta

    • Buongiorno,
      Da quanto scrive è possibile cogliere il suo stato di insofferenza e la situazione non sembra delle migliori.
      Per prima cosa le suggerisco di approfondire gli esami specifici per escludere che il disagio possa emergere da cause organiche e, in secondo luogo le consiglierei di riprendere la terapia e andare ad analizzare insieme al professionista il sintomo, la storia del disturbo, il suo stato emotivo e affrontare il disagio con delle strategie adeguate. Esporsi alla situazione che le crea disagio potrà aiutarla pian piano a star meglio.
      In bocca al lupo!
      Dott.ssa Michela Romano

      Pubblicato il 24 Agosto 2015

      Michela Romano
    • Grazie a tutti per le risposte, vi chiedo nuovamente se qualcuno ha da consigliarmi una/un collega che riceve a verona, così da poter iniziare quanto prima la terapia e tornare nel mondo reale

      Pubblicato il 22 Agosto 2015

      Anonimo
    • Vi ringrazio per aver dedicato del tempo a rispondermi, non vorrei approfittarne, ma per caso avete una/un collega da consigliarmi a Verona?

      Grazie

      Pubblicato il 20 Agosto 2015

      Anonimo
    • Proceda con gli accertamenti medici per identificare eventuali cause organiche. Sia nel caso in cui vi fossero rilievi organici, sia non vi fossero, è bene si appoggi ad uno psicologo.

      La selettività dei momenti in cui si verifica il suo bisogno di urinare e gli effetti di isolamento che ha provocato nella sua vita invitano a non indugiare nell'offrirle sostegno psicologico e un percorso riabilitativo e terapeutico.

      Non posso assicurarle, come richiesto, che il lavoro psicologico che intraprenderà le darà risultati rapidi perchè questo dipenderà da diversi fattori, da approfondire con chi la seguirà.

      Un saluto e un augurio per il suo percorso
      Dott.ssa Francesca Fontanella

      Pubblicato il 19 Agosto 2015

      Logo Dott.ssa Francesca Fontanella

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    • Gentile Anonimo,
      il disagio per la problematica e per ciò che ne consegue emerge chiaramente da questo messaggio. Così come emerge chiaramente l'insoddisfazione per la qualità della sua vita ed il desiderio di cambiare le cose.
      Non fornisce indicazioni in merito al percorso psicologico da lei intrapreso ma molteplici possono essere i motivi per cui non è stato efficace quanto sperava. Non mi precluderei però la possibilità di riprovare. Escluse le cause organiche, sono quelle psicologiche da approfondire. Potrebbe esserle utile, con questa ritrovata e forte motivazione, concedersi uno spazio nel quale approfondire il sintomo e manifestazioni ansiose conseguenti, collocarne l'esordio potendo così capire cosa stava accadendo nella sua vita in quel momento, approfondirne significato e funzione onde depotenziarlo, acquisire strumenti per gestire la situazione contingente, oltre che lavorare su di sè e sul suo funzionamento generale per cambiare prospettiva e migliorare la sua qualità della vita.

      Cordiali saluti,
      Dott.ssa Stefania Valagussa

      Pubblicato il 19 Agosto 2015

      Logo Dott.ssa Stefania Valagussa

      251 Risposte

      1001 Valutazioni positive

    • Buonasera signora Sciubba,
      grazie per la risposta, purtroppo non sono in grado di risponderle nello specifico, si parlava sempre dei miei stati d'animo, sogni e ogni tanto facevo dei test.

      Pubblicato il 19 Agosto 2015

      Anonimo
    • Buonasera Dott. Gennaro Fiore,
      la ringrazio per la risposta, ho contratto l ¡'epatite e per diversi anni ho seguito diverse terapie per debellarla e l'ultima non è stata per niente leggera e finché non avessi terminato queste terapie, avevo deciso ti mettere tutto il resto in secondo piano (mi riferisco al problema delle urine). Per quanto riguarda la terapia psicologica la seguivo correttamente con la massima dedizione in quanto estremamente bramoso di risolvere il problema.
      In merito alla questione dei luoghi che ho espresso desiderio di voler rifrequentare, sono d'accordo con lei che sono disponibili i bagni pubblici, l'unico problema è che lo stimolo mi viene ogni 15/30 minuti, azzerando quindi l'autonomia per poter fare qualunque cosa, immagini entrare al cinema per doversi continuare ad alzare per correre in bagno. Si renderà conto che diventa una situazione tutt'altro che piacevole e rilassante.

      Pubblicato il 19 Agosto 2015

      Anonimo
    • Gentile Anonimo
      chiaramente devi fare tutti gli esami che riguardano l'aspetto fisico del problema escludendo o curando eventuali patologie organiche ad esso connesse.
      In riferimento agli aspetti psicologici quello che noto dal tuo racconto è che ci sono delle incongruenze; mi spiego meglio:
      come mai questo problema ti avrebbe portato a rinunciare a qualsiasi rapporto sociale? In realtà mi sembra abbia fatto da comodo cuscinetto a tue difficoltà relazionali e altre. Tu dici anche che riguardo al lavoro questo problema è quasi inesistente ora... Rifletto: in ogni pizzeria c'è un bagno, nei cinema c'è il bagno, in ogni locale c'è il bagno e inoltre, di solito, per l'uomo è più facile gestire questo bisogno rispetto a quanto non lo sia per la donna...Sei molto timido e magari soffri di alcune inibizioni?
      Sicuramente nella tua situazione si è creato davvero un classico circolo vizioso dove l'evitare di affrontare il problema ha portato un aumento del sintomo, mentre laddove il problema è stato affrontato (vedi nel lavoro) il sintomo è diminuito.
      Queste cose dovrebbero farti riflettere.
      Ora la nuova situazione di forte ansia che ti trovi a vivere, ti segnala che è venuto il momento di rompre questa barririera di isolamento da cui ti senti protetto e che ti costringe a vivere al riparo da tutto.
      Quindi sicuramente devi cambiare e tornare a guardare il problema a partire dalla sua origine e cioè. insicurezza e paure.
      Devi tornare a vivere le esperienze della vita.
      Qui uno psicoter

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      Pubblicato il 19 Agosto 2015

      Logo Dott.ssa Silvana Ceccucci

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    • Salve,
      leggendoti, provo empaticamente un disagio corrispondente al tuo stato d'ansia e, secondo la mia impostazione psicodinamica-relazionale, nonché avvalendomi del parere dei tuoi medici che hanno escluso la causa organica del tuo disturbo, ritengo che nell'immediato ti sia necessario un breve supporto psicologico di tipo cognitivo-comportamentale. Ovviamente, ciò che complica il quadro è la slatentizzazione di un tuo stato di insicurezza del quale potresti discutere a posteriori, dopo aver sdrammatizzato la tua attuale preoccupazione. Non indugiare e cerca lo specialista idoneo che ti faccia uscire da quello che tu giustamente definisci 'circolo vizioso'. Auguri!
      Dott.ssa Carla Panno
      psicologa-psicoterapeuta

      Pubblicato il 19 Agosto 2015

      Logo Dott.ssa Carla Panno

      1029 Risposte

      500 Valutazioni positive

    • Gentile Anonimo,
      servirebbe, tra l'altro, di conoscere cosa è stato fatto durante la psicoterapia effettuata: quali argomenti sono stati trattati e in che modo? Quale indirizzo seguiva lo psicoterapeuta?
      Il consiglio è di cambiare psicoterapeuta ed indirizzo. L'approccio strategico breve potrebbe avere successo dove altri hanno fallito, ma potrebbe accadere anche il contrario. L'ideale a mio avviso è coniugare un'elaborazione del passato che è più propria di altri indirizzi, come ad es. la Gestalt, l'analisi Transazionale ecc. con le tecniche orientate al presente/futuro della Strategica Breve.

      Cordiali saluti

      Pubblicato il 18 Agosto 2015

      Logo Valentina Sciubba

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    • Gentile utente,
      faccia pure gli esami clinici che lo specialista urologo le chiederà per poter escludere l'origine organica del suo problema; tra l'altro lei non specifica di quale patologia " pesante " ha sofferto prima dell'inizio dell'attuale disturbo.
      Capisco che il suo sintomo rappresenta un deterrente per tutte le cose normali che vorrebbe fare e a cui rinuncia ma lei è proprio sicuro che se non avesse questo sintomo quelle cose le farebbe e non si presenterebbe piuttosto un sintomo diverso a fare da impedimento? Sto cercando di dirle che il sintomo urinario è soltanto la spia di un disagio molto più grande e profondo da trattare con terapia psicologica.
      Lei dice di aver già avuto una esperienza di psicoterapia e di aver smesso dopo due anni perchè non vedeva miglioramenti. Premesso che il tipo di psicologo e di psicoterapia può anche essere una variabile importante, è proprio sicuro di essere stato regolare e continuativo nelle sedute per due anni ?
      Ad ogni modo non vi è altra soluzione, in caso di esami clinici negativi, che riprendere la psicoterapia magari sperimentando un approccio strategico breve che personalmente non prediligo.
      Stante il suo sintomo, non dimentichi che nei posti di vacanza, nei centri commerciali, nelle discoteche, nei cinema, e ovunque lei volesse andare non mancano i servizi igienici per chi ne ha bisogno e questa può essere una premessa per non rinunciare e decidere di affrontare la sua difficoltà.
      Cordiali saluti.
      Dr. Gennaro Fiore
      medico-

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      Pubblicato il 18 Agosto 2015

      Logo Dott. Gennaro Fiore

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