Cerco psicologa x problemi di produttività e/o disturbo di accumulo digitale

Inviata da Roberto De Filippis · 15 ago 2021

Salve, avrei bisogno del nome di qualche psichiatra o psicologa (preferibilmente appunto donna) specializzata in problemi legati alla produttività o anche specializzata in disturbo di accumulo digitale in provincia di Salerno nei pressi di Mercato San Severino e dintorni.
Partirò dal tema dell'accumulo solo perché mi ha sortito in questi giorni dei gravi effetti sulla vita relazionale. Comunque ebbi una pessima esperienza con la giovane Ida Senatore, che contattai inizialmente per problemi di coppia ma per la questione della mia organizzazione e produttività ed in generale veramente una incapace, molto lenta e arrancava proprio a starmi dietro, andava in difficoltà proprio a seguirmi, quindi la scarto da subito. Diciamo che era una giovane a cui ho fatto da cavia per farle fare esperienza. Avrebbe dovuto lei pagare me quasi. Avrei una marea di cose da dire e lo farò quando avrò tempo ma non è questo il momento.

Dunque, tornando al discorso dell'accumulo che mi ha dato grossi problemi relazionali ultimamente.. io in realtà mi sento piú un collezionista che un accumulatore, penso molto prima di acquisire un oggetto, ci penso un po' anche per disfarmene e intanto che ce l'ho lo tengo ordinato. Non ho troppi oggetti in casa e butto abbastanza gli oggetti fisici.
Il problema è piú per i file perché se ne possono acquisire molti in poco tempo e per quanto io possa essere ordinatissimo non riesco a tenere il passo... soprattutto per gli arretrati.
A volte è lunga già la ricerca o l'acquisizione di informazioni (faccio molti screen di testo) o immagini, a volte sono varie ricerche brevi ma che messe insieme danno un esito simile cioè che non sempre riesco a ordinarli al momento e pian piano (o anche subito quando il contenuto è maggiore) si accumulano. Prima di ordinare le immagini le riaggiusto, tolgo tutte le scritte superflue di pubblicità eccetera poi procedo a smistare nelle cartelle. Prima ero piú veloce a sistemare perché lo facevo al momento ora forse perché sarò piú deconcentrato, sarà che uso meno il telefono o sarà anche perché il telefono da pieno non ti fa aprire le cose e ti crea mille difficoltà per ordinare... e quindi faccio passare piú tempo prima di iniziare a ordinare (che comincio a percepire piú come incombenza) e nel riordino stesso. Quindi mi prende molto tempo. Poi va unito alle faccende domestiche, alla scrittura (scrivo molto su internet) e ad altre attività e distrazioni e cosí compromette la mia vita relazionale.

Io mi considero una sorta di hikikomori-casalinga efficiente.

Ora ho preso un pc nuovo dopo 10 anni.. sono stato un mese a sistemare e il mio ragazzo non capendo comunque l'eccezionalità della situazione mi ha lasciato!

Comunque non riesco nemmeno a rinviare quando voglio fare qualcosa... lo posso fare anche la sera tardi o di notte altrimenti ho il chiodo fisso. Infatti non conosco mezze misure, finisco per non fare piú una cosa se non la faccio subito quindi ha anche un suo senso. Facendo le cose anche tardi (come adesso che sto scrivendo alle 2 di notte) mi sveglio tardi e quindi non riesco a combinare molto la mattina e a volte anche nel resto della giornata perché è tutto sfasato rispetto ai tempi della mia famiglia e quindi appena mi concentro in qualcosa devo interrompere per stare con loro. In realtà è un circolo vizioso. Non facendo le cose di giorno le faccio di notte e facendole di notte non le riesco a fare tutte di giorno. Sono sicuramente una persona tuttaltro che superficiale, che non fa le cose in modo troppo leggero ma ci riflette prima sopra e ho un pensiero laterale molto forte che va per associazioni... infatti amo la musica e sono bravo anche ad associare somiglianze tra le canzoni, tra i visi delle persone etc.. però sento un grande chiasso una confusione di stimoli e di cose che penso di dover fare, a volte anche frivole, che stanno lí nella mente senza qualcosa che le coordina e probabilmente non sono menomato nel farlo ma è la conseguenza dell'avere la mente "sovraccarica". È molto frustrante questa sensazione di non riuscire mai ad avanzare nella vita e progredire, sembra di rimanere nell'adolescenza a livello di obbiettivi da raggiungere ma anche cose piu a breve termine le rinvio come andare dal dottore. La meccanicità di questo lavorio ripetitivo e continuo, l'essere sovraccarichi, il pensiero di avete cose arrettate insomma il "fare" fa un effetto di allontanarmi dall'"essere" e dalle emozioni. La meditazione mi aiuta e mi dà conforto in questo ma non la pratico spesso e quindi è sempre come arginare un fiume che continuamente dà problemi. Sono una persona che osserva anche molto gli altri, mi interessa osservare i costumi e le tendenze, le storie e i racconti delle persone, perdendo di vista forse quello che riguarda il mio interesse personale. Alcune persone dalla forte personalità mi magnetizzano ma mi eclissano completamente e provo un senso di derealizzazione nell'ascoltarle. Ma questo mi succede anche guardando film (che vedo di rado) e in minor misura programmi televisivi.. mi calamitano come una droga.. apprezzo sempre programmi in cui ci sono persone che discutono.. magari in diretta.. sui problemi dell'attualità.... sembrano mantenermi piu incollato alla realtà.. comunque seguo la tv con moderazione perché mi infastidisce tutto ciò che mi sa di finto e le musichette fastidiose dei programmi trash e delle pubblicità che mi martellano la mente con una soglia di sopportazione molto inferiore a quella delle altre persone . Ho una memoria a lungo termine che funziona bene per vari motivi tra cui anche il fatto forse di essere un pochino sinestetico.. e tutto ha un po' un colore ed associato a delle immagini. La memoria a breve termine invece lascia piú a desiderare... non riesco per esempio a prendere appunti seguendo una lezione perché mentre dicono una cosa sto pensando ancora alla precedente e non so come scriverla a nodo mio senza alterarla nella sintesi... sicuramente perché ogni cosa non la vedo definita ma mi suscita delle domande, anche sul suo senso e sulle cose collaterali e devo capirla meglio proprio per elaborarla e definirla, mentre vedo superficialità in chi spiega.

Quello che chiedo è un aiuto per affrontare meglio la quotidianità e le cose da fare e riconnettermi con le mie emozioni conservando anche nel "fare" quel senso di motivazione nel che mi manca molto.. perché di solito provo un senso di apatica calma o di nebbia, di confusione e stress ma comunque non ho quella emozione che mi porta a reagire sempre per il mio essere annebbiato ma comunque sicuramente dò importanza emotiva alle cose materiali e inanimate un po per natura un po per il distacco emotivo che provo verso i miei familiari che non mi hanno mai dato un grande senso di protezione, confidenza, comprensione e ascolto, infatti sono piú legato alla vecchia casa dove abitavo che a loro.

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