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cerco un consiglio sulla terapia da scegliere

Inviata da sara il 11 mag 2017 Elaborazione del lutto

Buongiorno, dopo più di 2 duri anni di ricerca di un figlio, arriva incredibilmente una gravidanza naturale. Purtroppo alla seconda eco il battito non c'era più. Un dolore straziante ha pervaso la mia vita e a distanza di 2 mesi inizia a contaminare anche il rapporto di coppia. Mio marito, che mi è sempre stato accanto, probabilmente non capisce bene quanto dolore e stanchezza mi porti ancora addosso e minimizza l'accaduto, mi impone di soddisfare quelle che sono le richieste di sua madre "egocentrica patologia" e abilissima manipolatrice affettiva. Risultato io non ho la voglia, le forze per andare da lei e chiarire le sue congetture e mio marito che non riesce a gestire la sua vita uomo sposato e quella da figlio. La sua conclusione è "Se tu mi ami devi andare da mia madre, perché lei sostiene che tu abbia un qualcosa contro di lei. Ma non puoi chiedere a lei di venire da te per questioni di rispetto. lei è una persona più grande di te". Domanda: terapia individuale (per me) o terapia di coppia (qualora riuscissi a convincerlo)?

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Salve
in base al problema che ha esposto sarebbe migliore la terapia di coppia ma per i suoi vissuti negativi lei potrebbe intraprenderla per lei stessa.
Buona Giornata

Dott. Stefania Rossi Psicologa Psicologo a Montefiascone

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Cara Sara,
la risposta alla sua domanda dipende, a mio parere, da quello che lei percepisce come prioritario in questo momento.
Risolvere le difficoltà con suo marito o affrontare l'aborto e le emozioni ad esso connesse?
Nel primo caso consiglio una terapia di coppia, nel secondo quella individuale. A lungo termine potrà anche affrontare entrambe le dinamiche. In ogni caso deve essere certa che suo marito sia motivato ad una terapia di coppia altrimenti la scelta è obbligata.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Psicologa e Consulente Sessuale
Arluno (MI)

Dott.ssa Daniela Vinci Psicologo a Arluno

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Gentile Sara,
indubbiamente il recente aborto ha influito negativamente sul suo tono dell'umore e sulla sua capacità di tollerare le frustrazioni esacerbando forse la conflittualità con sua suocera.
Ritengo che in fase iniziale sia più utile per lei una psicoterapia individuale per aiutarla a superare questo periodo difficile.
In seguito, su indicazione del terapeuta che l'avrà in carico e con la disponibilità di suo marito, alla terapia individuale potrebbe seguire quella di coppia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buonasera Sara,
proverò a rispondere alla sua domanda con una domanda: cosa vuole ottenere con la terapia? In che contesto terapeutico si immagina meglio? Le ho risposto così perchè penso che la sua scelta vada oltre il problema (la relazione con suo maito)che la spinge a richiedere un aiuto, ma sia più legata a quello che desidera per sè in questo momento e agli aspetti sui quali sente di voler lavorare. Se sente più il desiderio di un confronto con suo marito, un tentativo di portarlo nel suo mondo (e lei di entrare in quello di lui), allora la terapia di coppia potrebbe essere una buona scelta, sempre ovviamente che suo marito sia favorevole. Se sente il desiderio di trovare uno spazio suo in cui riflettere e dare un nome al dolore che la stà toccando in questi mesi, se vuole riflettere su quelli che sono i suoi modi di relazionarsi con gli altri indipendentemente da chi siano e da come si comportino con lei, allora la terapia individuale potrebbe essere la scelta migliore. Queste due scelte non si escludono necessariamente a vicenda e una potrebbe aprire le porte per entrare meglio nell'altra e viceversa. Qualunque sia la sua scelta le auguro un buon percorso, dott.ssa Ilaria Giannoni

Dott.ssa Ilaria Giannoni Psicologo a Firenze

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