Cambiare psicologo è la soluzione?

Inviata da anonima · 14 ott 2014 Orientamento professionale

Salve seguo da 4 mesi la terapia cognitivo comportamentale e prendo psicofarmaci depakin e trittico per ansia attacchi di panico e crisi di pianto. Il psicologo è del asl e quindi nel momento del bisogno non posso chiamarlo non ho questa possibilità.Non so più se cambiare terapia e psicologo o continuare i miglioramenti sono pochi.
In più due anni fa ero stata seguita da una couseling.

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Miglior risposta 15 OTT 2014

Mah, quattro mesi sono pochi, penso tuttavia che ci debba essere un feeling tra la coppia terapeuta paziente e il servizio pubblico, con tutto rispetto non è tra i luoghi più adatti, come ogni istituzione statale, nonostante a volte la bravura del professionista. Tanto è vero che non puoi chiamarlo o che il luogo sicuramente non è intimo... ecc...

Dott.ssa Lucia Mezzalana, psicologa - psicoterapeuta Psicologo a Piove di Sacco

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20 OTT 2014

Salve Viola
per risolvere i tuoi disturbi d'ansia e riuscire poi a ridurre i farmaci ci vuole tempo, pazienza e una buona psicoterapia, non so che percorso stai seguendo e di che orientamento sia il tuo terapeuta, personalmente consiglio la psicoterapia cognitivo comportamentale che sta dando ottimi risultati. Inoltre è importante che vi sia una buona relazione terapeutica affinché la terapia funzioni, quindi valuti lei se queste componenti ci sono o e meglio cercarle altrove.
Saluti Dott.ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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16 OTT 2014

Grazie per le risposte. Si il posto è poco accogliente e intimo le sedute si svolgono in diverse stanze una volta mi sono ritrovata dentro una stanza 1 metro per 1 metro. Gli ho chiesto se potevo chiamarlo ma non si può per quanto ho capito lui mi insegna e poi me la devo veder da sola.si sono seguita anche da un psichiatra uno mi dice una cosa e l'altro un'altra.
Aspetterò prima di cambiarlo

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16 OTT 2014

La rielaborazione del proprio disagio richiede molta energia e determinazione. L'ansia è come la punta di un iceberg che va visto, conosciuto, affrontato. Lei mi sembra di comprendere che ha necessità di sentirsi al sicuro e di poter contattare il suo terapeuta se ha momenti di crisi forti. Credo che questo sia comprensibile e, a mio parere, anche legittimo. Parli con il suo terapeuta esponendo questo suo bisogno. La scelta dell'indirizzo psicoterapia icoe'fondamentale ed molto soggettiva. È vero che 4 mesi sono pchi, ma sono anche sufficienti per avere dei segnali se cisi seniamo bene o no

Dott.ssa Rosanna Tartarelli Psicologo a Lucca

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15 OTT 2014

Gentile Anonima
certamente posso dire che quattro mesi sono pochi per vedere risultati apprezzabili.
Credo che in casi complessi l'abbinamento di Psicofarmaci e Psicoterapia sia una modalità valida. Immagino che , nel suo caso, ci siano due professionisti a seguirla di cui uno le avrà prescritto le medicine e uno con cui lei sta seguendo la psicoterapia.
Quello che vorrei dirle io è che, di certo, la sua situazione ansiosa con tratti depressivi si è creata in un percorso di vita con fatti e vicende (che qui non conosciamo) che sarebbero da indagare attentamente, da elaborare e da comprendere.
Penso che andrebbe dato molto spazio alla sua persona e molta attenzione alla sua storia pregressa per poter trovare i giusti "collegamenti" al suo malessere e tentare "a monte" di risolverli.
Lei ha bisogno a mio parere di capirsi e ritrovare motivazioni e forza al suo percorso di vita per stare meglio e riguadagnare quella qualità del quotidiano vivere serena che ora le manca.
Può essere un percorso lungo da fare con pazienza, ma andrebbe fatto!
Un cordiale saluto Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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15 OTT 2014

Cara anonima, concordo con la collega: le relazioni terapeutiche richiedono tempo e pazienza.
dott.ssa Iuliucci

Dott.ssa Luciana Iuliucci Psicologo a Pontedera

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15 OTT 2014

Buongiorno, Generalmente i farmaci sono somministrati dagli psichiatri o dai neurologi e non dagli psicoterapeuti. posso comprendere il suo stato di malessere e di disagio e sopratutto una risoluzione veloce del problema. Ma come ogni cosa ci vuole del tempo. Ha provato a confrontarsi con il suo psicoterapeuta in merito alle domande poste qui sul sito?
Probabilmente confrontandosi con lui troverà una soluzione più efficace e nel caso, può , decidere se cambiare percorso magari affidandosi ad un terapeuta privato.
Resto a disposizione.
Dr.ssa Roberta Fuga

Psicologa - Psicoterapeuta e Grafologa Roma Psicologo a Roma

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15 OTT 2014

Salutando l'Anonima ed In base alla mia personale esperienza ad approccio psicodinamico, nel trattare gli attacchi di panico, soltanto in particolari casi mi avvalgo della terapia combinata con lo psichiatra, vale a dire quando le crisi di angoscia impediscono di realizzare una relazione terapeutica adeguata ad affrontare e risolvere le cause sottostanti.
Solitamente aiuto i pazienti nell'affrontare le loro crisi modo da attenuare le difese dell'Io che tendono ad evitarle. Comunque, di fronte ad una sintomatologia ostinata, nella quale è necessario il farmaco, questo va tenuto sotto controllo, relativamente alle eventuali modifiche di assunzione, sia come principio attivo , sia come posologia. Pertanto lo psicoterapeuta nonché lo psichiatra dovrebbero essere reperibili per valutare sul da farsi. Se il/la collega che stanno seguendo il 'caso' non è in grado di soddisfare tale esigenza, ci sarà sempre, fra i tanti, qualcuno che potrà farlo. Importante parlarne con l'attuale psicologo/a prima di prendere decisioni.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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15 OTT 2014

Salve Anonima,
secondo la mia personale esperienza di approccio psicodinamico nel trattare gli attacchi di panico, soltanto in particolari casi mi avvalgo della terapia combinata con lo psichiatra, vale a dire quando le crisi di angoscia impediscono di realizzare una relazione terapeutica adeguata ad affrontare e risolvere le cause sottostanti.
Solitamente aiuto i pazienti nell'affrontare le loro crisi modo da attenuare le difese dell'Io che tendono ad evitarle. Comunque, di fronte ad una sintomatologia ostinata, nella quale è necessario il farmaco, questo va tenuto sotto controllo, relativamente alle eventuali modifiche di assunzione, sia come principio attivo , sia come posologia. Pertanto lo psicoterapeuta nonché lo psichiatra dovrebbero essere reperibili per valutare sul da farsi. Se il/la collega che ti sta seguendo non è in grado di soddisfare tale esigenza, ci sarà sempre, fra i tanti, qualcuno che potrà farlo. Parlane con l'attuale psicologo/a prima di prendere decisioni. Resto a disposizione per ulteriori comunicazioni.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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14 OTT 2014

Gentile Anonima,
per esperienza e competenza professionale difficile trovare uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale che interviene con psicofarmaci oppure con trattamenti psicoterapici in sinergia con trattamenti psicofarmacologici. Solitamente gli interventi di terapia cognitivo comportamentale (sempre agita da psicologo con specializzazione quadriennale in psicoterapia cognitivo comportamentale) sono alternativi al trattamento con psicofarmaci, casi particolari a parte
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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14 OTT 2014

Salve a te e grazie del tuo messaggio che mi offre la possibilità di sottolineare l'importanza di alcuni concetti basilari per la terapia. La terapia, qualunque approccio si scelga, ha come presupposto la collaborazione attiva tra paziente e terapeuta e la schiettezza. Perciò se la prima non manca, il mio consiglio è prova a parlare al tuo terapeuta della sensazione che hai di non fare passi avanti. Inoltre, alcune volte capita che non riusciamo a vedere i progressi fatti perchè siamo abituati ad una visione negativa. Allora provate insieme a guardare il prima e il famoso hic et nunc (adesso e in questo momento) per poter costatare i cambiamenti. La terapia non ha tempi prestabiliti perchè gli obiettivi e il modo di raggiungerli dipende dalla relazione che si stabilisce tra terapeuta e paziente. Prova a mettere tutto in chiaro e parlane con lui/lei. Se coscienzioso e professionale sarà lui/lei stessa a consigliarti eventualmente un altro percorso. In bocca al lupo e mi auguro che tu raggiunga i tuoi obiettivi. Dott.ssa Allevato

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14 OTT 2014

Cara Anonima,
quattro mesi sono pochi per definire i risultati di una terapia. Si dia del tempo.
In attesa di ulteriori chiarimenti,
dott.ssa Gerbi

Dott.ssa Martina Gerbi Psicologo a Asti

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14 OTT 2014

Cara Anonima, purtroppo la tua mail non ci descrive cosa stai vivendo e quali siano le tue problematiche.
Il cambio di terapia non dipende sicuramente dal tuo psicologo ma dal tuo psichiatra: potresti iniziare a parlare con lui dei mancati benefici per valutare una modifica.
In secondo luogo, prima di pensare di cambiare approccio e psicologo, ti consiglio di parlare con il tuo psicologo stesso, in maniera chiara e libera, dei tuoi dubbi e delle tue perplessità, esattamente come hai fatto rivolgendoti qui.
Un caro saluto,

Dott.ssa Valentina Mossa

Dott.ssa Valentina Mossa Psicologo a Torino

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