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Cattivo rapporto con suoceri da parte di mio marito. Come devo comportarmi?

Inviata da patrizia il 11 dic 2012 Terapia di coppia

Buongiorno! Sto vivendo una situazione familiare che mi sta provocando forti stress.il mio coniuge,seguito ad un iniziale disappunto da parte di mio padre riguardo la mia scelta di sposarmi con mio marito che ha 15 anni più di me e ha già 3 figli da un precedente matrimonio, ha deciso di non voler più frequentare la mia famiglia d'origine, giustificandosi con il fatto che lui è' stato offeso (da questo disappunto) e dal fatto che lo detesta anche come persona e che con lui non ha argomentazioni ne nessun punto in comune. Io ogni volta che provo a dirgli che mio padre non ce l'aveva con lui ma con la situazione che per la sua mentalità era difficile accettare,lui si arrabbia ancor di più dicendo che non prendo le due difese (ma chi ho sposato mi chiedo?con chi faccio la mia vita se non con mio marito?) mio padre ha provato a scrivergli dicendo che ha fatto così perché era solo "geloso" della sua unica figlia e che in realtà non ce l'aveva con mio marito... ma nulla! Ora, dato anche che abbiamo un figlio di 2 anni io chiedo solo di poter condividere almeno le festività comandate ma mio marito mi dice che capisce che me lo meriterei(io con i suoi figli ho un ottimo rapporto) ma non ci riesce,loro possono venire da noi (ma non troppo!) ma noi da loro,non se ne parla!ci devo andare da sola,compleanni compresi!quello che a me spiace molto nell'attuare questa cosa e' che nostro figlio mi chiederà spiegazioni del fatto che Papa' non viene e io non so cosa dovrò dire... per di più mio marito che dice che per lui il nipote dovrebbero vederlo il meno possibile, temo che appena il bimbo crescerà non perderà occasione per screditare ai suoi occhi il nonno (già me lo dice..) insomma, che devo fare? Mi sento tra l'incudine e il martello....

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Cara Patrizia,
dev'essere davvero difficile vivere tra due fuochi: l'amore per il proprio padre ed il desiderio di concedergli la possibilità di essere nonno e l'amore per suo marito, sicuramente profondo e forte al punto da farle sfidare il disappunto paterno ed accettare tre figli non suoi. Dalla sua lettera non trovo indicazioni sulla possibilità di avere una complice, una persona che possa in qualche modo aiutarla nel tentativo di trovare un compromesso tra questi due uomini della sua vita. Provi ancora a parlare con suo marito, cerchi di fargli capire che questa rigidità nuoce a vostro figlio, ma soprattutto alla vostra serenità familiare. Cerchi di fargli capire, soprattutto, che lei ha scelto lui (suo marito) e che con lui vuole condividere la vostra vita, ma che non può rinnegare le proprie origini, nè smettere di amare i suoi genitori e questi possono essere una risorsa anche per vostro figlio, nonostante le prime difficoltà ed incomprensioni culturali ora hanno accettato la vostra unione ed i bambini. A tutti si offre una seconda possibilità, sia a suo marito sia a suo padre, reciprocamente. Qualora il dialogo le risulti troppo difficile non esiti a chiedere aiuto ad un terapeuta di coppia, si faccia sostenere affichè la situazione riprenda confini accettabili per tutti e tre.
Cordialmente. Dott.ssa Marika Fellini. Pinerolo (TO)

Marika Fellini Psicologo a Pinerolo

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Gentile patrizia, provi ad invitare suo marito a prendere contatti con uno psicologo,per affrontare una terapia di coppia, poichè lei da sola non riuscirà certamente a venirne a capo, infatti una terza persona estranea e per di più esperta potrà aiutarla a far capire a suo marito che tutta questa situazione può portare a delle conseguenze serie circa il vostro rapporto!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Grazie dottoressa, credo anche io che sarebbe utile, peccato che non la pensa così mio marito. Vorrei chiarire la posizione dei miei genitori che oramai da anni non so se per amor mio o per altro, non interferiscono assolutamente nella mia vita ed hanno accettato sia mio marito che addirittura i suoi figli...sono loro stessi a chiedere di vedersi tutti insieme.

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Buongiorno Patrizia, comprendo il suo desiderio di vedere le due famiglie riunite, d'altra parte credo che forzando le cose si rischia di fare peggio. E forse lei può prendere una posizione diversa dal fare da pacere tra suo marito e suo padre.

Villani Valentina Psicologo a Montegrotto Terme

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Salve patrizia,
la sua è sicuramente una situazione alquanto difficile trovandosi lei tra due fuochi
lei e suo marito dovreste affrontare la questione con l'aiuto di qualcuno, un terapeuta di coppia possibilmente, che possa aiutarvi a vedere la cosa dai diversi punti di vista e aaarivare a trovare quei "compromessi" che si attuano normalmete nell vita di coppia
rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti
distinti saluti
Dott.ssa Irene Olivi

Irene Olivi Psicologo a Seravezza

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Cara Patrizia, comprendo il suo sentirsi schiacciata tra due poli opposti, con tutte le difficoltà che la sua posizione comporta. Non mi è perfettamente chiara tutta l'acredine di suo marito nei confronti di suo padre, considerando anche il bel gesto di "ritrattamento" tramite lettera da parte di quest'ultimo. Suo marito è in genere così categorico ed assolutista anche in altri aspetti della vita? Che cosa crede che tema avvicinandosi alla sua (di lei, Patrizia) famiglia d'origine? Possibile che non riesca a tollerare o comprendere le ragioni del cuore di un padre? Lei riferisce che suo marito detesta suo padre... parola carica di aggressività e di rancore, non so quanto proporzionata ai precedenti del caso ... Nè per lei, nè per vostro figlio egli sembra voler compiere un passo ... Bisognerebbe conoscere a questo punto i vissuti profondi di suo marito e le loro radici, i suoi trascorsi, la sua personalità per poter intervenire anche con un semplice suggerimento. Certo è che per aver fondato un nuovo nucleo in tempi piuttosto recenti, mi sembra che vengano a mancare dei presupposti di compromesso e sacrificio indispensabili a maggior ragione nelle fasi di impostazione di una dinamica famigliare. Le consiglio di parlarne ancora con lui, suggerendogli l'eventualità di una terapia di coppia. Muoversi in fretta può essere fondamentale per non incorrere in nuovi fallimenti. Un abbraccio. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Buongiorno Patrizia
da quello che racconta la sua situazione famigliare è molto complessa. La sua famiglia di origine fatica ad accettare la sua scelta di fare famiglia con un uomo che a sua volta ha già una sua famiglia e una famiglia di origine. Vi consiglierei di intraprendere una terapia di coppia che possa aiutarvi a comunicare anche rispetto alle relazioni più estese con le vostre famiglie di origine. Buona fortuna!
Dott.ssa Claudia Giangregorio, Milano

Dott.ssa Claudia Giangregorio Psicologo a Milano

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