Che cosa mi sta succedendo?

Inviata da Simone Coeli · 21 giu 2021

Salve a tutti dottori, ho 19 anni e vi scrivo per parlarvi di una mia situazione.

Circa 11 o 12 giorni fa ho fatto una “azione” apparentemente normale, che in tanti fanno… dopo qualche ora aver fatto questa azione mi è sorto il dubbio di aver fatto un errore. Diciamo che ho scritto una cosa inerente a un argomento, poi dopo averla scritta mi è venuto il dubbio di aver scritto anche un’altra cosa per sbaglio sempre inerente allo stesso argomento, assolutamente non vera e che mi potrebbe portare a conseguenze disastrose (anche condanne penali, il tutto nella mia testa), non specifico troppo perché altrimenti qualcuno con cui ho parlato di questa mia paura potrebbe riconoscermi sul sito.

L’ansia è arrivata dopo qualche ora dall’evento ed è arrivata al suo culmine circa 7 giorni fa: da 7 giorni mi sveglio con la tachicardia, avverto una sensazione di vuotezza al petto, mi è andata via la fame,sono sempre in perenne ansia per questa cosa e ho perso interesse in tutto, pensando alle eventuali conseguenze che dovrei subire.

L’ansia è cronica ormai, nel senso che non mi è mai andata via del tutto da quando è arrivata; ma ho comunque dei momenti di “up” e dei momenti di “down”, un paio di giorni fa in uno dei momenti di peggiore ansia mi sono misurato il bpm, ho appoggiato la mano sul cuore, avendolo che batteva forte si sentivano anche lì i battiti e ho contato 120 battiti in un minuto, a totale riposo, è preoccupante?

Da 5 giorni inoltre mi immagino di poter essere rinchiuso in un posto totalmente buio, senza finestre ne niente… o magari rinchiuso in una specie di bara che mi immobilizza, con solo la testa di fuori per respirare, o anche in una cella con praticamente solo un buco minimo per far passare l’aria.

Inoltre ho altre ansie: ho pensato che la scienza in futuro potrebbe inventare il modo per rendere immortale l’uomo o per resuscitarlo; e che quindi una ipotetica dittatura del futuro o un nuovo governo potesse decidere o di rianimarmi, nel caso fossi morto, per farmi subire la pena che mi merito per quello che ho fatto oppure che mi sia data “la cura” per l’immortalità, ma solamente per farmi patire la mia pena in eterno, per quello che ho fatto; o potrebbe anche rianimarmi e darmi la cura per l’immortalità per poi rinchiudermi in un buco tutto nero, minuscolo, senza poter uscire mai per l’eternità oppure in una cella.

Questi pensieri mi mettono una forte ansia, ne ho parlato con poche persone del fatto… ma senza descrivere le vere paure che avverto, mi prenderebbero per pazzo.

Sto pensando costantemente al suicidio in questi giorni: è vero resta sempre il rischio di venire rianimato, ma mentre sono morto non avvertirei la paura di essere rianimato perché sarei morto; al massimo una volta resuscitato patirei la pena… invece restando in vita continuo ad avere la paura (anche ora che non sto subendo nessuna pena) e inoltre potrei subire una pena in futuro… quindi in vita ho maggiore dolore alla fine.

Io non sono credente, ma sto cercando su internet se dio perdona il suicidio in circostanze particolari (come avverto la mia), come mai avverto il bisogno di fare ciò se non credo realmente a dio? È un mio modo per “chiedere scusa” a un impossibile dio per essere perdonato, per il gesto che dovrei fare, il suicidio… non capisco.

Inoltre nel vedere le persone felici, anche chi mi tratta bene… nel vederle avverto una sensazione di dolore interiore, di tristezza… vorrei piangere ma non riesco: come se sapessi già la condanna eterna che mi aspetta, senza amore e niente, ma solo buio, solitudine e torture e pensare di dover abbandonare quello che ho ora per quello mi intristisce.

Anche l’idea di essere imprigionato per 80 anni ad esempio in un buco totalmente buio e con il cibo/acqua che mi vengono buttate dentro la cella… senza farmi mai uscire e lavarmi per poi morire mi terrorizza… nel caso l’uomo non riuscisse a inventare la cura per l’immortalità.

L’idea invece di andare in una prigione normale di quelle che ci sono in Italia o di finire come un senzatetto… con le varie organizzazioni che ti aiutano non mi mette ansia, ovviamente tali conseguenze sempre per la ipotetica azione che avrei fatto.

Poi una parte di me si rende conto che questa ipotetica azione che ho fatto probabilmente non costituisce nemmeno reato… è quasi impossibile che abbia fatto realmente l’azione e che venga condannato per questa è ancora più improbabile, ma io non vivo più per questa cosa.

Ringrazio qualsiasi dottore che abbia voglia di dedicarmi anche solo 5 minuti del suo tempo per rispondermi; non ho fatto domande specifiche ma è più un “grido” che vorrei venisse ascoltato.

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