Che posso fare?

Inviata da Gaia · 25 gen 2018 Crisi esistenziale

Buongiorno, parto col dire che di questa cosa già ne ho parlato con diverse persone, tra cui anche un adulto. Premetto anche che, anche se stato messo in dubbio diverse volte, ora il mio orientamento sessuale è ben definito (etero).
È molto lunga come storia, dato che va avanti da poco più di due anni.
Ho un problema con la mia prof di inglese, anche se credo che il problema sia solo con me stessa.
Iniziò tutto verso la metà della prima media, quando questa prof ebbe una perdita in famiglia. Data questa perdita, lei rimase a casa per un bel lasso di tempo, durante il quale sentii veramente molto la sua mancanza. Quando finalmente la professoressa tornò, era cambiata tantissimo, sia dal punto di vista fisico, che dal punto di vista emotivo; da quella donna forte e felice che conoscevo, si era trasformata in una donna fragile e sciupata. Sciupata in tutti i sensi, aveva perso come minimo sei/sette chili, i quali si notavano abbondantemente data la sua corporatura già alquanto esile. E già da qui, iniziai a capire che qualcosa in me stava cambiando, come se quella semplice stima che provavo nei suoi confronti, si fosse tramutata in qualcosa che assomigliava di più ad un sentimento di protezione, di compassione; era come se cercassi in tutti i modi di proteggerla da quel dolore che stava provando.
Iniziarono le tanto attese vacanze estive, nelle quali però mi venne molto spesso in mente questa professoressa. Ero troppo piccola per capire, capire che da lì, molto probabilmente, sarebbe cambiata in qualche modo la mia vita.
Da metà agosto ad ottobre del 2016 ci fu come un vuoto, un periodo in cui smisi di pensare completamente a tutto, nel quale pensavo solamente a divertirmi. Ripensandoci ora, quel periodo non è stato dei migliori, soprattutto per la scuola, visto la mia quasi completa incapacità di concentrazione.
Proprio dall'ottobre del 2016, questa professoressa, iniziò a notare le mie doti nella lingua che insegnava. Ogni giorno mi faceva complimenti, nonostante fosse una persona molto "tirchia" di complimenti; queste attenzioni mi facevano sentire speciale, mi facevano stare bene, ma non lo esternavo affatto, perché non sono solita a farlo, tendo molto a chiudermi, a tenermi tutto dentro, come se i miei pensieri fossero intrappolati nella mia mente.
Verso novembre la prof mi propose di fare questo corso di potenziamento pomeridiano che faceva lei; inizialmente io rifiutai, ma lei continuò ad insistere, fino a convincermi. Era come se mo volesse per forza a quel corso, come se lei veramente credesse nelle mie capacità; io non ero abituata. Nonostante i miei voti molto alti, non ero abituata a delle persone che vedessero un vero potenziale in me.
Fino a qui può risultare tutto molto scorrevole, una cosa alquanto "normale". Non durò molto, perché questa prof non è proprio una persona dolce e carina, una di quelle che piacciono perché sono gentili. Lei è tutto il contrario. È una persona fredda, chiusa, riservata, che spesso tende a sminuire tutto ciò che fai (infatti non riesco a spiegarmi il motivo di tutti quei complimenti). Io sono molto sfrontata, alcune volte anche strafottente, e di solito questo non piace molto alle persone, infatti fu così. Da circa gennaio la prof iniziò a sminuire tutto ciò che facevo, tutte le cose meritevoli, ogni bel voto, tutto. Sminuiva ogni singola cosa, davanti tutta la classe, ma soprattutto davanti ai miei occhi. Mi faceva malissimo, ero praticamente distrutta da questa cosa, che andò avanti quasi fino alla fine della seconda media. Ma la cosa che tutt'ora non riesco a spiegarmi è una sola: perché durante le lezioni della mattina mi sminuiva sempre, mentre invece durante le lezioni di potenziamento mi faceva i complimenti, rideva e scherzava con me? Non lo capirò mai.
Facendola breve, agli inizi si settembre venni a sapere della sua gravidanza, ormai al sesto mese. Quel giorno mi cadde il mondo addosso, perché durante tutta la seconda media, io ero sicura di essere innamorata di quella prof, praticamente innamorata. Innamorata della sua freddezza, del suo essere severa, del suo atteggiamento, del suo corpo, dei suoi pensieri. Completamente innamorata di lei. Sì, perché a me non piacciono le persone dolci, quelle che ti riempiono di gentilezze; mi piacciono quelle a cui devi tenere testa, quelle difficili. Ma in tutto ciò non avevo tenuto conto che lei fosse una donna di quarant'anni, sposata e con due figli, ma prima di tutto una mia professoressa. Ritornando al discorso della sua gravidanza... dopo un po' accettai questa cosa, credo proprio nel momento in cui la vidi sorridente, con il pancione e finalmente senza quei solchi che aveva sul viso. Ero veramente felice per lei, era bellissima.
Ero consapevole che ben presto se ne sarebbe andata, infatti ad ottobre entrò in maternità, lasciando il suo posto ad una professoressa che non c'entra completamente nulla con lei.
Tutt'ora continuo a sognarla quasi ogni giorno, sperando che lei ritorni presto, così da poterle dire tutto ciò che ho provato per lei in questi anni. Non ho mai pianto per lei, non perchè non me ne importasse nulla, ma perché sono una persona che le lacrime le risparmia sempre, tenendosi il dolore tutto dentro.
Ora come ora, vorrei solo guardarla in faccia ed abbracciarla, darle quell'abbraccio che tanto avrei voluto. Mi basterebbe anche riuscirle a dire qualcosa, perchè la cosa che mi fa più male è proprio quella di non riuscire a parlarle di questo, di non riuscire ad avere una conversazione con lei senza che le gambe mi tremino.
Dovrei parlarle? Se sì, come dovrei procedere?
Grazie per l'attenzione,
Gaia.

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Miglior risposta 27 GEN 2018

Cara Gaia,
Succede in adolescenza di "innamorarsi" di persone che ammiriamo e stimiamo, e che diventano i nostri punti di riferimento. A volte però i sentimenti sono così forti e inaspettati che dentro di noi si confondono in modo doloroso, perché non ne capiamo bene la natura. A mio parere la tua ammirazione per questa professoressa è dovuta al fatto che ti rispecchiavi in lei, e ne hai fatto il tuo modello, forse esasperando però un sentimento di sfida. Ora i tuoi sentimenti sono cambiati, e' come se si fosse sciolto qualcosa, sei felice per lei e vorresti semplicemente dirglielo, ma per te è un problema esprimere i tuoi sentimenti, soprattutto quelli positivi, perché temi le tue fragilità. Ti consiglio però di non continuare a nasconderle dietro un'apparente indifferenza o forza, perché questo ti costringe a mantenere una maschera e ti impedisce di essere libera. Trova il modo di mandarle un messaggio affettuoso, scegli tu il modo (sms, wapp, Facebook...), le possibilità non mancano, e corri il rischio di essere te stessa, ti sarà molto utile...
Cordialmente
Dr.ssa M. Sara Sanavio
Perugia

Dr.ssa M.Sara Sanavìo Psicologo a Perugia

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