Cambiare percorso?

Inviata da Luca · 2 mar 2018 Orientamento scolastico

Buonasera
Mi chiamo Luca e sono un studente universitario alle prese con un problema di ansia inerente alla facoltà scelta.
Spiego brevemente la mia storia: al liceo ero studente che andava molto bene, preciso e metodico, forse esageratamente perfezionista.
Dopo il diploma, ho deciso incautamente di scegliere come facoltà una che avevo sempre considerato di prestigio: ingegneria al politecnico di Milano e da qui sono cominciati i problemi, vuoi per lo scarso interesse che sentivo per materie di indirizzo, vuoi per il fatto che io stavo provando non poche difficoltà nella comprensione di alcune di queste (cosa mai successa negli studi liceali ad esempio) ho sviluppato un vero e proprio problema di ansia (dopo pochi mesi dall'inizio delle lezioni, mi sono reso conto di essere così preoccupato dalla mole di studio da non essere riuscito a chiudere occhio per ben tre notti consecutive, prima volta della mia vita che sperimentavo l'insonnia), che poi ha portato ad un periodo di depressione, con insonnia, assenza di fame e quant'altro, dal quale uscivo per molti mesi per poi ripiombarci sempre a causa dell'insoddisfazione generale che provavo nel corso degli studi, nel corso dell'anno tra l'altro sono riuscito a dare quattro esami, ma mi rendevo conto di evitare di mettermi sui libri a studiare, forse per evitare di fare i conti con le mie difficoltà, di non provare il minimo trasporto per le materie di studio di indirizzo, ovvero quelle che avrebbero caratterizzato l'attività lavorativa un domani.
Dopo un anno e mezzo, ho ammesso a me stesso di aver sbagliato percorso e così ho deciso di indirizzare la mia scelta verso un'altra facoltà, quella di Design sempre al politecnico: ho avuto molti mesi per decidere, mesi in cui ho fatto molte valutazioni di pro e contro di moltissimi percorsi universitari e cercando di immaginare l'attività lavorativa che avrei voluto fare (mi sono sempre visto in azienda, in un lavoro in team ad esempio o comunque sempre in collaborazione con le persone), tuttavia ero entrato in un periodo di dubbio patologico, quasi ossessivo, nel quale avevo l'ansia di prendere una seconda decisione sbagliata e chiedevo consigli a tutti sulla possibile strada da intraprendere senza magari ascoltare troppo me stesso e le mie esigenze, ma affidandomi più agli altri, anche perché non ero troppo sicuro del percorso che gli altri mi vedevano intraprendere con una certa decisione.
Ho passato il test di design e adesso sono iscritto, ma all'inizio ero stato preso da un terrore incontrollato di aver sbagliato nuovamente facoltà, era come se avessi costantemente acceso un campanello di allarme che mi diceva di scappare e di andarmene lontano, mi sono confidato coi miei familiari, che mi hanno suggerito di continuare per vedere se la mia era più la paura di una paura data l'esperienza con ingegneria e così ho fatto, ma adesso sono al secondo semestre del primo anno di design, i corsi sono cominciati ed io al posto di sentirmi entusiasta mi sento perlopiù intimorito, come se sentissi di non avere le capacità necessarie per la facoltà, che non fa per me e questa cosa mi sta facendo vivere male il periodo universitario, il problema è che mi rendo conto di avere una paura immensa all'idea di cambiare un'altra volta strada ed ho paura anche di rivelare questi miei dubbi alla mia famiglia per paura di deluderla, già dopo quello che è successo ad ingegneria...

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Miglior risposta 3 MAR 2018

salve Luca,
i suoi timori sembrano essere decisamente frequenti. Dice di aver attraversato periodi di insonnia e altri sintomi fortemente invalidanti. Quello che mi chiedo è: ha affrontato tutto questo da solo? Non parlo della scelta della facoltà ma di questo suo malessere. Perchè ha scelto di superarlo da solo? Anche in merito alla scelta della facoltà o più in generale della preoccupazione relativa allo studio, penso da una parte che lei debba respirare ed immaginare che sono quesiti che si pongono tutti nell'affrontare per la prima volta un nuovo percorso di vita.
(Il passaggio dal liceo all'università non è un passaggio così lineare. E' un dato di fatto che cambia la mole di studio, cambia il contesto passando da un'aula dove ci si conosce tutti ad aule immense dove incontrare ogni giorno persone diverse, cambia radicalmente anche il modo di relazionarsi sia con i compagni che con i professori, per i fuori sede cambia tutto.) Dall'altra mi chiedo come mai non ha condiviso con i coetanei "timori e sogni"? La condivisione è utile ad elaborare grandi cambiamenti. Ecco che mi piacerebbe invitarla a guardare oltre e certamente un aiuto di un professionista in questo momento la faciliterebbe.
Cordialmente
Dott.ssa Maria Antonietta Tecce

Dr.ssa Maria Antonietta Tecce Psicologo a Roma

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4 MAR 2018

Caro Luca, comprendo la paura di aver sbagliato di nuovo, ma arriva anche forte il timore di deludere gli altri...non so se ho capito bene, ma sembra che la scelta di design sia stata frutto di una tua adesione ai vari consigli arrivati da fuori e non una scelta maturata del tutto di tua sponte. Mi chiedo quanto sia importante per te il parere degli altri, e soprattutto quanta fiducia hai in te stesso e nel fatto che sei in grado di scegliere e portare a termine un percorso di studi con passione... Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a fare chiarezza, e soprattutto a riscoprire te stesso e le tue risorse. Faccio il tifo per te! Dott.ssa Daniela Cannisträ.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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3 MAR 2018

Gentile Luca,
perché non prova a fare un percorso psicologico per approfondire le tematiche che ci ha descritto?
La paura è una cattiva consigliera per prendere decisioni importanti e anche una cattiva compagna di viaggio lungo la vita.
Sarebbe l'occasione per ascoltarsi di più e capire quali sono i suoi reali interessi e le sue inclinazioni, in maniera autentica, a prescindere da stereotipi e condizionamenti sociali.
Si tratta di maturare una scelta consapevole e davvero sua, sia che si tratti di cambiare nuovamente percorso sia che si tratti di provare a vivere con più serenità il percorso in essere, mettendo in conto che la scelta perfetta non esiste e bisogna accettare anche il rischio di sbagliare per non rimanere imbrigliati nei propri timori.
I migliori auguri
Dott.ssa Barbara Trevisan
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Trevisan Barbara Psicologo a Rovigo

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