Che cosa dovrei pensare?

Inviata da VIC · 10 ago 2015 Terapia di gruppo

Salve,
sono una donna di 40 anni sposata da 4 con un coetaneo dopo 6 anni di convivenza. Abbiamo due caratteri forti e fisicamente indipendenti dalle famiglie di origine. Volendo riassumere a maggio 2014 mio marito mi chiede di avere un bambino (cosa che era vagamente nei nostri pensieri),mi spinge a fare degli accertamenti e mi mette fretta. Dopo un mese chiude qualsiasi rapporto con me. Alle mie domande è evasivo, dice che ci sono dei problemi sul lavoro, che è stanco, che ha cambiato idea (la risposta dipende dal giorno). Effettivamente stava affrontando una situazione non facile sul lavoro, il suo ex socio aveva portato fuori dall'azienda dei capitali, ovvero rubato ,causando il crollo della stessa . Ho sopportato per un anno l'invisibilità, la sua freddezza, la sua cattiveria (potevo comprendere la mole di stress). Davanti allo psicologo (sì, dopo la comprensione ho tentato anche questa strada, abbiamo fatto 3 sedute insieme) ha ammesso che il solo sfiorarmi gli da fastidio, che non sa perché, che e' impegnato a fare sì che questa situazione non si ripercuota economicamente su di me e che preferiva fare le sedute da solo.
Ebbene il 4 luglio di quest'anno, dopo un mese che arrivava a casa quando io ero già a letto e al mattino al mio risveglio già non c era più , ho deciso di affrontarlo e chiedergli (visto che era da tempo che voleva stare un do da solo ma non si decideva mai ) se preferiva me ne andassi io o voleva gli preparassi le valigie. Ha scelto quest'ultima soluzione. Ebbene, tuttora è sfuggevole, ripete quelle rare volte che lo vedo questo mantra: "Sto bene cosi, mi sto rigenerando, porta pazienza". Non leggo felicità nei suoi occhi, ma nemmeno interesse per me . All'inizio ero davvero turbata, quando lo vedevo non trattenevo le lacrime e sono passata alla disperazione. Poi ho capito di non dover insistere,mi sono tolta da Facebook , non chiamo, cerco di sopravvivere e di prepararmi anche al distacco definitivo. Ho deciso di attendere ancora un mese. Solo non comprendo, anche perché tra le righe mi fa capire che non sta bene di salute, che il medico di base vedendo i valori del sangue alterati voleva ricoverarlo. Ecco se io non ti amo più, non ti parlo di un mio problema, è mio e basta. È sempre stata una persona protettiva, presente e onesta…non lo riconosco . L’unica cosa che mi è sempre parsa un neo , è che a vent'anni e' diventato padre e secondo la sua versione dei fatti (non parla mai del passato ) a causa di dissapori con la madre di suo figlio, non ha più voluto vederlo da quando il piccolo aveva due anni . L’unico rapporto è di tipo economico. Consigli?

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Miglior risposta 15 SET 2015

Gentile lettrice,
quella che racconta è una storia abbastanza complicata con diversi punti poco chiari.
E' abbastanza probabile che il grave problema lavorativo abbia fatto precipitare suo marito in una sorta di crisi depressiva che spiegherebbe il drastico cambiamento dal progettare un figlio con lei al volersi ritirare nel suo guscio senza più nemmeno una vera comunicazione.
Lei ha detto che avete anche fatto tre sedute di terapia di coppia e che poi suo marito ha detto di voler continuare con la terapia individuale. Ebbene, ha poi continuato con la terapia individuale? E lei stessa ha pensato a farsi aiutare in terapia individuale magari presso un terapista diverso da quello di suo marito?
Il mio sospetto è che tutta la terapia fatta sia consistita in quelle sole tre sedute di coppia.
Detto ciò, comprendo la sua frustrazione per il ritrovarsi vicino un marito, probabilmente ostinato nella chiusura e depresso e la sua successiva decisione di metterlo in qualche modo alle strette.
Benchè lei abbia avuto con quest'uomo un rapporto durato 10 anni, non avendo lei dei figli ed avendo 40 anni , forse ha ancora la possibilità di voltare pagina e sperare in un futuro migliore.
Mi sembra anche di capire che suo marito si aspetta ancora pazienza e sopportazione da parte sua accennando ai suoi problemi di salute quasi a volerle indurre sensi di colpa se lei decidesse di chiudere.
A questo punto nessuno può sapere meglio di lei se quest'uomo meriti ancora oppure no che lei porti pazienza in forza di una amore forse non ancora spento del tutto.
Se però lei ha già deciso di chiudere e si sta sforzando per disinvestire l'affetto pagandone uno scotto, non ritengo molto salutare insistere a volersi trascinare addosso un gravame inerte.
Forse prima di prendere una decisione finale, almeno lei, potrebbe tornare in terapia per esaminare meglio la questione.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 AGO 2015

Buongiorno,
lei non accenna ai suoi sentimenti verso di lui ora e né a qual è la posizione che vuole assumere rispetto a questo legame. Riflessioni che è bene vengano fatte insieme a persona esperta. Dieci anni insieme sono tanti e credo che una strada può essere quella di rimanere al suo posto, ferma e pronta ad accogliere - spero - un'apertura da parte di quest'uomo.

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11 AGO 2015

Buongiorno,
la confusione deriva dal fatto che suo marito non parla. C'è come un non detto nella vostra relazione che vi fa male. Succedono queste crisi: non so se lei ha provato a mettere suo marito all'angolo obbligandolo a parlare (se prima era una persona responsabile non può essere cambiato); per un uomo la realizzazione professionale è molto importante, ci si vergogna del proprio fallimento e si pensa che tua mogli non ti meriti, è depressione, ma noi non siamo il nostro lavoro. Non ho capito bene i tempi, dopo 10 anni (fidanzamento e matrimonio) non vi è motivo perché la cosa si giochi in pochi mesi. Credo che possa fare ancora più di qualche tentativo. Deve però intuire e chiedere conferma su ciò che succede.
Cordiali saluti,

Dott. D. Malerba

Dott. Daniele Malerba Psicologo a Mestre

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11 AGO 2015

Cara VIC,
che situazione confondente sta vivendo! Ho l'impressione che la paternità vissuta a vent'anni potrebbe avere un ruolo nel comportamento di suo marito, ma è difficile dirlo senza conoscerne bene la storia.

Nel caso lo riteneste opportuno, potreste contattare la asl per un breve percorso di coppia che metta un pò di ordine in questa situazione.

In alterntaiva, VIC, contatti uno psicologo per un supporto in questa fase di vita.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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