Che disturbi ho?

Inviata da Annie9614 · 12 giu 2020 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve.
Vi scrivo in un momento di crisi.

Comunque sono anni ormai che sono così.
Fin da piccola ho avuto un carattere introverso. Ho affrontato quello che per me era un trauma: a circa 5 anni e anche durante l'adolescenza sentivo spesso i miei fare sesso e questo, soprattutto da bambina, mi causava un'ansia forte. Lo vivevo come una violenza. Facevo fatica a dormire, piangevo, mi sentivo abbandonata e senza aiuto. Potrebbe sembrare stupido ma ero terrorizzata.

All'età di 14 anni circa ho cominciato a rompermi la pelle in maniera compulsiva causandomi ferite e infezioni e ancora oggi soffro per questo problema. Cominciai in seguito a commenti spezzanti sul mio aspetto a causa dei brufoli.

Ho sempre avuto una bassa autostima, credo: non dicevo mai quello che pensavo e cosa mi piaceva davvero. Mi vergognavo di ascoltare un certo tipo di musica per paura di essere criticata o presa in giro per i miei gusti, non facevo una cosa se mi portava ad essere criticata per ciò che ero. Ora sono migliorata sotto questo aspetto.

A 21 anni circa ho cominciato a soffrire di abbuffate compulsive che spesso ritornano in modo pesante.

Mi fidanzai e dopo neanche qualche mese cominciai ad andare in tilt. Mi chiedevo spesso se amavo davvero quella persona, analizzavo i miei sentimenti continuamente, confrontavo i miei modi di fare con quelli di personaggi dei film o con altre coppie e quando le verifiche dei miei sentimenti mi facevano pensare di non amarlo andavo in ansia, piangevo e sentivo il forte impulso di lasciarlo tanto da arrivare a supplicare i miei genitori di impedirmi di farlo. In quel periodo dormivo quasi notte e giorno e quando mi svegliavo avevo la tachicardia. Mi disconnettevo dalla realtà e mi perdevo nei pensieri ossessivi. Poi feci una cura con daparox per circa un anno e le cose andarono meglio, imparai anche a gestire i pensieri.

Adesso ho 24 anni. 2 mesi fa il mio fidanzato mi ha lasciata a 2 mesi dal matrimonio. Per un periodo ho avuto di nuovo pensieri ossessivi. Pensavo che se era finita la colpa era stata mia perché non lo amavo e per questo litigavamo. E pensare di non amarlo mi mandava in ansia, mi procurava pensieri suicidi. Analizzando la mia situazione mi sono resa conto del fatto che dipendevo da lui. Avevo smesso di fare ogni cosa perché semplicemente non riuscivo a farla, volevo stare solo con lui.

Mi sento in colpa per la sofferenza che gli ho causato ma anche lui ha le sue colpe.

Ora mi manca molto e so che è normale. Ma io non riesco a vivere. Ho una specie di fobia sociale, ho paura di lavorare sempre per la questione delle critiche, sono spesso stanca, sento un vuoto interiore quasi cronico, non mi fido di nessuno. Idealizzo e svaluto le persone continuamente. Voglio stare da sola. Sento di non amare nessuno anzi vorrei anche allontanarmi dalla mia famiglia per essere ancora più indipendente e lontana da tutti.

Mi hanno preso un cucciolo. Normalmente lo avrei amato... invece provo emozioni a tratti e spesso la tenerezza e i gesti affettuosi da parte di chiunque li detesto.

Non provo nulla.

Non so nemmeno se questa situazione mi sta bene perché io non so chi sono. Non l'ho mai saputo perché sono stata sempre in balia del pensiero altrui. Non ho un'identità. Ho paura di non potermi controllare e fare cose che non voglio. Non mi sento padrona della mia persona.

Sono anche molto aggressiva ultimamente.

Spesso vorrei morire perché mi sento senza forze per ricominciare da quando il mio ex mi ha lasciata. Non ho proprio più voglia di vivere. Mi faccio schifo fisicamente e mi sento una fallita.

Ho fatto psicoterapia per due mesi ma come con tutte le terapie o le cure per la mia salute dopo poco abbandono perché svaluto la cura o il medico.

Scusatemi per questo lungo messaggio.

La domanda è: che problemi ho? Sono borderline?

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Miglior risposta 16 GIU 2020

Cara Annie, sai tantissime cose su di te e si tratta di problematiche complesse e profonde che richiedono un rapporto psicoterapico altrettanto profondo. Questo il punto: puoi trasformare i tuoi vissuti, lavorare sulla tua identità, elaborare quei traumi antichi a cui attribuisci parte della responsabilità delle tue difficoltà. È un percorso lungo e non semplice ma chi inizia, e soprattutto non demorde, progredisce.
Dott.ssa Michela Roselli

Dott.ssa Michela Roselli Psicologo a Aprilia

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16 GIU 2020

Gent.le Annie,
dalle sue parole si sente la difficoltà che sta incontrando nel gestire la sua vita al meglio.
E' sempre possibile una nuova narrazione del passato e una nuova scrittura del presente e del futuro. Si prenda spazio e tempo per questo. Non demorda perché la sua richiesta merita attenzione!
Si rivolga ad una terapeuta della sua zona che possa aiutarla.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto

Dott.ssa Nadin Della Bella Psicologo a Torino

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14 GIU 2020

Salve Cara, non le serve avere una diagnosi, ma le sarebbe di grande aiuto un percorso di psicoterapia. Le consiglii di tornare in analisi e di mantenere la cura farmacologica che in passato l ha aiutata. Sono a sua disposizione per chiarimenti.

Dott.ssa Carmela Pulvirenti Psicologo a Catania

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13 GIU 2020

Buongiorno Annie,
svalutare il supporto psicologico è comprensibile e piuttosto diffuso ma occorre fede in psicoterapia e permettersi di entrare nella relazione in modo utile. Forse preferisce rompere i rapporti piuttosto di esprimere la sua frustrazione?
Le suggerisco pertanto di ricottatare uno psicoterapeuta .

Un saluto.

Dott.re Lorenzetto Claudio Psicologo a Ferrara

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13 GIU 2020

Gentile Annie,
la sua lunga descrizione evidenzia un disagio profondo che si porta dietro da tempo. Il non provare nulla mi sembra segnale di ciò. Le consiglio vivamente un aiuto psicoterapeutico.
Rimango a disposizione
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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