Sono una mamma di 30 anni, mia figlia ha 8 anni e mezzo ed è cresciuta con me. Io e suo padre ci siamo lasciati quando lei aveva un anno e mezzo, non era molto presente e, essendo anche lui giovane, spesso e volentieri usciva e tornava a tarda notte. Per questo motivo io sono tornata a vivere con mia madre e lui con la sua. Per un anno ha visto la bambina saltuariamente, poi è partito per lavoro e (apparte qualche video chiamata e telefonata saltuaria) non ha visto sua figlia per 5 anni. Infine da un anno e mezzo è tornato a vivere con sua madre in italia (io vivo sola con mia figlia) e vede la bambina regolarmente un week si è uno no . Mia figlia, adhd, dice spesso (quando è con me) che dal padre e dalla nonna non vuole andarci, però quando poi il padre le chiede se vuole andare dice si e quando è li sembra quasi non voglia tornare da me. Non mi chiama mai anche se ha il suo cellulare (comprato esclusivamente per sentirla quando è da loro), quando la cerco io anche solo con un messaggio sembra scocciata. Le stesse cose fa anche quando è con me, non cerca il padre e quando le dico chiamiamo il papà mi dice sempre no adesso non mi va. Non riesco a capire in nessun modo questo comportamento. Io non le faccio pesare il fatto che non mi chiama e neanche il padre. A scuola mi dicono che non è positivo per lei (calcolando l'adhd) l'ambiente proposto dal padre e dalla nonna. Mi hanno riferito molto nervosismo il lunedì dopo il week end con loro (nervosismo che noto anch'io). Al dunque vorrei capire quale potrebbe essere la motivazione del suo atteggiamento ambivalente.
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26 DIC 2024
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Gentile signora,
la situazione di un/una bambino/a con genitori separati non è certo ottimale per il suo benessere emotivo ed in più è peggiorato dalla presenza dell'ADHD.
Il motivo dell'atteggiamento ambivalente della bambina (nel senso che si disinteressa di lei quando sta col padre e viceversa) è dovuto proprio al problema della separazione di voi genitori ed è sia un suo tentativo di autoprotezione da emozioni contrastanti e spiacevoli sia un timore di deludere il genitore con cui in quel momento si sta relazionando.
Inoltre, il nervosismo del lunedi quando nel week-end sta col padre e con la nonna potrebbe essere dovuto non ad un ambiente avverso come è stato ipotizzato ma, al contrario, ad ansia di separazione per il riacutizzarsi della paura di una nuova perdita avendo già vissuto in passato la deprivazione di una importante figura di riferimento.
Pertanto, il suggerimento è di un supporto psicoterapeutico per lei ed il suo ex onde trovare il modo di ridurre i disagi ed i timori della bambina.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadsrivio di Campagna (Salerno).
26 DIC 2024
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Buongiorno Giogio, ha parlato della difficoltà della bimba anche con il padre?
Assai probabilmente il senso del comportamento di sua figlia ha a che fare con la preoccupazione inconscia di non volere ferire nessuno e quindi non essere "abbandonata da nessuno dei due". Quello che può aiutarla è stabilire voi adulti le modalità di visita e le telefonate possibilmente attraverso i vostri telefoni. In questo modo vostra figlia vede che il vostro rapporto non è problematico (lo spero! altrimenti non è semplice gestire le telefonate dai vostri telefoni), che vi parlate con serenità e con altrettanta serenità passate la telefonata alla bambina.
Sarà anche utile che entrambi i genitori si facciano vedere contenti del fatto che la bambina sia dall'uno o dall'altro apprezzando quello che il genitore le propone nel tempo passato insieme.
L'ADHD non aiuta ma tutti voi, compresala bimba, devono abituarsi ad averci a che fare e anche sostenere la bimba nelle sue difficoltà emotive.
Come mai la scuola dice questo rispetto alle modalità del contesto paterno? hanno contatti con lui? Attenzione ad aventuali schieramenti che non fanno bene a nessuno.
Parlatene insieme, se ha piacere può fare leggere la mia risposta al padre e sarebbe utile che insieme faceste un percorso sulla genitorialità.
25 DIC 2024
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Buongiorno signora
Bisognerebbe capire meglio la situazione
Porti la bambina da uno psicoterapeuta.
O voi genitori confrontatevi. O chiedete aiuto ad uno psicoterapeuta
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma
25 DIC 2024
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Buongiorno, il comportamento di tua figlia può derivare da vari fattori legati sia alla sua condizione di ADHD che alle complesse dinamiche familiari. Quando un bambino vive una separazione tra i genitori, le emozioni possono essere molto confuse e ambivalenti. In particolare, tua figlia sembra oscillare tra il desiderio di stare con te e quello di essere con il padre, il che potrebbe riflettere un legame affettivo conflittuale. Da una parte potrebbe sentirsi più sicura con te, ma dall’altra, potrebbe anche cercare di stabilire un legame con il padre, nonostante la distanza emotiva causata dalla lunga separazione. L’ADHD aggiunge un altro livello di difficoltà, poiché i bambini con questa condizione spesso lottano con la regolazione emotiva e con la gestione dei cambiamenti o delle transizioni. Il nervosismo che noti dopo il weekend con il padre potrebbe essere un riflesso di questa difficoltà, amplificata anche da un ambiente che, come ti riferisce la scuola, potrebbe non essere ideale per lei. Se l’ambiente dal padre è percepito come poco stabile o troppo poco strutturato, questo può creare ansia, soprattutto per una bambina che ha bisogno di routine e prevedibilità. Inoltre, il fatto che tua figlia non sembri cercare né te né il padre, e che reagisca con fastidio ai tentativi di contatto, potrebbe essere un segno di una sua ansia di separazione o di una difficoltà ad affrontare l’incertezza nei legami. Potrebbe temere di deludere uno dei due genitori o sentirsi divisa, ma non sapendo come esprimere chiaramente questi sentimenti, si rifiuta di fare il primo passo per stabilire il contatto. Tutto questo potrebbe anche essere il risultato di un legame instabile con il padre, che non c’è stato nei primi anni di vita e che ora, nonostante il tentativo di recupero, potrebbe non essere ancora abbastanza solido per darle un senso di sicurezza e tranquillità. Le sue reazioni potrebbero quindi riflettere una forma di adattamento emotivo, dove sembra volere più coerenza tra la sua esperienza con te e quella con lui. Un supporto psicologico per tua figlia potrebbe aiutarla a comprendere e gestire meglio questi sentimenti di confusione, e potrebbe essere utile anche un percorso di mediazione familiare o una consulenza con un esperto in ADHD per trovare soluzioni più efficaci nell’affrontare le transizioni e i conflitti emotivi legati alla separazione.
Cordialmente,
Dott.ssa Velia Morati
25 DIC 2024
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Capisco perfettamente la tua preoccupazione e la complessità della situazione. È naturale che tu sia confusa e preoccupata per il comportamento contraddittorio di tua figlia.
Possibili motivazioni:
- Confusione e ambivalenza: l'età di tua figlia, la diagnosi di ADHD e la storia della sua famiglia creano un terreno fertile per la confusione e l'ambivalenza. Potrebbe provare un forte legame affettivo per entrambi i genitori, ma allo stesso tempo potrebbe sentirsi sopraffatta da queste emozioni contrastanti.
- Paura di deludere: potrebbe sentirsi in colpa se ammette di non voler stare con il padre, temendo di ferirlo o di creare tensioni tra voi due.
- Desiderio di approvazione: potrebbe dire di sì quando il padre le chiede di andare, cercando di accontentarlo e di evitare conflitti.
- Influenza dell'ambiente: l'ambiente stimolante e frenetico descritto dalla scuola potrebbe contribuire al suo nervosismo e al suo disagio durante i weekend con il padre e la nonna.
- Difficoltà a esprimere le emozioni: l'ADHD può rendere difficile per tua figlia esprimere verbalmente i suoi sentimenti e le sue paure.
Cosa puoi fare:
- Dialogo aperto e sincero: cerca di parlare con tua figlia in un momento tranquillo, senza giudicarla o accusarla. Utilizza un linguaggio semplice e chiaro, dimostrandole che la comprendi e che sei lì per lei.
- Osserva il suo comportamento: presta attenzione ai suoi segnali non verbali, come il linguaggio del corpo e l'espressione del viso, per cercare di capire meglio come si sente.
- Collaborazione con il padre: cerca di collaborare con il padre per creare un ambiente familiare più sereno e stabile per tua figlia. Potreste consultare un mediatore familiare o un terapeuta per trovare soluzioni insieme.
- Supporto professionale: rivolgiti a un pediatra, uno psicologo infantile o un neuropsichiatra infantile per una valutazione più approfondita della situazione e per ricevere consigli personalizzati.
- Consistenza e rassicurazione: offri a tua figlia un ambiente familiare stabile e rassicurante, dove si senta amata e protetta.
Considerazioni importanti:
- Rispetta le sue emozioni: è importante che tua figlia si senta libera di esprimere i suoi sentimenti senza paura di essere giudicata.
- Non forzarla: non costringerla a trascorrere del tempo con il padre se non lo desidera.
- Collaborazione con la scuola: continua a collaborare con gli insegnanti per monitorare la situazione e per adottare strategie educative adeguate.
Ricorda:
Ogni bambino è unico e ha i suoi tempi. È importante avere pazienza e comprendere che questa situazione richiede tempo e delicatezza.
Spero che queste informazioni ti siano utili. Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti o consigli, non esitare a chiedere.
25 DIC 2024
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Il comportamento di tua figlia potrebbe essere influenzato da una combinazione di fattori emotivi, relazionali e legati alla sua condizione di ADHD. I bambini in situazioni come questa spesso manifestano sentimenti ambivalenti che possono essere difficili da decifrare, specialmente quando si trovano a gestire relazioni con genitori separati. Ecco alcune considerazioni che potrebbero aiutarti a comprendere meglio la situazione:
1. Ambivalenza emotiva
È normale che un bambino abbia sentimenti contrastanti nei confronti dei genitori, specialmente in un contesto di separazione. Tua figlia potrebbe sentirsi confusa riguardo al rapporto con il padre, che è stato assente per molto tempo. Ora che lui è tornato, potrebbe volerlo conoscere meglio e instaurare un legame, ma allo stesso tempo potrebbe provare rabbia o insicurezza per il passato. Questa ambivalenza può manifestarsi come il desiderio di stare con lui in certi momenti e il rifiuto o la resistenza in altri.
2. Influenza dell'ADHD
L’ADHD può amplificare le difficoltà emotive e comportamentali. Tua figlia potrebbe faticare a gestire i cambiamenti di routine tra casa tua e quella del padre, poiché i bambini con ADHD spesso hanno bisogno di stabilità e prevedibilità. Il nervosismo del lunedì potrebbe riflettere questa difficoltà di adattamento.
3. Ruolo della relazione con la nonna paterna
Se tua figlia passa molto tempo con la nonna paterna, è possibile che questa figura influenzi i suoi sentimenti e comportamenti. Se l’ambiente è percepito come stressante o poco adatto, questo potrebbe contribuire al nervosismo che noti dopo il fine settimana con loro.
4. Desiderio di non ferire i sentimenti di nessuno
Quando tua figlia dice "sì" al padre ma poi si lamenta con te, potrebbe cercare di compiacere entrambe le parti. Potrebbe non voler deludere né te né il padre e quindi evita di esprimere pienamente i suoi sentimenti, scegliendo di adattarsi a ciò che viene chiesto.
5. Influenza della relazione passata
Il lungo periodo di assenza del padre potrebbe aver creato un vuoto emotivo che tua figlia sta cercando di elaborare. Ora che lui è tornato, potrebbe sentirsi confusa sul suo ruolo nella sua vita, e questo può riflettersi nel suo comportamento altalenante.
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Cosa puoi fare:
1. Ascolta e accogli le sue emozioni
Crea un ambiente in cui tua figlia si senta libera di esprimere ciò che prova, senza timore di deluderti. Potresti dirle qualcosa come:
"Capisco che a volte può essere difficile decidere cosa vuoi fare o come ti senti. Se vuoi, possiamo parlarne insieme."
2. Parla con il padre
Può essere utile discutere con lui delle difficoltà che tua figlia sta affrontando e cercare di trovare strategie comuni per supportarla, ad esempio mantenendo una routine stabile tra le due case.
3. Valuta l’ambiente paterno
Se l’ambiente proposto dal padre e dalla nonna è percepito come poco positivo, potrebbe essere utile approfondire la situazione, magari con l'aiuto di un professionista, come uno psicologo infantile o un mediatore familiare.
4. Consulta uno specialista
Un terapeuta per l’infanzia con esperienza in ADHD potrebbe aiutare tua figlia a gestire meglio le emozioni e il passaggio tra i due ambienti, oltre a fornire indicazioni pratiche a te e al padre.
5. Fai leva sulla comunicazione indiretta
Se tua figlia non vuole chiamarti quando è con il padre, potresti considerare di inviargli messaggi brevi e affettuosi, senza aspettarti una risposta. Ad esempio:
"Spero tu stia passando un bel fine settimana. Ti penso tanto e non vedo l’ora di rivederti."
Questo può aiutarla a sentirsi legata a te senza pressioni.
6. Rassicura la stabilità del tuo affetto
Ricorda a tua figlia che il tuo amore per lei è incondizionato, anche quando passa del tempo con il padre. Questo potrebbe aiutarla a sentirsi più sicura nelle sue emozioni e decisioni.