Che fare?

Inviata da Ally. 21 nov 2015 2 Risposte  · Terapia di coppia

Credo che il mio problema sia abbastanza scontato: a distanza di anni, di molti anni (4) penso ancora ad un ragazzo che ho frequentato, con cui c'è stato qualcosa, ma con cui non è mai iniziata una vera relazione perché lui non si sentiva pronto, per tutta una serie di motivi oggettivi (mancanza di lavoro certo, possibile allontanamento dal paese in cui viviamo, scottature passate, ecc.) O forse, molto più semplicemente, perché non gli piacevo abbastanza, anche se non me l'ha mai detto. Dopo uno scambio di mail in cui io gli ho manifestato il mio innamoramento, e lui mi ha confermato il suo essere bloccato nell'iniziare una relazione stabile, è seguito un breve periodo di silenzio, poi abbiamo ripreso a sentirci e vederci da amici, in modo blando, una volta ogni due mesi in media. Sottolineo, l'argomento non è più stato ripreso da nessuno dei due, ma ogni volta che ci siamo visti ci siamo persi in lunghissime conversazioni su qualsiasi cosa, fuorché sulla nostra vita privata. A un certo punto sembrava quasi che cercassimo la scusa per risentirci, ma mai più è stato ripreso l'argomento. Dopo un anno, dalla nostra frequentazione "più approfondita", anche un po' stanca di tutta la situazione e anche di aspettare una persona che probabilmente non si sarebbe mai decisa, ho scelto di prendere le distanze e frequentare un ragazzo che mi corteggiava da diverso tempo, finché non ci siamo fidanzati. Tutto è filato liscio, questo nuovo ragazzo, che poi è il mio attuale ragazzo da più di tre anni e mezzo, mi fa stare bene, mi dà stabilità, certezze, sa quello che vuole, sta con me sul serio e abbiamo fatto anche dei progetti insieme, ma..... ma, c'è sempre una parte di me che pensa a quel ragazzo, quello con cui "chissà come sarebbe stato, se....?". Da premettere che dopo che mi son fidanzata non l'ho sentito per diversi mesi, finché poi, per ragioni di lavoro, non è capitato di risentirci, prima io, poi lui, poi gli auguri di Natale, poi quelli di Capodanno, poi... una sera, ci siamo incontrati in un locale, io con il mio ragazzo, lui con suo amico, e ci siam semplicemente salutati (ciao e ciao) e via, il mio ragazzo ed il suo amico invece si sono fermati a parlare perché si conoscono, lui era evidentemente turbato. Mi ha contattata dopo pochi giorni dall'incontro con una scusa di lavoro e tra le righe mi ha chiesto se non ci fossero novità di cui non gli avessi parlato, e io gli ho confermato che c'erano delle belle novità nella mia vita privata di cui non c'era stata occasione di parlare... della serie non ero tenuta a dargli spiegazioni, ma sempre Fra le righe lui mi disse che sperava che potessimo continuare a sentirci, sempre se non creava problemi.... e così è stato. Di tanto in tanto è di nuovo ricapitato di sentirci, messaggi, email, whattsapp, occasionalmente, sempre ogni due tre mesi in media, quasi sempre per mia iniziativa se non per auguri di Natale o compleanno, occasioni in cui ha preso anche lui iniziative. Inutile dire che il mio ragazzo, sempre al corrente di tutto, passato e presente, non ha mai digerito la cosa, non lo ha mai tollerato, e qualche mese fa, dopo aver scoperto la nostra amicizia su Facebook, mi ha posta dinanzi ad un aut aut "se vuoi continuare a sentire lui, non puoi stare con me, è evidente che c'è del sospeso tra voi, continuate a cercarvi, non capisco perché in mia presenza ti saluta in modo freddo e invece quando vi sentite attaccate lunghe conversazioni... o lui o me" questo mi ha detto, aggiungendo anche un episodio abbastanza grave che decisamente metteva quel ragazzo in cattiva luce per ciò che poteva avermi fatto. Senza scendere nel dettaglio, dopo aver chiesto spiegazioni al primo ragazzo, che ha negato tutto mostrandosi profondamente vicino e sensibile per la reazione che aveva suscitato in me quanto mi era stato raccontato, invitandomi anche a comprendere il mio ragazzo che probabilmente poteva aver inventato quell'epidosio solo per allontanarci, io decisi di prendere le distanze definitivamente per il bene di tutti. E di questa cosa son stata convinta fino a poco tempo fa.... finché non ho ricominciato a pensarci, a pensare che probabilmente avrei dovuto chiedergli come sta, mi sarei dovuta interessare al rapporto con il suo amico, con cui probabilmente ha litigato per difendere la mia reputazione, o on cui probabilmente sta scambiando due risate alle mie spalle, e invece nulla, ero di nuovo sparita, senza dirglielo apertamente. Sono quattro mesi che non ci sentiamo e mi manca, inutile nasconderlo, mi mancano le nostre chiacchierate, mi manca sentirlo, vederlo, sapere come sta, che fa, mi manca la possibilità di raccontargli di me. Non so perché questo mi succeda: non siamo mai stati davvero insieme, non c'è stata una storia vera e propria, forse è proprio questo che mi manca, il "come sarebbe stato, se.....". Conoscendomi so che presto cederò di nuovo alla tentazione di risentirlo, ma il punto è che non ha senso, questa cosa non porta da nessuna parte, e rischio anche di essere mandata a quel paese da lui, dopo gli ultimi episodi, ma io mi sento divisa a metà. Sento, ho sempre avuto la sensazione, di non riuscire a vivere appieno la storia con il mio ragazzo, finché avrò lui in testa, non riesco a concentrarmi su di noi, sul nostro futuro, mi sento bloccata. E non posso continuare a rimandare, voglio dire a 30 anni, dopo tre anni e mezzo di storia, prima o poi bisognerà fare progetti seri per il futuro, non si può certo star insieme per la pizza del sabato sera. So cosa ancora non vi ho detto: se sono innamorata del mio ragazzo. Sì, credo di sì, è la persona con cui chiunque, qualunque ragazza metterebbe su famiglia: premuroso, attento, stabile, ama i bambini, dedito al lavoro, ma nella giusta misura, mantenendo comunque gli affetti..... abbiamo condiviso molte esperienze insieme, posso affermare con certezza che è la mia prima storia veramente importante, il primo ragazzo che ha conosciuto i miei, ecc. Ma c'è lui, c'è sempre inevitabilmente lui nella mia testa. Tante volte mi sono detta, ok, prendi il toro per le corna e chiediglielo perché anni fa non ha funzionato, chiedigli se è davvero dipeso da cause di forza maggiore, dal suo non essere pronto o semplicemente dal fatto che, come recita un famoso film "non gli sono mai piaciuta abbastanza". Tante volte ci ho pensato e altrettante ci ho ripensato perché mi sono sentita davvero ridicola a pensare di riaprire il discorso dopo anni e solo per qualche bacio o carezza... davvero ridicolo!!! Ho provato in tutti i modi a dimenticarlo, ho stilato innumerevoli liste con i suoi difetti, con i cattivi ricordi, con i lunghi tempi di attesa e le lacrime versate sperando che prima o dopo potesse decidersi. So di non meritare una persona così irrisolta e irrisoluta, so di meritare invece una persona che mi ama e mi considera come il mio ragazzo. Non avrei mai il coraggio di mollare e mandare in fumo qualcosa di reale, concreto e profondo come la mia attuale storia, solo per qualcosa che esiste e probabilmente è sempre esistito solo nella mia testa, e neanche lui mi chiederebbe mai di fare una cosa del genere, ma io non riesco a togliermelo dalla testa. Ci penso, sempre, continuamente e inevitabilmente, e se non ci penso capita che lo sogno, o che lo incontro o che.lo sento nominare o leggo il suo nome da qualche parte, c'è, c'è sempre. Una mia amica, una che mi conosce bene, mi ha anche detto che probabilmente c'è qualcosa che manca nel rapporto con il mio attuale ragazzo, per questo penso ancora all'altro. Il mio pensiero è che in tutti i rapporti c'è sempre qualcosa che manca, perché comunque hai di fronte una persona che è necessariamente diversa da te, che la pensa in maniera diversa da te, che viene da una realtà e da una mentalità diversa, ed è inevitabile che a volte qualcosa manchi, magari facendoci vagare con la mente, ma a volte appunto, non sempre. Sicuramente le due persone sono su piani diversi, uno, il primo, appartiene alla categoria che fa battere il cuore e occupare la mente, l'altro, l'attuale, è quello che dà stabilità e sicurezza, è quello che riempie l'anima. Dopo questa infinita premessa, quasi dimenticando il motivo per cui vi scrivo, chiedo solo cosa c'è che non va in questa banalissima situazione. Perché, per la prima volta in vita mia non riesco ad uscirne, per la prima volta non riesco a dimenticare un ragazzo. Davvero mi trovo nella situazione di quella che qualcuno ha definito "l'enorme tragedia di incontrare l'amore della propria vita al momento sbagliato" , nella dannazione di un amore non vissuto. O semplicemente sono una ragazzina con le idee poco chiare, che avrebbe bisogno di stare sola per un po', rischiando di ferire e perdere per sempre il proprio ragazzo, solo per capire, alla tenera età di 30 anni, in che direzione andare?
Grazie per l'attenzione e la lettura. E grazie in anticipo a chi avrà la pazienza di capire e rispondermi.
Ally

amici , amore , capire

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Buongiorno gentile Ally,
ho letto con attenzione la sua richiesta dove emerge una forte idealizzazione del ragazzo con cui non è stata fidanzata. Quando dice che ha sempre avuto la sensazione di non riuscire a vivere appieno la storia con il suo fidanzato finchè avrà in mente l'altro, lei afferma l'idealizzazione e - nello stesso tempo - si censura la possibilità di viversi il rapporto con il suo fidanzato: dona se stessa solo in parte. Per risolvere dovrebbe valutare un percorso di psicoanalisi in quanto quello che le succede ha radici antiche e non è solo un problema sentimentale.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Gentile Ally,
tra le due opzioni che lei cita alla fine della sua mail, se cioè deve considerarsi una ragazza che ha incontrato l'amore della sua vita al momento sbagliato oppure se ha le idee pioco chiare e rischia di ferire e perdere il proprio ragazzo, io opterei per la seconda.
Infatti lei parla di amore col primo ragazzo quando non si è mai concretizzata una relazione vera, non c'è mai stata reciprocità di attrazione e interesse e tutto è stato da lei solo fortemente idealizzato.
Forse le sfugge il fatto molto semplice che lei da questo primo ragazzo è stata rifiutata e quindi non ha alcun senso il suo pensiero parassita e infantile " chissà come sarebbe stato se...".
Pertanto il consiglio che le do è di smettere di pensare all'altro e ricambiare, finchè è ancora in tempo, le attenzioni e le premure che le dedica il suo fidanzato.
Se ciò le dovesse essere ancora difficile, sarà il caso di approfondire la questione con l'aiuto di uno psicoterapeuta di formazione preferibilmente psicodinamica.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore,
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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6 DIC 2015

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