Chiusura e fatica con la scuola a 7 anni

Inviata da Simona · 26 ott 2015 Disgrafia

Salve, mio figlio frequenta la seconda elementare; le maestre mi hanno convocata per mandare mio figlio dalla logopedista a causa di alcuni problemi rilevati; difficoltà nel ricopiare alla lavagna, errore nello scrivere correttamente alcune lettere, problemi di spazialità è problema più importante, chiusura a causa della sua timidezza.
Mio figlio è in soggezione con l'adulto, con i compagni e gli amici invece è un chiacchierone. A casa la sua vita è serena è circondato da amici e persone che gli vogliono bene. Gioca bene da solo ma spesso, a volte troppe volte, domanda a noi di guardarlo mentre compie un'azione. Col padre vive un rapporto conflittuale. Litigano sempre. Il padre lo tratta come se avesse 20 anni.
La logopedista, dopo analisi, ha confermato la presenza di problematiche: disturbo dell'attenzione e disgrafia ma il problema più serio è la timidezza.
Il prossimo incontro con gli specialisti avverrà fra un mese.
Nel frattempo ho bisogno di capire come aiutarlo a casa.
Mi scuso per il mio dilungarmi e spero di aver inserito tutti gli elementi per farvi comprendere il problema , affinché mi aiutiate a trovare una soluzione,
Grazie

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Miglior risposta 26 OTT 2015

Gentile Simona,
le maestre della scuola elementare di suo figlio, avendo l'occhio allenato, le hanno segnalato alcune carenze del bambino dandole la possibilità di poter intervenire affinchè siano messi in atto gli interventi correttivi opportuni.
Tenga però presente che, oltre alla scuola, le relazioni familiari e il tipo di educazione data al bambino incidono molto sul suo sviluppo emotivo-affettivo oltre che cognitivo e lo stile educativo adottato inconsapevolmente da suo marito, probabilmente troppo esigente rispetto all'età del bambino, può avere avuto o può avere efetti negativi riguardo alla timidezza e/o alla costruzione del senso di autostima del bambino stesso.
Pertanto, in collaborazione col lavoro della logopedista, consiglio un percorso di psicoterapia familiare affinchè il bambino viva nel modo migliore il periodo evolutivo in questi anni.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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26 OTT 2015

Cara Simona,
vi siete mossi bene per rispondere alla segnalazione delle maestre, bravi! IL suggerimento è di contattare anche uno psicologo.
E' bene possiate comprendere quanto prima quali siano i meccansimi che fanno essere "timido" il bambino e in soggezione con l'adulto.

Le motivazioni sono diverse. Vedo che lei ci sta riflettendo e ha cominciato a cercare nelle relazioni familiari una possibile origine del comportamento del bambino. Occorre dare un senso al suo comportamento e esplorarne con accuratezza l'origine.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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26 OTT 2015

Gentile Simona,

ottimo che le maestre di suo figlio le abbiano segnalato alcune difficoltà del bambino e che lei si sia mossa tempestivamente per aiutarlo nel miglior modo possibile.
La timidezza, invece, è un problema che è bene trattare specificatamente, anche perchè può essere aggravata dalle difficoltà scolastiche. Io consiglio di chiedere l'aiuto di uno psicologo dello sviluppo. Inoltre, in libreria si possono trovare libri interessanti, scritti specificatamente per i genitori, che, sebbene non sostituiscano l'intervento di un esperto, possono comunque essere un valido supporto per lei e suo marito su come aiutare il bambino.

Dott.ssa Chiara Ostini (Milano)

Dott.ssa Chiara Ostini Psicologo a Milano

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26 OTT 2015

Buongiorno Simona, mi pare che per le difficoltà scolastiche di suo figlio lei si sia mossa in modo adeguato. Per affrontare la questione di quella che lei chiama "timidezza" di suo figlio, purtroppo ci sono troppo pochi elementi. Una consulenza familiare la potrebbe aiutare a fare luce sulle dinamiche relazionali della vostra famiglia.
Cordialmente
Claudia Vian

Dott.ssa Claudia Vian Psicologo a Mirano

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