Cerco aiuto. Depressione o periodo difficile?

Inviata da Giusy. 7 set 2015 14 Risposte  · Depressione

Salve, mi chiamo Giusy e sono una studentessa di 22 anni. Le scrivo perché sono in un periodo particolarmente difficile della mia vita, mi sembra di essere ad un punto morto, di non riuscire ad andare avanti. Non riesco a capire se questo mio disagio sia passeggero o no e se sia il caso di chiedere seriamente aiuto a qualcuno.
Pochi mesi fa, a maggio precisamente, ho chiuso una relazione che durava da due anni e mezzo. La mia ragazza, in realtà, mi ha lasciata perché ha capito di non amarmi più come prima. Devo dire che la nostra era una relazione a distanza, ci siamo conosciute su internet ma ci vedevamo regolarmente, non è mai stato un ostacolo insormontabile. Il mio periodo di malessere è cominciato intorno ad ottobre, mi sentivo poco considerata, come se i miei bisogni non fossero abbastanza importanti. Poi lei è partita per l’America, per tre mesi, e questo suo non curarsi del mio stare male e pensare solo a ciò di cui lei aveva bisogno, mi ha completamente buttata giù. Quando mi ha lasciata, credo di aver avuto un attacco di panico, ho pianto fino a singhiozzare, mi mancava il respiro e non riuscivo a calmarmi. Da quel momento fino ad ora abbiamo continuato a sentirci, tra alti e bassi, e forse è per questo che io non mi sono mai “rassegnata” alla rottura.
Oggi mi ritrovo a provare sensazioni forti, mi sento sola (Anche perché, nel frattempo, con il cambio di vita e città per studiare, ho perso le mie due migliori amiche!), mi sento senza energia e voglia di fare. A volte passo le giornate a letto, non riesco a trovare nessun motivo per dire “Adesso mi alzo e faccio quello!”, non riesco a farlo neanche per me stessa.
A questo si aggiunge un periodo di problemi fisici continui. Ho avuto tachicardia frequente che mi ha portato a fare un ecodoppler e il medico, fortunatamente, ha detto che è tutto ok e che si trattava di stress emotivo. Soffro spesso di insonnia e se dormo, dormo male. Il mio sonno è leggerissimo. In più, ho notato che il mio stomaco è diventato particolarmente sensibile ai cambi di umori. Sono sempre stata una persona ansiosa, ho sofferto di attacchi di panico anche in passato, ma, adesso, ogni minima preoccupazione, ogni tensione mi provoca fastidio.
Ci sono giorni in cui piango disperatamente, ho paura di non venirne più a capo. Può aiutarmi? Crede che sia solo un periodo da affrontare con la giusta calma o devo cominciare una terapia magari? Aspetto una sua risposta. Grazie.

disagio , capire

Miglior risposta

Cara Giusy,
le sue parole mi hanno ricordato il movimento delle onde, pacate sebbene cariche di energia.

Anche l'alternanza di momenti di spossatezza e svogliatezza e gli attacchi d'ansia sembrano seguire il ritmo di un'onda, non permettendola di vivere momenti di piacere e serenità.

Ogni momento faticoso necessita di un pò di tempo per essere elaborato; non perchè sia il tempo a sistemare le cose, ma perchè ci vuole del tempo, per la mente per abituarsi ad un dolore e, nel suo caso, alla perdita di un amore.

Tuttavia, in questo momento lei sta vivendo con disagio il suo quotidiano e questo è un aspetto che va monitorato. Le suggerisco, quindi, di chiedere una consulenza ad uno psicologo. Valuterete insieme come procedere.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

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Carissima,
la sua sembra depressione con ansia. Inoltre i sintomi sono invalidanti. Per cui o si affida a qualche psicofarmaco oppure a una psicoterapia.

Angelo Feggi

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23 DIC 2018

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Cara Giusy, ci sono tanti motivi che spiegano la sua sofferenza e l'emergere dell'ansia: la fine di una relazione affettiva importante, la mancanza delle amiche, la comparsa di disturbi ansiosi anche a livello fisico. È importante che si faccia sostenere e aiutare e che inizi una psicoterapia sia per superare questo momento sia per elaborare la perdita. Le faccio i miei auguri e resto a disposizione per eventuali chiarimenti
Dott.ssa Sabrina Ornito

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9 SET 2015

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Gentile Giusy,
la sua sofferenza emerge chiaramente da queste righe. Ha descritto un periodo molto difficile, caratterizzato, in ogni sfera di vita, da cambiamenti importanti. I cambiamenti portano inevitabilmente con sè crisi, smarrimento e confusione...necessitano di tempo per essere compresi a pieno e metabolizzati. Dato l'impatto negativo sul suo benessere e sul suo funzionamento generale potrebbe esserle utile prendere in considerazione la possibilità di un percorso psicologico nel quale esternare vissuti, emozioni, dubbi, paure, bisogni, nel quale provare a mettere ordine e trovare il bandolo della matassa, nel quale centrasi su di sè e capire da dove riniziare ad investire e come.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

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9 SET 2015

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251 Risposte

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Certamente Giusy,
i disturbi psicosomatici parlano per te. Sei in uno stato di bisogno affettivo 'fusionale' ed una relazione coinvolgente è quella che parzialmente lo soddisfa. Sta di fatto, però, che ti trovi in uno stato di dipendenza affettiva che non esclude le tue scelte relazionali basate sul rapporto di coppia, tuttavia è indispensabile, al fine di non complicarti l'esistenza, che tu affronti la questione con un/a dei miei colleghi di persona. Resto comunque a tua disposizione per altre comunicazioni.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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9 SET 2015

Anonimo

Certamente Giusy,
i disturbi psicosomatici parlano per te. Sei in uno stato di bisogno affettivo 'fusionale' ed una relazione coinvolgente è quella che parzialmente lo soddisfa. Sta di fatto, però, che ti trovi in uno stato di dipendenza affettiva che non esclude le tue scelte relazionali basate sul rapporto di coppia, tuttavia è indispensabile, al fine di non complicarti l'esistenza, che tu affronti la questione con un/a dei miei colleghi di persona. Resto comunque a tua disposizione per altre comunicazioni.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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9 SET 2015

Anonimo

Cara Giusy
lei ha affrontato un lutto, una separazione ed è comprensibile la sua "inappetenza" nei confronti della vita. Elisabeth Kubler Ross parla delle cinque fasi dell'elaborazione del lutto. La prima è la negazione, la seconda è la rabbia, la terza è la contrattazione, la quarta è la depressione e la quinta è l'accettazione. In questa fase di buio si palesano le possibili perdite legate alla fine della tua storia. Magari un aiuto psicologico per farti riprendere la bussola potrebbe essere molto proficuo. Credo che tu abbia bisogno di riorganizzare il tuo panorama emotivo e i tuoi progetti di vita. Le grandi energie profuse nella tua relazione ti hanno svuotata e adesso c'è bisogno di ricaricarti.
Ti auguro un enorme in bocca al lupo.
Dr.ssa Valentina Bonaccio

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9 SET 2015

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8 Risposte

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Buongiorno gentile Giusy,
mi sembra che lei stessa sia arrivata alla conclusione che le serve un aiuto psicologico per comprendere nel profondo e superare questo periodo della sua vita. La sofferenza che prova è diventata pervasiva e la difficoltà ad affronatare il quotidiano ne è la prova. Il suggerimento che sento di darle è verso una psicoterapia ad impostazione psicodinamica questo perchè nelle esperienze d'abbandono che sta vivendo ci sono richiami antichi. Spero di esserle stata d'aiuto e resto a sua disposizione.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapia Roma

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9 SET 2015

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Certamente Giusy,
i disturbi psicosomatici parlano per te. Sei in uno stato di bisogno affettivo 'fusionale' ed una relazione coinvolgente è quella che parzialmente lo soddisfa. Sta di fatto, però, che ti trovi in uno stato di dipendenza affettiva che non esclude le tue scelte relazionali basate sul rapporto di coppia, tuttavia è indispensabile, al fine di non complicarti l'esistenza, che tu affronti la questione con un/a dei miei colleghi di persona. Resto comunque a tua disposizione per altre comunicazioni.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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9 SET 2015

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1056 Risposte

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Cara Giusy, dato il livello del disagio che provi ti consiglio di iniziare un percorso di colloqui psicologici. Ti sono accaduti una serie di eventi che ti hanno un po' destabilizzato, ma nulla che non si risolva. Inoltre, se ti dà sofferenza continuare a sentire la tua ex ragazza, il mio consiglio è di prendere tu la decisione di chiudere definitivamente. Almeno fino a che ti sentirai meglio.

cari saluti,
Dott. Alessandro Bertocchi (bo)

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9 SET 2015

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93 Risposte

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Gentile Giusy
la sua reazione alla rottura è impregnata di forte malessere, con sintomi ansioso-depressivi marcati. Sono passati solo quattro mesi, probabilmente avrà bisogno di un altro pò di tempo per ritrovare l'equilibrio. La invito a riflettere sulla sua frase in cui spiegava che sente spesso la sua ex e che forse è per questo che fatica a staccarsi da lei. A volte succede che i sintomi hanno dei vantaggi positivi per cui si fa fatica a trovare la motivazione di fare un lavoro su di sè per rimuoverli. Forse la sua ex accetta di continuare a sentirla per via della preoccupazione legata al suo stato di salute?
Un'eventuale psicoterapia è indicata nel caso in cui lei voglia esplorare (con l'aiuto di un esperto che la guidi) le motivazioni di fondo per cui ha avuto questa reazione, per studiare in generale le modalità con cui lei entra in (ed esce dalla) relazione, per elaborare il lutto
Un cordiale saluto
Dott.ssa Stefania D'Antuono

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8 SET 2015

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Buongiorno Giusy, intanto io toglierei l'etichetta "depressione", perché non mi sembra ci siano i parametri per giudicare tale la sua sofferenza. Da ciò che ha detto nel resto della richiesta, credo si tratti maggiormente di una sintomatologia ansiosa, con tratti di incapacità a gestire la solitudine situazionale (cambio città). Il Suo stomaco, ma credo si sia dimenticata anche del Suo fegato, stanno lavorando il doppio a causa della sua ansia spesso presente (la tachicardia ne è un forte indizio). Cosa intende quando parla di "periodo da affrontare con la giusta calma"? Credo che questo sia un esempio molto calzante di auto-inganno, ovvero quella modalità (che utilizziamo tutti) di fare in modo di offrire, (in questo caso), una immagine capace di risolvere sintomi anche di attacco di panico in momenti più tranquilli. Senza rendere questo panico o sintomatologia fortemente ansiosa come una specie di "mostro" dal quale non si può sfuggire (perché non è assolutamente così), la soluzione che, almeno io, Le consiglio è una psicoterapia con un collega molto esperto in sintomatologie di questo tipo. Quando dico molto esperto non intendo per forza un collega con tot anni, l'età, in questi casi non conta. Conta maggiormente il tipo e la qualità di esperienza su una patologia, dunque 30 anni di esperienza futile e fumosa (parlo in generale) non sono assolutamente migliori di 5-10 anni di esperienza orientata a quella specifica patologia. Naturalmente vale anche il discorso inverso. Quindi, se decidesse di cominciare una terapia, non guardi l'età del collega o quanti "titoli" ha attaccati sul muro, ma come si sente a parlare di lui, quali sono i Suoi vissuti nel parlare di cose delicate ed il tipo di restituzione (ovvero risposta alla Sua domanda di terapia, articolata con parole e punti di vista alternativi ai Suoi, quelli che ha sempre avuto) che il terapeuta Le offre verso la fine della seduta. Come dico sempre, se non è soddisfatta al cento per cento del primo colloquio o c'è qualcosa che non Le torna del terapeuta, non si soffermi al primo, ma ne provi almeno due o tre.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti, Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

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8 SET 2015

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655 Risposte

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Cara Giusy,
ciò che descrivi e' davvero il riassunto di un periodo difficile.
Tutto sembra avere inizio con la fine della tua storia e in seguito all'allontanamento dalle tue care amiche. Immagino però che con loro tu ti sia mantenuta in contatto...telefoni e computer fanno.miracoli per nell'accorciare le distanze!
Il periodo di stress che hai affrontato si e' ripercosso sulla tua salute, ma il pianto a singhiozzi non necessariamente era un attacco di panico, forse molto dolore tutto insieme.

Il periodo che descrivi di assenza di slanci e' difficile che si risolva sa solo. Ti consiglio di rivolgerti ad un terapeuta, magari un analista lacaniano, ti sarà di aiuto a superare questo.momento.

Rimango a disposizione.

Un caro saluto.
Dott.ssa Fornari Daniela

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8 SET 2015

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370 Risposte

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Gentile Giusy,
il mio consiglio è quello di iniziare senza ulteriore indugio un percorso di psicoterapia, anzi, per la verità, avrebbe già dovuto iniziarlo prima, visto che già soffriva di ansia e attacchi di panico.
Come ha potuto verificare a proprie spese, i sentimenti col tempo possono cambiare e, quando all'interno di una relazione questo accade, chi viene lasciato dovrebbe poter avere sufficiente autostima per non sentirsi annientato.
In questo momento lei poi è particolarmente vulnerabile anche perchè non ha persone amiche con cui condividere il suo dolore e questo è un motivo in più per chiedere subito un sostegno psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

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8 SET 2015

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