Che atteggiamento avere con il mio exfidanzato.

Inviata da 14:14 · 25 gen 2018 Terapia di coppia

Salve,

Ho 33 anni da 10 mesi ho interrotto una storia davvero molto importante con quello che è stato il mio fidanzato (36 anni) per quattro anni, è accaduto principalmente per volontà sua a causa di diverse problematiche legate al lavoro ed insoddisfazioni personali insieme al fatto che, a detta sua, non sentiva più le stesse cose nei miei confronti. In più, secondo me, lui è profondamente insicuro su ciò che vuole, traumatizzato dal suo passato in cui è stato tradito dalla sua prima fidanzata e dal rapporto molto distaccato e freddo che ha con i suoi genitori che non gli sono mai stati vicino ne psicologicamente ne fisicamente con gesti di affetto ecc., facendo sì che non abbai mai "imparato" a relazionarsi in modo maturo e profondo con gli altri, infatti tutte le sue amicizie possono definirsi superficiali, cosa che lui stesso conferma.
Anche con me ha faticato sempre molto ad aprirsi ma con pazienza da parte mia e, immagino sua necessità, a suo modo si è aperto confessandomi alcune delle situazioni che lo hanno reso così impenetrabile.

Per circa otto mesi siamo stati separati, a novembre mi ha ricercata e abbiamo iniziato a frequentarci nuovamente, lui mi ha detto che la sua intenzione era quella di fare tutto con molta calma e lentamente per cercare di recuperare le cose. Sembrava andare tutto bene, ci ritroviamo a fare l'amore anche se avevamo "deciso" di aspettare per evitare di complicare le cose, io gli ricordo, quelli che sono i miei desideri per il futuro (avere una famiglia e dei figli), gli faccio chiaramente intendere che è una cosa che non sto programmando adesso e che è tutto da vedere vista la situazione delicata ma che è una cosa a cui non voglio rinunciare, cosa che comunque stavamo già programmando prima di lasciarci e che quindi sapeva perfettamente, mi fa capire che i suoi tempi adesso sarebbero più lunghi dei miei, parlando anche di aspettare alcuni anni.
Da quel momento si distacca sempre più fino ad arrivare a dirmi di avere sbagliato a ricercarmi che le cose non possono funzionare fra di noi e di aver tirato fuori determinati argomenti troppo presto. Io lo conosco bene e immagino proprio di averlo "spaventato", in più ci sono queste sue insicurezze di base in cui non vuole sentirsi vulnerabile e appena si sente in quella situazione scappa o attacca. Ha vari problemi di gestione dello stress e della rabbia (non con gesti di violenza fisica verso di me o altri sia chiaro questo) che lo portano a chiudersi in se stesso e allontanarsi dalle persone anche se in questi mesi, in tutto circa 2 e mezzo, di nuova frequentazione l'ho visto davvero più rilassato e disposto ad un dialogo costruttivo, ha cambiato il lavoro che lo portava ad essere profondamente insoddisfatto, deluso e arrabbiato rasentando quasi la depressone e con il nuovo lavoro sembrava andare tutto bene, almeno fino al momento in cui ha deciso di ritornare sui suoi passi per lasciarmi nuovamente ed infatti mi ha confessato un grave problema di questa nuova attività. Non ci sentiamo più da un paio di settimane adesso ma io vorrei cercare di riavvicinarlo e proporgli una terapia sia di coppia (per noi) sia singola (per se stesso), sono sempre più sicura che la sua decisione sia dovuta alle sue insicurezze sul futuro e ai problemi che nuovamente ha sul lavoro.
Senza dilungarmi oltre ho bisogno di un consiglio su come approcciarmi verso di lui sia per ristabilire una relazione, intesa in seno lato, sia perché davvero faccia qualcosa per trovare un aiuto e migliorare la sua vita, è una persona splendida e molto sensibile che si sta rovinando la vita da solo per le sue paure, so di non poterlo obbligare a tornare con me, se davvero sente di non amarmi più e di non voler stare con me so benissimo che l'unica cosa che posso fare e prenderne atto e farmene una ragione ma per il suo bene vorrei davvero che qualcuno lo aiutasse a superare questi scogli emozionali/relazionali.

Grazie per ora,

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Miglior risposta 26 GEN 2018

Buongiorno, Mi dispiace non poterla chiamare per nome ma non risulta presente nella sua lettera. In ogni qual modo in tutto quello che descrive appare un'ampia e chiara consapevolezza di alcune dinamiche relazioni che caratterizzano e hanno caratterizzato la vs relazione. In tutto questo mi chiedo cosa potrebbe raccontare di Lei, di come si sia sentita di fronte a tutto quello che è successo e di come si sente in questo periodo, quali le sue emozioni e i suoi vissuti. Forse in alcuni casi partire da noi ci permette di osservare l'altro in maniera diversa, permettendoci di porci delle domande prima di porre delle domande. Una psicoterapia potrebbe esservi utile, stabilire però quando potrebbe essere un bel passo da condividere assieme.
Una buona giornata
Francesco T.

Dott. Francesco Tesser Psicologo a Roncade

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29 GEN 2018

Gent.ma,
capisco la tristezza che le provoca la “distanza” da parte del suo compagno, sembra infatti che la sua richiesta sia formulata per chiedere aiuto in particolar modo per lui piuttosto che per se stessa.
Descrive molto chiaramente la sua percezione nei confronti di lui quando dice che opera un comportamento di evitamento per la difficoltà di affrontare le cose e la barriera difensiva che mette in atto (attacco/fuga).
Ad ogni modo lei non si è fatta una ragione e pare di capire che non intende farsela, piuttosto, sta cercando soluzioni per ricucire e programmare il futuro.
Se lavorasse sul suo stato emotivo sicuramente potrebbe vedere tutto in modo più chiaro.
Saluti
Dott.ssa Silvana Zito

Dott.ssa Silvana Zito Psicologo a Milano

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27 GEN 2018

Gentile utente,
lei ha fatto bene a dichiarare i suoi desideri e le sue intenzioni e il risultato è stato che questo ragazzo si è di nuovo allontanato.
Ciò dovrebbe bastarle e lei dovrebbe evitare di continuare a mettere lui al primo posto e dovrebbe preoccuparsi innanzitutto del proprio benessere.
L'idea di proporgli una terapia di coppia o anche personale ma solo come "conditio sine qua non" qualora fosse lui a ripensarci e tornare di nuovo a cercarla.
In sintesi le suggerisco di evitare di essere lei a riproporsi perchè questo sbilancerebbe ancora di più un eventuale nuovo ripristino di questa relazione con ulteriori perplessità sulla sua consistenza.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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25 GEN 2018

Gentile lettrice,
credo che tu abbia dato una visione piuttosto chiara del problema. Da quello che racconti il tuo ex-ragazzo è insicuro, fragile e non abbastanza maturo psicologicamente per una relazione stabile.
Una psicoterapia lo aiuterebbe di certo ma la scelta di iniziare un percorso può arrivare solo da lui.
Intanto tu cosa puoi fare?
1- prova a non sentirti responsabile della sua vita, lui deve trovare da sé la strada per affrontare i suoi problemi solo così riuscirà a superarli;
2- per aiutarlo, lasciagli lo spazio e il tempo per capire cosa vuole fare della sua vita. Per maturare ha bisogno di confrontarsi con se stesso;
3- riporta l'attenzione su di te e chiediti tu di cosa hai bisogno ora;
4- inizia a pensare come rispondere ai tuoi bisogni e prova a mettere in pratica i tuoi desideri;
In questo momento il modo migliore per aiutare il tuo ex-ragazzo è credere nelle sue possibilità di riuscire da solo e il modo migliore per aiutare te stessa è prenderti cura di te e dei tuoi bisogni.
E' sempre difficile separarsi e se ti senti in difficoltà inizia un percorso di psicoterapia per farti aiutare in questo delicato passaggio della tua vita. Cari saluti, dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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