Chiedere o no aiuto professionale?

Inviata da Carolyn · 3 feb 2018 Ansia

Salve, sono una ragazza di 20 anni, sto attraversando un periodo di forte confusione e ansia, alterno periodi in cui sono relativamente entusiasta delle mie amicizie, dei miei studi e delle mie attività, ad altri in cui mi sento profondamente triste, demotivata, ansiosa, piena di dubbi su quasi ogni cosa, tanto da farmi pensare che nulla abbia senso. Ogni volta però questi momenti come venivano passavano senza un apparente motivo logico e conseguentemente riuscivo più o meno a superarli da sola. Adesso però sento che questi periodi si fanno sempre più pervasivi ed intensi tali da rendermi sempre distratta soprattutto dagli studi, inoltre, ho crisi di pianto almeno ogni giorno, l'ultima delle quali mi ha portato ad un episodio di autolesionismo che mi ha permesso di far cessare momentaneamente il dolore interiore che mi portavo dietro. Ho provato ad esternare i miei sentimenti alle mie più care amiche (non le ho informate però dell'autolesionismo), le quali mi hanno fatto sentire ancora più in colpa e debole poiché mi hanno detto che sono cose normali, e che episodi di tristezza e sbalzi di umore capitano anche a loro. Tutto questa situazione mi ha fatto sorgere questo dubbio: devo chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta nonostante probabilmente da un giorno all'altro potrei stare meglio senza che io faccia nulla per esserlo, oppure devo aspettare come altre volte che questo periodo passi? Ovviamente, chiedere aiuto e in qualche modo "dimostrare" di essere debole agli occhi degli altri (soprattutto a quelli dei miei familiari) mi provoca frustrazione e disagio. So che in fondo ci sono questioni irrisolte dentro di me, e che la psicoterapia mi può sicuramente aiutare a capire quello che mi succede (ho già tratto giovamento dalla psicoterapia in precedenza), ma non so per quale motivo io mi blocchi a chiedere aiuto, o meglio ad ammettere a me stessa di aver bisogno di sostegno, è come se mi fossi autoconvinta di essere capace di uscirne da sola, quando la realtà è ben diversa. Sono confusa e spaventata da questa situazione, è come se avessi perso il controllo della mia vita. Ringrazio anticipatamente delle risposte che spero mi illuminino definitivamente la mente verso il giusto cammino.

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Miglior risposta 5 FEB 2018

Cara Carolyn,
Mi accodo ai colleghi nel sottolineare che sai già quale è la strada migliore da intraprendere in questo momento così difficile per te.
Certo, non è facile e non sarà un percorso leggero e privo di momenti dolorosi (è giusto che tu lo sappia), ma di certo è importante per te andare forse un po' alla radice della problematica, soprattutto a fronte del gesto di autolesionismo, fatto per il bisogno di tappare e "alleviare" un po' quel senso di confusione, di numerosi pensieri e di intenso dolore emotivo.
Affrontare, con l'aiuto di uno psicoterapeuta tutto ciò mettendo mano a nodi dolorosi della propria vita, io lo chiamo coraggio e forza, e di certo non debolezza.
Sai, potrebbe anche essere come la volta precedente che hai descritto poi passi, ma hai visto perfettamente che è stato un momento, e che non è stato risolto, quindi di sicuro una psicoterapia potrà esserti di immenso aiuto nell'inquadrare il tuo funzionamento, cosa ti fa realmente soffrire, quali sono i nodi critici su cui hai difficoltà a stare e imparare così modi più funzionali per gestirli.

Ti faccio i miei auguri e resto a tua disposizione per qualunque chiarimento o approfondimento.
Dott.ssa E. Parise

Dott.ssa Elena Parise Psicologo a Pontedera

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20 DIC 2018

Carissima,
la risposta è semplice: i suoi disturbi sono ricorrenti quindi i casi sono due. O lei accetta che vengono e vanno via, o lei è stufa di tutto questo e allora l'unico modo per eliminarli definitivamente è quello di arrivare alla radice tramite una psicoterapia. Fra l'altro lei già in passato ha avuto una esperienza positiva con la terapia.
Può rivolgersi ad uno psicologo della sua zona o lontano ma che usi Skype!

Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

Dott. Angelo Feggi Psicologo a Genova

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6 FEB 2018

Cara Carolyn, continua a fidarti di te stessa e del fatto che dentro di te vuoi stare bene. La tua sofferenza oggi ě cosï grande da portarti a farti del male per alleviarla un pó, ma sappi che se ci lavori domani potrebbe essere alleviata. Non ě forte chi non chiede aiuto, ě proprio il contrario. Fare una psicoterapia vuol dire accettare di farsi "accompagnare" in un lavoro che sarai TU a dover fare, in un cammino che saranno i TUOI piedi a dover percorrere...ma puoi concederti di non fare tutto questo da sola e di farti guidare da un'altra persona, che sarâ lí ad "avvertirti" se magari durante il cammino vede una pietra che potebbre farti cadere e che tu non avevi notato...oltre, naturalmente, a darti la possibilitá di sperimentare la sicurezza di una relazione che ti supporta e ti accompagna nelle sfide della vita. Coraggio!

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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5 FEB 2018

Cara Carolyn....se a casa tua hanno fatto passare l'idea che "forte" significa non avere emozioni come un automa, hanno fatto un bel danno.
Hai descritto ansia, ciclotimia e disturbo distimico: una psicoterapia ti farebbe sentire molto meglio e, soprattutto, capire cosa ti sta accadendo. Coraggio.

Anonimo-157342 Psicologo a Montebelluna

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5 FEB 2018

Cara Carolyn,
Innanzi tutto volevo rassicurarti sul fatto che che la difficolta' a chiedere aiuto e l'idea di dovercela fare da soli sono molto diffusi tra le persone. Quello che chiami "blocco" è la normale resistenza ad affrontare fino in fondo una situazione che da una parte ci fa soffrire, dall'altra ci mette quasi in gara con noi stessi, e da cui vorremmo uscire "vittoriosi". Di solito però si tratta di una trappola mentale che creiamo dentro di noi, e che non solo mantiene, ma addirittura peggiora il nostro stato. Concordo con i colleghi sul fatto che la vera forza sta nell'affrontare e nel rischiare, piuttosto che nel crearsi illusioni, ma naturalmente sta a te decidere come muoverti e quali scelte fare.
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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5 FEB 2018

Gentile Carolyn,
è vero che le oscillazioni dell'umore e dell'ansia sono una cosa normale ma solo quando sono di scarsa entità.
Lei invece è arrivata a compiere autolesionismo per contrastare il dolore interiore e quindi non si è più nella fisiologia.
Inoltre andare dallo psicologo non deve essere inteso come un atto di debolezza ma di responsabilità come lo è andare dal medico per essere curati da una malattia organica.
Infine, se ha già tratto giovamento da un precedente percorso di psicoterapia (forse interrotto prematuramente), non vedo il motivo per cui non possa e debba ripeterlo adesso.
Sicuramente i suoi genitori non la criticheranno per questo ma apprezzeranno il suo senso di responsabilità e la sosterranno in questa iniziativa.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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4 FEB 2018

Gentile Carolyn,
Mi dispiace per quello che sta passando. Capisco anche la difficoltà nel prendere la decisione di rivolgersi ad un professionista ma credo che lei sappia già qual'è la scelta migliore per lei. Sebbene questi periodi negativi passino, non sarebbe meglio arrivare a non soffrirne con questa intensità?
Una terapia potrebbe sicuramente aiutarla e mi sento di dirle che rivolgersi ad uno psicologo non significa essere debole ma anzi dimostrare di saper chiedere aiuto come per qualsiasi altro aspetto della nostra vita, può essere un segnale di forza e amore per se stessi.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)

Dott.ssa Daniela Vinci Psicologo a Arluno

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4 FEB 2018

Cara Carolyn,
da quanto scrivi sembra che in realtà tu sappia bene quale sarebbe la giusta strada da intraprendere in questo momento. Chiedere aiuto più che una dimostrazione di debolezza è al contrario una grande dimostrazione di forza nei confronti di se stessi, una scelta che implica il voler intraprendere un cammino non sempre semplice, ma che tante volte è l’unico modo per poter affrontare ed elaborare diversi aspetti della nostra storia di vita che altrimenti continuerebbero ad influenzare il nostro benessere. Il mio grande augurio e consiglio è quindi quello di dar ascolto a te stessa e rivolgerti ad un terapeuta della tua zona quanto prima.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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