Ci si salva da soli ??

Inviata da Mary · 24 giu 2018

Salve a tutti, ho bisogno di un consiglio in merito ad una situazione paralizzante.
Sono una giovane signora di 25 anni, abito ancora con mamma e papà e ormai ci sono giorni in cui le mie intenzioni accarezzano pericolosamente l’omicidio di massa (in senso figurativo ovviamente).
Mi spiego meglio.

Premetto che la mia situazione familiare non è mai stata delle più floride con frequenti litigi e sin da bambina sono stata abituata a vivere in un clima di pesantezza e dispotismo, vuoi perché vedevo i miei picchiarsi, vuoi che a volte (spesso) ero proprio io a mettermi in mezzo per evitare scontri fisici tra loro, vuoi che ho sempre dovuto vedermela da sola in quanto figlia unica, vuoi che a volte sono stata proprio io a avere scontri violenti con mio padre (verbali e non). Vuoi che lo sopporto ormai da 25 anni e mi sono allegramente rotta i cosiddetti.

La situazione peggiora/migliora quando a mio padre viene diagnosticato un cancro contro cui sta combattendo da circa 4 anni. Peggiora perché comunque una malattia del genere non è una cosa facile da affrontare sia per il malato sia per le persone che gli stanno attorno, migliora in quanto mio padre inizia ad affidarsi a dio o a chi per lui e quindi inizia a comportarsi seguendo i precetti della religione cristiana perché nei suoi pensieri dio è come se fosse babbo natale e quindi se fa il buon cristiano gli toglie il cancro.

L’ultima operazione l’ha ricevuta a settembre 2017 dopo aver trascorso un mese all’istituto tumori e poi dopo una settimana è tornato a casa.
Il rientro non è stato dei più facili, volavano parole cattive, comportamenti scorretti, astio, rancore, rabbia e odio erano sempre sul menù del giorno fin quando poi è tornato a lavorare e sia io che mia mamma abbiamo iniziato a riprendere un po’ di fiato.

Fino a novembre 2017, quando la situazione si era un po’ alleggerita ecco un’altra mazzata tra capo e collo.
Mia nonna cade (la mamma di mia mamma) e si frattura il femore o una cosa del genere.
Dato che ha tipo 90 anni il recupero ad oggi non è ancora avvenuto (siamo a giugno 2018) e quindi necessita di costante aiuto e assistenza.
Le abbiamo messo una badante ma ciononostante vogliono la presenza di mia madre tutti i giorni a casa loro, vuoi per un motivo, vuoi per un altro riceviamo una quindicina di chiamate al giorno dai miei nonni.
Ora, perché non vogliono restare soli con la badante è mistero. Non li maltratta né niente anzi è una bravissima donna. E su questo sono sicura.
L’unica risposta che posso darmi, vedendo la situazione dall’esterno, è che a mia nonna piace spettegolare e quindi con mia madre si trova meglio. E comunque resta sempre la figlia anche se l'ha rinnegata più volte in passato, trattandola molto molto male.

A maggio del 2018, a mia madre è comparso un dolore al ginocchio che nonostante le cure fai da te non ne vuole proprio sapere di andarsene. Lei si è autodiagnosticata, grazie al dottor Google, una rottura del menisco. Al che dato che Google non mi pare abbia una laurea in medicina, la invito con insistenza a farsi visitare da un vero medico, di quelli in carne ed ossa per intenderci, ma le mie parole entrano da un orecchio ed escono da un altro. Quindi le ho proposto almeno di iniziare a perdere peso perché 115 chili su un 1,65 cm sono eccessivi così eventualmente da trarne giovamento. Ma niente, nemmeno questa mia proposta viene ascoltata perché è stata in dieta da quando era bambina e adesso a 54 anni non ne vuole sapere più.

Quindi si lamenta un continuo della situazione di mio padre despota( dico despota perché suppongo si indichi con questo termine una persona che ti priva della libertà di agire e qualora riuscissi a fare qualcosa che ti va di fare comunque ti devi subire i suoi giudizi e le sue litanie del tutto insensate e incoerenti), di mia nonna che la vuole tutti i giorni e le toglie quel minimo di libertà che aveva, di mio nonno che nonostante lo si aiuti in tutti i modi non ti ringrazia nemmeno per sbaglio.

Le ho detto più volte di pensare a se stessa, che la badante ce l’hanno e che quindi può prendersi un po’ di pausa da questa situazione ma non ne vuole sapere, si vuole lamentare e basta. Di azioni concrete non ne fa.
Con mio padre mi azzuffo io, pur di togliere a mia madre questa incombenza ma sinceramente alla lunga stanca e poi comunque ho la mia vita da vivere, sono una laureanda in ingegneria, non posso passare il tempo sempre in mezzo a beghe familiari, sia perché appunto non posso ma soprattutto perché non voglio. Mio padre è una persona del tutto inutile, un ignorante saccente che se non si fa come dice lui allora non si deve fare niente. Inutile ragionarci. Inutile trovare compromessi. Tutto è inutile con lui. Tutto. Anche il cristianesimo ha fallito perché è tornato peggio di prima.

Quello quindi che mi preme di più è mia madre che col passare dei mesi si sta trascurando sempre di più.
Ma come si fa a convincere una persona che questo è solo un periodo e in quanto tale passerà?
Come posso convincerla a prendersi cura di sé? Iniziando dal dolore al ginocchio e dal forte sovrappeso?
Come posso abbattere questo muro di rassegnazione che la circonda?
Ma la domanda giusta è: posso io effettivamente farci qualcosa?

Saluti e grazie.

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Miglior risposta 24 GIU 2018

Buona sera Mary
Le dinamiche familiari che descrivi sono complesse e articolate. Ma vorrei rispondere in maniera diretta alle tue domande: dinanzi ad una persona in difficoltà, si può porre attenzioni ed essere disponibili ad aiutare, ma non ci si può sostituire alla persona interessata.
Ad esempio, potresti tu individuare uno specialista per indagare il problema al ginocchio, ma non è possibile intraprendere un percorso di cura al posto di tua madre.
Ti consiglio un cambio di prospettiva: invece di consigliare un dottore, cercatelo insieme, coinvolgila in un'attività fisica (una passeggiata al parco),o altro in base ai tuoi/suoi interessi.
Fare le cose, invece di dire di farle, può avere un impatto differente.
Dott.ssa Bracci

Dott.ssa Lorenza Maddalena Bracci Psicologo a Guagnano

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27 GIU 2018

Cara Mary, la tua storia sembra travagliata e difficile da gestire.....e mi chiedo quanto buona parte delle cose siano per certi versi sulle tue spalle. Chiedi "aiuto" per tua madre, e in questo caso mi sento di dirti che se non vuole farsi aiutare non puoi sostituirti a lei...puoi provare, però, a parlarle apertamente. Dicendole non tanto cosa deve o non deve fare, ma come ti senti tu in questa situazione e le preoccupazioni che ti porti dietro in merito alla sua salute fisica e psichica. Leggendoti, però, mi è venuto subito da pensare "ma a Mary chi è che la sostiene?"...spero di sbagliarmi, ma sento tanta solitudine e difficoltà ad ascoltarti e ascoltare i tuoi bisogni, come se quasi tu non ne avessi diritto.
Se dovessi sentire un "peso" troppo grande, non esitare a chiedere aiuto. Questo non vuol dire essere deboli, ma forti.
Auguri di cuore per la tua vita, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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