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Inviata da Antoj · 2 nov 2017 Terapia di coppia

Buonasera a tutti, ultimamente avverto un malessere generale. Vi racconto la mia storia, dopo tanti anni di convivenza col mio compagno ci siamo allontanati. Capisco il suo punto di vista mi vorrebbe piu sicura ed indipendente. Pero la mia bassa autostima mi blocca, la mia parte razionale pensa di riuscirci ma sembra ostacolata, come se fossi convinta irrazionalmente di non valere. Il mio compagno pensa che lo prenda in giro e questo mi dispiace moltissimo. Grazie a lui ho acquisito un po di autostima ma non abbastanza, almeno a livello generale.Questo allontanamento é stato davvero difficile, anche perché non posso vantare di un supporto psicologico da parte della mia famiglia e siccome sono disoccupata, sono tornata nella mia casa di origine. Per adesso non mi sento appartenere a nessuno, solo al mio compagno. Mi sento molto grata a lui perché mi ha fatto sentire sempre amata,accettata, libera di esprimermi sempre e comunque. A prescindere dall'esito del nostro allontanento, considero il mio compagno come una persona meravigliosa, penso che mi abbia insegnato moltissimo su diversi aspetti. Mi ha aiutato sempre nei momenti brutti ed ogni volta era presente, incoraggiandomi e credendo in me. Anche se penso ad un mio futuro, e cerchero di usare l'allontanamento come possibilità di crescita personale e professionale. Il mio obiettivo é crearmi la mia indipendenza economica per trovare una mia autonomia. Certo spero di risolvere le nostre divergenze ma staremo a vedere. La mia famiglia sembra volermi aiutare ma diciamo che non ci riesce. La storia é molto complessa, padre alcolizzato( ormai deceduto), madre esasperata con bassa aitostima che cercava di fare da padre e madre. Adolescenza con mille dubbi cagionati da mia madre, ma penso non lo facesse apposta. Mia madre veniva umiliata da mio padre continuamente e quando noi non rispettavamo la sua autorità si arrabbiava tantissimo( quasi reagisse alle umiliazioni di mio padre) pero sbagliava soggetto. La cosa brutta, il rapporto con mia mamma non é dei migliori, per me risulta troppo critica verso gli altri. Ovvio che le persone non possono comportarsi come vorremmo, ma noi abbiamo dei trascorsi infelici. Diciamo che non era una madre che incorragiava, anzi se ero sicura di una cosa passava lei e poi diventavo insicura. Metteva in dubbio tutto, soprattutto nell'eta adolescenziale. Per l'esame di maturità mi aveva messo il tarlo, che non avrei superato gli esami. Durante un periodo brutto, lutto per un mio compagno di classe/amico, mi ha fatto sentire in colpa perché dopo un mese dalla sua morte non ho apprezzato il viaggio per l'irlanda, ma io ancora non avevo elaborato il lutto. Mi fermo qui altrimenti potrei scrivere all'infinito.
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Miglior risposta 4 NOV 2017

Gentile Antoj,
Da quel che scrive mi pare che il suo percorso verso l'acquisizione dell'autostima sia già iniziato. Sicuramente il suo ex ragazzo ha dei meriti nell'esserle stato di supporto in questo percorso, ma si ricordi che ogni nuova idea che ci facciamo di noi stessi, ogni esperienza positiva dipende anche da noi stessi, per cui il merito del cambiamento non è solo del suo compagno ma anche suo, Antoj.
Imparare ad avere autostima parte in primis da se stessi e dalla voglia di farcela. Da quel che racconta, credo che lei sia su una buona strada per migliorare ulteriormente.
Cercare di rendersi indipendenti economicamente è sicuramente un buon obiettivo, anche se non sempre è così facile e scontato raggiungerlo.
Nel suo percorso verso l'autostima tenga presenti altre due cose:
1) sbagliare è umano, ma anche se si sbaglia non significa che si è dei falliti e che non si vale nulla. Lo sbaglio può diventare anche parte di un percorso che ci porta a migliorare.
2) Attenzione alle persone ipercritiche attorno a lei: impari a mettere da parte e non dare peso alle critiche che non ritiene costruttive e che sembrano essere dette più per affossarla che non per darle qualche spunto di miglioramento.

Se lo ritiene opportuno, parli delle sue difficoltà con uno/a psicologo/adella sipua zona: saprà sostenerla ulteriormente in questo suo percorso verso l'autostima.

Le auguro tutto il meglio.
Cordiali saluti,

Dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Padova e Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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4 NOV 2017

Cara Antoj,
credo che al di là di tutto, come scrive, l'allontanamento dal suo compagno, sia la possibilità che lei ha di imparare a credere in sè stessa, a sviluppare la propria autostima senza il filtro di qualcuno che le dice che lei va bene e se quel qualcuno manca, di nuovo tutto precipita.
L'indipendenza economica sicuramente potrà essere una buona base di partenza per cominciare a vedere che vale..ma anche il migliore degli impieghi potrebbe essere inquinato dalla paura e dal tarlo di non essere capace. Lei indica diversi episodi già significativi e anche le dinamiche familiari che lei descrive rimandano ad una costruzione dell'identità in cui le è stato trasmesso un senso di disvalore di sè. Adesso ha avuto il grande coraggio e la grande lucidità di mettere nero su bianco quello che sente e anche quali sono i suoi obiettivi. Non si fermi qui, chieda aiuto ad uno specialista che la sostenga nell'elaborazione dei suoi vissuti e la aiuti a costruire un nuovo equilibrio prima di tutto personale. Se la motivazione economica in questo momento le è di ostacolo si rivolga al Consultorio della sua città, troverà senz'altro aiuto. Un grandissimo in bocca al lupo per tutti i suoi obiettivi di vita
Paola Gambini

Dott.ssa Paola Gambini Psicologo a Cadoneghe

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4 NOV 2017

E la rabbia dov'è?! Non sento la sua rabbia Antoj! Parla di un compagno tanto meraviglioso che l'ha abbandonata senza comprenderla e senza tenere anche conto del momento difficile, economicamente parlando, che sta attraversando.E' dovuta tornarsene con la coda tra le gambe nella sua famiglia d'origine, dove iniziano tutti i suoi guai! E lei...gli è ancora molto grata!... Sta identificandosi con sua mamma ( anche contro di lei non esprime nessuna rabbia!) che si è fatta umiliare da suo padre finché è vissuto. No, non va bene. Non ha nessuna colpa da scontare. Appena avrà un reddito suo, anche minimo, si faccia aiutare. Mi raccomando. Auguri.

Dott. Luciano Malerba Psicologo a Torino

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4 NOV 2017

Gentile Antoj,
di sicuro, il contesto familiare sfavorevole in cui è cresciuta l'ha penalizzata sotto il profilo dell'autostima.
Il suo attuale obbiettivo di raggiungere l'indipendenza economica può facilitare la crescita dell'autostima ma potrebbe non essere sufficiente perchè numerosi sono i fattori che sostengono un buon livello di autostima.
Pertanto è consigliabile intraprendere una psicoterapia che può essere anche di coppia specialmente se lei ha intenzione di recuperare il rapporto che si è allentato col suo compagno.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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4 NOV 2017

Gentile Antoj ,
se il problema è l'autostima penso dovrebbe andare da uno psicologo psicoterapeuta. Infatti è difficile che riesca a risolvere o migliorare tale problema se non cerca un aiuto professionale all'esterno della sua famiglia.
Ciò non significa rompere i legami affettivi con la propria famiglia, ma al contrario migliorarli e rafforzarli in una giusta direzione.
Occorre però un aiuto "esterno" alla famiglia stessa perché essa è un sistema omeostatico , nel senso che tende a mantenere un suo equilibrio, anche se disfunzionale.
Le consiglio perciò di consultare uno psicologo psicoterapeuta inizialmente da sola; sarà il professionista eventualmente a chiedere la collaborazione dei familiari se i risultati fossero insoddisfacenti.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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3 NOV 2017

Gentile Antoj, lei ha spiegato molto bene il suo problema di autostima. Questo è causa il senso di malessere generale descritto e della crisi di coppia. Deve lavorare molto sulla sua autostima e cercare un lavoro che la renda indipendente economicamente è la strada giusta da seguire. In un rapporto di coppia sano è fondamentale prima di amare e stimare l'altro, amare e stimare se stessi. L'autonomia individuale, non per forza economica, ma soprattutto psicologica, è la base per una unione sana. Prenda questo periodo di pausa per riflettere veramente su cosa vuole diventare lei come persona. Il suo compagno potrebbe apprezzarlo. Se ritiene di aver bisogno di un sostegno psicologico, visto che attualmente è disoccupata, potrebbe rivolgersi all'asl del suo Paese.
Un cordiale saluto, dott.ssa Vangelio.

Dott.ssa Vangelio Sarah Psicologo a Roma

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3 NOV 2017

Gentile Antoj, le ho risposto all'altro post. Se ha bisogno di indicazioni più precise, mi contatti. Buona giornata!

Daniela Magrì Psicologo a Roma

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