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Chiedo un parere su come relazionarmi con mia moglie

Inviata da G.M.G: il 15 apr 2014 Terapia di coppia

Buongiorno, scrivo per chiedere indicazioni su quale possa essere il comportamento più corretto da assumere nei confronti di mia moglie. Lei in casa fa il bello e il cattivo tempo, regolarmente presenta dei momenti di incontenibile nervosismo, che nascono da cose anche futili, e che evolvono in attacchi di ira e di violenza verbale con parole contro di me anche umilianti, e aumento notevole del volume della voce, anche davanti ai nostri figli piccoli; ho provato a reagire, sempre con le parole, ma lei diventa ancora più feroce, ho provato a evidenziare che mi fa del male, ma lei sembra, invece, godere del suo sadismo; ho notato, quindi, che l'unico modo per farla calmare, è quello di non rispondere, di stare in silenzio assoluto, e di attendere con pazienza che sfoghi tutta la sua rabbia; ovviamente questo per me è frustrante e mi rende, in quei momenti, triste ed infelice. Passata la tempesta mi si avvicina per fare pace senza tuttavia chiedermi apertamente scusa.
Nel ringraziarvi, rimango in attesa di un vostro eventuale consiglio al riguardo.

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Buonasera G.M.G.,
Concordo con la collega, che sottolinea l'importanza di parlarne con sua moglie in un momento di tranquillità, anche lontano dall'evento "rabbioso".
Immagino che la situazione sia per lei particolarmente frustrante e faticosa, per questo credo possa essere utile provare a confrontarsi con sua moglie tenendo conto del fatto che l'essere sempre arrabbiata o nervosa potrebbe essere anche per lei stessa molto faticoso, perché porta a vivere in maniera contratta, "costantemente sulle spine".
Nel rispondere alla sua domanda, cerco di prendere in considerazione anche il punto di vista di sua moglie, perché iniziare il confronto con la partner empatizzando e provando a capire se si tratti davvero solo di rabbia fine a se stessa o piuttosto di un atteggiamento che sottende altri sentimenti e motivazioni (ad esempio, stanchezza, insoddisfazione, inquetudine...) , può essere utile per farla sentire capita, evitando che il dialogo si trasformi in un nuovo motivo di conflitto, bensì risulti utile per entrambi. Durante il dialogo, come già suggerito dalla collega, potrebbe essere importante capire quali siano gli eventi, i pensieri o i comportamenti che scatenano questi sentimenti e reazioni in sua moglie e come aiutarla ad evitare le manifestazioni più esplosive, che causano frustrazione e fatica, probabilmente in entrambi.

Un grosso in bocca al lupo!

Dott.ssa Alessia Romanazzi Psicologo a Saronno

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Gentile utente,
difficile darle una risposta utile senza conoscere altri dati sulla vostra vita personale e di coppia. Potrebbe essere necessario cercare di modificare qualcosa nel vostro menage, ma senza altre informazioni, ciò resta solo una ipotesi vaga.
Le consiglio comunque di consultare uno psicologo di persona che sappia perseguire l'obiettivo di migliorare la comunicazione tra voi coniugi. Gli pscoterapeuti della Gestalt dovrebbero essere particolarmente idonei.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Ringrazio tutti di cuore per i suggerimenti che proverò a mettere in atto, cercherò di parlare con mia moglie in un momento di calma, magari proprio dopo la crisi, perchè mi sembra più malleabile e con una luce diversa negli occhi. Cercherò ci capire cosa la tormenta. Può esser forse utile segnalare che queste crisi, pur essendo certamente favorite dalla stanchezza (lei lavora come supplente e si dà da fare anche in casa e con i figli ma io comunque le do una mano), erano comunque già presenti da fidanzati, quindi probabilmente legate anche a fatti antecedenti alla nostra relazione: al riguardo segnalo che quando nel litigio c’è una reazione da parte mia, lei a volte mi dice: “Te ne approfitti perchè ti ho raccontato quelle cose” riferendosi a violenti litigi avvenuti nel passato fra i suoi genitori, nei quali suo padre, adesso defunto, avrebbe minacciato sua madre con un coltello.
In merito alle cause sui litigi posso segnalare: malintesi su cose anche le più insignificanti (es. scelta della posizione di un tavolo al ristorante, posizionamento ombrellone sulla spiaggia libera), gelosia (anche una donna in televisione innesca la miccia), scarsa attenzione (dice che non l’apprezzo abbastanza come donna specie a letto), partite di calcio, ma ogni volta che mi chiede di uscire lo faccio rinunciando alla partita, rapporti conflittuali con i vicini (sono troppo disponibile e non la difendo abbastanza), educazione figli (es. mio figlio che già litigava con mia moglie perché faceva storie per lavarsi i denti, mi portò uno spazzolino bagnato ingannandomi che aveva provveduto a lavarseli).Forse io sarò anche poco attento e reattivo rispetto alle sue esigenze e cercherò di migliorare sotto questo profilo, ma credo che fondamentalmente tutte le cause illustrate, in particolare quelle futili, siano dei pretesti per poter sfogare “ciclicamente” la sua “misteriosa” rabbia interiore.
Nel ringraziare ancora per il prezioso supporto, porgo cordiali saluti

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Buongiorno G.M.G.
sicuramente per lei non è una situazione facile, ciò che mi viene da chiederle è se le ha mai chiesto il perché di questi comportamenti e cosa prova in quei momenti e spiegarle come si sente lei, magari dopo lo sfogo di sua moglie.Inoltre penso che i silenzi di cui parla non portino ad alcuna soluzione dovrebbe cercare di parlarne con sua moglie, altrimenti la situazione non cambierà e gli episodi si ripeteranno.D.ssa Anna Medici

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Salve G.M.G., Visto che il problema è tuo, sarebbe importante sapere in quali di quei momenti che tu definisci futili, scattano questi spiacevoli meccanismi in tua moglie. Magari sono motivi nei quali , il trovare un comune denominatore potrebbe dare inzio ad una traccia da percorrere. Resta di positivo, come dici, che a scarica avvenuta, rimanga in lei il desiderio di avvicinarsi a te ed ovviamente,senza chiedere scusa, perché probabilmente si aspetta di essere capita in qualcosa che a te sfugge, ma per lei importante. Prova parlarne 'a freddo', chiedendole appunto i chiarirti quando e perché ti vive in modo frustrante. Potrei darti un aiuto maggiore in seguito alla 'mossa' che ti ho suggerito, Buon proseguimento!

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Gentile sig. G.,
en passant Lei accenna ai figli piccoli e al fatto che la moglie è "regolarmente presente". Si tratta di una casalinga (magari temporanea) a casa con più figli piccoli? Faccio questa domanda perchè - dalla mia esperienza clinica e dalla letteratura in merito - questa fase è per la donna una delle più difficilli e pesanti. Dorme poco, ha molto lavoro, non ha più tempo per sè, si sente corporeamente cambiata, prova scarso o nullo desiderio sessuale. Tutto ciò la rende impaurita e nervosa e vorrebbe che il marito semplicemente la abbracciasse e la con-tenesse - come una bambina. Ma al contempo si chiude dentro una corazza. I Consultori sono attrezzati per aiutare le coppie in questo specifico momento: perchè non approfittarne?.
Saluti cari.
Dr. Brunialti, Psicoterapeuta e Sessuologa, Rovereto (TN)

Dr.Brunialti, psicoterapeuta, sessuologa, psicologa europea Psicologo a Rovereto

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Vorrei aggiungere all'ottimo scritto della dottoressa Erica una breve considerazione. Una donna che vive tutto il giorno con bambini piccoli nella propria casa è costantemente in attenzione e questo a lungo andare causa disagio e solitudine che come nel suo caso, si riversano sul coniuge non appena entra in casa, ora io mi immagino che questa signora abbia bisogno di un momento per staccare la spina ciò è necessario. con questa situazione di tensione certamente è difficile che quando lei rientra a casa, la signora corra fresca come una rosa ad bracciarla; per sbloccare questa situazione è necessario che lei marito quando rientra a casa si occupi dei bambini, dando la possibilità alla sua signora di occupare un suo spazio personale. Per poter parlare di questa tensione è necessario trovare un posto fuori dalla propria abitazione ad esempio può essere molto interessante portare moglie e figli in una pizzeria e mentre i figli fanno un po' di confusione, voi potreste trovare il modo per affrontare questi problemi. Come proposta può sembrare assurda ma in realtà l'abitazione fa da àncora di condizionamento, nella nostra casa ci sentiamo padroni di fare qualsiasi cosa e perdere facilmente le virgolette.

Dott. Aulicino Vincenzo Psicologo a Gubbio

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Buongiorno G.M.G.,
la domanda che pone è abbastanza articolata. Come prima cosa mi verrebbe da chiederle se ha mai provato a parlarne con lei, non quando l'emozione che prova è ingestibile, ma in un momento in cui è calma (anche a distanza di un pò di tempo se è necessario). Infatti basta pensare a noi, quando l'emozione è troppo forte non riusciamo a pensare con chiarezza. Anche la modalità con cui parlarne è importante, magari potete cominciare a capire come mai prova questi stati emotivi, come lei possa aiutarla per evitare di arrivare a quelle mastifestazioni, che lei descrive come "esplosive". Se riuscite a lavorare sui motivi antecedenti/scatenanti rompete la catena causa-effetto-conseguenza. Cordialmente.

Dott.ssa Erica Zanghellini Psicologo a Pergine Valsugana

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