capire cosa mi turba

Inviata da nickname · 19 dic 2019

Sono le 00:12 di venerdì 13 dicembre, per la prima volta vorrei provare a scrivere tutto quello che sento e che ho sentito fino ad oggi, non so quando è cominciato tutto questo, non so quale è stata la causa scatenante di questo grande malessere che porto dentro e che dopo anni sono riuscita a riconoscere, non so se le battutine velate sul mio peso alle elementari hanno davvero avuto effetto su di me, forse non mi è mai importato, anche se ad essere sincera ho cominciato le medie ponendomi come obiettivo quello di farmi apprezzare al di là del mio aspetto, mi sono resa simpatica, ho custruito il mio carattere smussando i lati che di me non apprezzavo, ho nascosto tutte le mie insicurezze sotto una finta vanità, ad esser sincera ha funzionato, magari all’inizio si sono tutti soffermati sul mio aspetto poi però le cose sono cambiate, ho iniziato a trovare delle persone che mi apprezzavano e mi volevano davvero bene, un bene che non ero abituata a concepire, magari il bene che mi è mancato dai miei genitori, non lo so, in ogni caso ho incontrato delle persone fantastiche, purtroppo però io non ero così fantastica, c’era in particolare una ragazza, a cui ho voluto davvero bene come ad una sorella, lei me ne voleva molto di più, l’ho capito quando ho intrapreso una relazione “parallela” con il suo fidanzato, questo mi ha reso una stronza, eppure si guarda spesso a chi viene ferito con dispiacere e a chi ferisce con disprezzo, non si pensa mai al dolore di chi ferisce, di chi delude le aspettative, continuamente, di chi butta le occasioni, butta il bene, butta tutto, non è stato un bel periodo, piangevo tutte le notti e il senso di colpa mi divorava, ricordo ancora gli occhi con cui mi guardava dicendomi “io mi fido solo di te, so chi sei” purtroppo però lei non sapeva chi ero davvero, neanche io, non credevo di essere capace di tutto quello eppure accadeva, in questo periodo però ho perso 11 kili, in me c’era una punta in più di autostima, per la prima volta mi ero fissata un obbiettivo e lo stavo raggiungendo, il malessere che sento era ancora ben nascosto, ricordo di giornate felici e di notti a piangere, ricordo di promesse e di rimorsi, ricordo di bugie, troppe bugie a chi mi dava tutta la sua anima e che mi considerava vera, sincera e che me lo dimostrava continuamente, le continue bugie che le raccontavo però a volte mi mettevano in situazioni difficili fino al punto di allontanarmi da lei per paura di poter dire la verità, l’allontanamento fu graduale quando però passai un mese intero senza sentirla capì di averla persa, però dovevo dirgli la verità, beh dire la verità è stato difficile, ho provato ad immaginare cosa avrebbe provato e purtroppo ci sono riuscita, l’ho ferita e delusa, più di tutti, ho cambiato per sempre la sua fiducia nel prossimo, ho visto i suoi occhi cambiare e non essere più gli stessi, aveva degli occhi dolcissimi ora sono spenti eppure ancora una volta mi ha dimostrato di volermi molto bene tanto da richiamarmi qualche mese dopo per poter chiarire, mi disse che le mancavo, anche lei mi mancava, ogni volta che mi parlava mi veniva un nodo in gola al dire il vero anche adesso ce l’ho, estate 2016, una sera in particolare credo ad agosto, tornai a casa e rimuginai su tutto, mi addossai tante colpe e mi odiai tanto, l’unico piacere lo scoprì nel cibo, da quel momento non ho più smesso di mangiare, impulsivamente, ogni qual volta ero triste mangiavo e stavo meglio ma un secondo dopo stavo di nuovo male, non mi bastava mai eppure stavo ancora bene, ho iniziato il liceo, ho messo qualche kiletto ma niente di grave, ricordo l’ansia per le interrogazioni, ricordo che studiavo, ricordo che avevo un gran senso di responsabilità, purtroppo ricordo anche che pur di mangiare rubavo degli spicci per comprarmi qualche pizzetta o dei biscotti, diventò un abitudine giornaliera, eppure ancora non riesco a capire quando è degenarato tutto questo, sono morti mia zia e mio cugino, eppure non so se questo abbia fatto scattare qualcosa in me, so solo che ho iniziato a mangiare sempre di più, anche quando proprio non avevo fame, a dismisura, sono ingrassata tanto e con i kili sono tornate anche le mille insicurezze, che però stavolta mi trovavano ancora più debole fino al punto in cui nell’inverno 2017 iniziai a studiare di meno, sempre meno, poi per niente, a non uscire, a stare sul divano, ad alzarmi solo per mangiare e fare pipì, ricordo che una notte pensai “Ma perché non mi uccido?” Non avevo più stimoli non sentivo niente in un certo senso ero già morta dentro, eppure non ho avuto il coraggio di compiere quel gesto, ho pensato spesso anche a lettere di addio o a metodi indolore poi però ho pensato che se non avessi avuto il coraggio di uccidermi avrei potuto continuare a vivere come se nulla avesse più un senso, ricordo che la frase che mi veniva in mente più spesso era “tanto sono morta”, passavano i giorni e io ero sempre incatenata al letto, non facevo altro, mi scocciavo anche di parlare, inizia così a peggiorare il già discutibile rapporto con i miei genitori, cominciano a chiamarmi “Grassa fracida” “Parassita” mi dicono che sono una delusione che non farò mai niente nella vita mi dicono che faccio schifo che dovrei vergognarmi, e infatti loro si vergognavano di me, ancora ora credo che loro non siano contenti che gli sia capitata io e mi dispiace, lo leggo dal loro disagio quando incontrano gli amici con i figli, lo vedo che purtroppo devono presentare me come loro figlia, che ne avrebbero preferito una taglia 40 magari con una passione, la prima in qualcosa, ma sono solo io, un anno intero mi passa addosso e non lo sento inizio poi a toccarmi molto i capelli, ho sempre amato i miei capelli, mi sono sentita protetta da loro, li ho sempre considerati l’unica cosa bella che avevo, in quel periodo ricordo che alcuni miei amici mi prendevano in giro per il mio aspetto non capendo cosa davvero passasse nella mia mente non sapendo l’impatto che avrebbe avuto su di me e purtroppo ha avuto un bell’impatto, ho cominciato a sentirmi sola e ho iniziato ad avere comportamenti ossessivo-compulsivi, mi staccavo i capelli, continuamente, tricotillomania, a quanto pare, cado in baratro, da dove ancora ora provo ad uscire a fatica, la lotta più importante è contro la dipendenza dal cibo che per me è diventato una droga, sono 10 giorni che provo a uscire da tutto questo, ho iniziato una dieta e tutto ciò mi crea un disturbo interiore, tutte le mancanze che coprivo con il cibo sono ora vuote e non riesco a capire se riesco a sopravvivere senza, continuo ad essere molto legata al letto e al cellulare che mi allontana molto dalla realtà che non mi va di accettare, spero di riuscire a ritrovarmi, buonanotte.

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Miglior risposta 21 DIC 2019

Buonasera Nickname, credo che sia opportuno che tu cerchi un aiuto competente per uscire da questa situazione e ritrovare un equilibrio migliore nelle relazioni e anche nel rapporto con il cibo che, come giustamente noti, funziona da compensazione per altri vuoti di natura affettiva. Chiedere aiuto è sempre il primo indispensabile passo per ogni processo di cambiamento.
Dott.ssa Michela Roselli

Dott.ssa Michela Roselli Psicologo a Aprilia

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19 DIC 2019

Buongiorno,
la situazione che ha descritto è molto complessa. Il suo problema con il cibo probabilmente è il risultato di una serie di cause, la situazione familiare in cui non si sente accolta e compresa bensì denigrata, eventi di vita difficili, una rete sociale povera da cui non è sostenuta. Molte volte quando gli altri hanno una aspettativa bassa su di noi e noi altrettanto entriamo in un circolo vizioso per cui affondiamo sempre più confermando questa immagine negativa e mettendo in atto dei comportamenti che ci fanno sentire sempre peggio. Non avere un appoggio esterno non aiuta. Data la situazione complessa le consiglio di consultare uno specialista per cercare di venirne a capo e provare a stare un po' meglio con sé stessa.
Resto a disposizione

Dott.ssa Paola Sperandeo Psicologo a Como

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